Tutti gli articoli relativi a: lavoro

"Se l'Italia spegne i motori", di Cesare Damiano

I fatti di questi giorni, anzi di queste ore, invitano a tornare nuovamente sulle parole pronunciate giorni fa da Marchionne in tv. Perché dietro a quelle parole non c’era “solo” il futuro della Fiat, ma anche il destino della politica industriale e i rischi a cui questo governo sta inutilmente esponendo l’intero paese. Andiamo con ordine. Sergio Marchionne, quando ha accusato gli stabilimenti italiani del gruppo – e quindi i lavoratori – di essere poco produttivi e per nulla redditizi, ha mostrato di avere poca memoria. Si è infatti dimenticato che i risultati conseguiti dal Lingotto nel mondo, Brasile in primis, sono il frutto, specie nel campo dei motori, di una tecnologia all’avanguardia che è in tutto e per tutto Made in Italy. Cioè frutto dell’intelligenza e del lavoro di progettisti, tecnici e operai italiani. Ha poi dimenticato che se i bilanci sorridono e gli azionisti brindano agli utili – nonostante la gravissima crisi che stiamo attraversando – lo si deve anche ai sacrifici che in questi ultimi anni hanno dovuto sopportare i lavoratori italiani, …

"Articolo 18, adesso ci riprova Sacconi a distruggere i diritti", di Luigina Venturelli

Il governo chiede mano libera per cancellare sessant’anni di storia repubblicana. Questa è la sostanza del disegno di legge che il ministro Sacconi ha inviato alle parti sociali per fare un nuovo Statuto dei lavori: una delega piena e senza limiti, se non quelli di un ristretto nucleo di diritti indisponibili di rilevanza costituzionale, per spazzare via il vecchio Statuto dei lavoratori. Articolo 18 compreso. Anche il divieto di licenziare senza una giusta causa, come tutte le altre previsioni di legge in materia di lavoro, sarà infatti derogabile da parte della contrattazione: l’intesa tra le parti, anche se raggiunta senza l’accordo unanime di tutti i sindacati, diventerà più forte della volontà popolare impressa nella legge. LA DEROGABILITÀ COME NORMA La bozza presentata ieri da Maurizio Sacconi, infatti, contiene una delega all’esecutivo per emanare «un testo unico in materia di lavoro denominato Statuto dei lavori», che raggiunga «l’obiettivo di ridurre almeno del50%la normativa vigente ». Aria nuova che dovrebbe «incoraggiare una maggiore propensione ad assumere e un migliore adattamento tra le esigenze del lavoro e quelle …

"Marchionne: no al tavolo Fiat. Industria, la crisi non è finita", di Luigina Venturelli

Al governo erano bastate piccole variazioni decimali per allontanare l’incubo della crisi e salutare la ripresa ormai in corso. Ma le rilevazioni Istat non lasciano spazio alle illusioni: la produzione industriale a settembre è calata del 2,1% rispetto ad agosto, il maggior ribasso congiunturale degli ultimi diciotto mesi, interrompendo una serie positiva che durava dall’inizio del 2010 e a cui si erano attaccate le speranze degli ottimisti di professione. Anche peggio è andata la produzione di autoveicoli, crollata dell’8,3% rispetto a settembre 2009. Un dato che chiama in causa direttamente la Fiat, ma di questo l’azienda non parlerà con il governo. L’ha assicurato Sergio Marchionne, declinando la ventilata proposta di un tavolo con l’esecutivo sui progetti del Lingotto. IL MIRAGGIO DELLA RIPRESA Intanto la sospirata fase finale della crisi economica ha ancora da venire. I sindacati l’avevano facilmente predetto. «L’Italia non aggancia la ripresa perchè il governo ha passato due anni a raccontare che la crisi non c’era e che eravamo i migliori del mondo, senza sviluppare politiche di crescita» ha commentato il segretario generale …

"Il modello perduto", di Luciano Gallino

La rivolta degli studenti inglesi e le manifestazioni di massa contro i tagli delle pensioni in Francia o quella promossa dalla Fiom a Roma in difesa del lavoro possono essere lette come un primo tentativo di difendere dall’Europa il modello sociale europeo. Un´espressione che suona un po´ astratta, ma è ricca di significati concreti. Essa vuol dire infatti pensioni pubbliche non lontane dall´ultima retribuzione; un sistema sanitario accessibile a tutti; scuola pubblica gratuita e università a costo minimo; un esteso sistema di diritti del lavoro, e molte altre cose ancora. Negli ultimi cinquant´anni il modello sociale europeo ha migliorato la qualità della vita di decine di milioni di persone ed ha permesso loro di credere che il destino dei figli sarebbe stato migliore di quello dei genitori. Ora il modello sociale europeo è sotto attacco nientemeno che da parte dell´Europa. Tutti sostengono che è necessario tagliare tutto: pensioni, sanità, scuola, università, salari, diritti. Il motivo lo ha spiegato il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet. In un articolo apparso sul “Financial Times” nel luglio scorso, il …

"Il Colle ai sindacati: lavorate per la coesione sociale", di Marcella Ciarnelli

Più di un’ora al Quirinale per i leader sindacali chiamati dal presidente della Repubblica per una colazione di lavoro che, dopo molto tempo, è stata l’occasione per ritrovarsi attorno allo stesso tavolo. A discutere e confrontarsi sui problemi pressanti del Paese che si trova a fare i conti con una crisi senza precedenti. A questo punto non solo economica ma anche politica. Un benvenuto affettuoso per Susanna Camusso da pochi giorni segretario della Cgil,un gesto «molto carino», un saluto cordiale per Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti e Giovanni Centrella, i leader di Cisl, Uil e Ugl. Un incontro all’insegna della cordialità pur nelle inevitabili differenze che anche in questa occasione si sono manifestate. Contrapposizioni ed anche scontri fin qui ci sono stati nel segno dell’autonomia e di legittime visioni diverse ma il presidente ha insistito sulla necessità «nel bene del Paese» di verificare spazi di azione comune se non di unità. LA SITUAZIONE La sua preoccupazione per la situazione economica e politica del Paese Napolitano non l’ha mai nascosta, ancor più in questi giorni. Non è …

«Giovani non disposti a tutto» Un fantasma si aggira per l'Italia, di Bruno Ugolini

Un fantasma, anzi un esercito di fantasmi, si aggira nella rete. Lancia una pagina apposita su Facebooke su Twitter ricevendo migliaia di adesioni. Costruisce un sito (www.giovanidispostiatutto. com). Qui c’è anche un forum che raccoglie storie, denunce, testimonianze. Mentre le mura di numerose città (Bologna, Torino, Roma. Milano) sono tappezzate di manifesti. Un’invasione. Lanciano un messaggio con due significati opposti. Uno recita: «Giovani disposti a tutto ». L’altro: «Giovani non disposti a tutto». Sono i precari, gli atipici, gli invisibili. Fantasmi, appunto. Alla ricerca di un sostegno, di un megafono, di una voce. Per colpire l’attenzione hanno pubblicato degli annunci, delle «offerte» di lavoro che sembrano inventate ma che non sono lontane dalla realtà. Spesso spiritose, paradossali: «Gruppo finanziario cerca giovani disponibili a fare il caffè e dog sitter al proprio Capo», «Agenzia di pubblicità cerca account junior con padre pronto a mantenerlo a vita», «Gruppo informatico cerca giovani laureati con il massimo dei voti e il minimodi dignità». Altri ne suggeriscono di più verosimili: «Pizzeria cerca giovane, massimo 26 anni, esperienza decennale, per servizio …

"Camusso: il problema Fiat sono i modelli, non gli operai" di Laura Matteucci

Chiama il governo ad aprire un confronto sulla Fiat, «invitando tutti a discutere di futuro». A Marchionne chiede, ancora una volta, chiarezza sul piano industriale, senza doversi mettere in fila e «staccare un bigliettino» per riuscire a parlargli, incontrando tutti i sindacati e mettendo fine agli incontri separati. E gli segnala anche che il problema competitività riguarda l’intero sistema paese, non può essere scaricato sulle pause dal lavoro di 10 minuti e sui lavoratori alla catena di montaggio da 1.200 euro al mese. Alla Fiom dà ragione sulla battaglia per il contratto nazionale, ma si dice anche convinta sia il momento «per tutti noi» di aprire una fase propositiva. Con Cisl e Uil vorrebbe ripartire dal mettersi d’accordo sul «come si decide insieme». Susanna Camusso, neo eletta segretaria generale della Cgil, era ieri sera a Che tempo che fa, ospite di Fabio Fazio, in un ideale botta e risposta con l’ad di Fiat Sergio Marchionne che, qualche settimana fa dalla stessa trasmissione, aveva bocciato l’Italia senza appello, paese che non farebbe un euro di utili …