Tutti gli articoli relativi a: lavoro

"Riformisti Fiom, un patto con la Fiat", di Gianni Del Vecchio

Da Firenze la controproposta a Marchionne delle tute blu anti-Landini. A Fausto Durante, leader dell’ala riformista della Fiom che conta per il 27 per cento all’interno del sindacato dei metalmeccanici, l’intervista di Sergio Marchionne di domenica sera non è piaciuta più di tanto. Non lo hanno convinto alcuni slogan recitati dall’amministratore delegato della Fiat, come quello sulla mancanza di utili provenienti dalle fabbriche italiane («alla Ferrari e alla Sevel, dove si producono veicoli commerciali, i bilanci parlano chiaro, gli utili ci sono», nota Durante) o quello sulla scarsa produttività degli stabilimenti nazionali («il problema è che in Italia si produce poco, gli impianti non lavorano a pieno regime e non per colpa dei lavoratori», precisa l’esponente Fiom). «In generale, la sua performance è stata negativa, ha esagerato, ho l’impressione che non abbia molta dimestichezza con il mezzo televisivo nonostante sia un grande comunicatore ». Su una cosa però Durante è sostanzialmente d’accordo con Marchionne: il deficit di competitività che il nostro paese sconta rispetto alle altre economie europee. E i riformisti della Fiom sono pronti …

Fiat, Marchionne minaccia di tagliare. Alt del PD: dialogo con i sindacati, dal governo aspettiamo una politica industriale

Damiano: “Accettare la sfida della competitività ma no alla logica che allude a tagli”. Fassina: “Marchionne faccia chiarezza su ‘Fabbrica Italia’”. Fanno discutere le dichiarazioni dell’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, sul rapporto tra l’Italia e l’azienda che amministra, rilasciate ier, ospite della trasmissione ‘Che tempo che fa’ condotta da Fabio Fazio: “La Fiat potrebbe fare di più se potesse tagliare l’Italia, perché siamo al 118° posto su 139 Paesi per efficienza del mercato del lavoro. Nemmeno un euro dei 2 miliardi dell’utile operativo dei primi 9 mesi del 2010 è arrivato dal nostro Paese”. Immediata la reazione di Cesare Damiano, capogruppo in Commissione Lavoro del Pd, a difesa dei lavoratori dell’azienda e della loro storia: “Le parole di Marchionne sono ingenerose nei confronti dell’Italia e dei lavoratori che hanno contribuito a fare grande la Fiat. L’azienda è nata e cresciuta nel nostro Paese più di 100 anni fa, e se oggi è una multinazionale di successo è anche grazie a questo inizio”. Marchionne, ha sostenuto il proprio intervento sottolineando che Fiat a differenza di …

"Continua la rottamazione dei diritti", di Pippo Frisone

Il 19 ottobre c.a. la Camera dei Deputati ha approvato definitivamente il ddl n.1441 -quater F- del collegato lavoro con 310 voti a favore (centrodestra+Udc) 204 contrari (PD+Idv) e tre astenuti. Un percorso faticoso quello del collegato lavoro, approvato per la prima volta alla Camera nel 2008, modificato al Senato nel 2009, modificato ancora dalla Camera all’inizio del 2010 e approvato definitivamente dal Senato nel marzo 2010, rinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica il 31.3, modificato dalla Camera il 29.4, rimodificato ancora dal Senato il 29.9 e definitivamente approvato dalla Camera il 19.10.10. Sono 50 articoli in tutto. E’ un’ennesima entrata a gamba tesa in materia di diritti, di diritti contrattuali, di obbligo scolastico. Per restringerli, non certo per allargarli. Sull’obbligo scolastico si fa entrare dalla finestra, quello che era uscito dalla porta principale (la legge n.296/06 sull’ innalzamento dell’ obbligo scolastico voluta dal governo Prodi). L’ ultimo anno dell’ obbligo, quello che va dai 15 ai 16 anni, adesso è possibile assolverlo nell’ apprendistato e fuori dal sistema dell’istruzione e formazione!! Basti pensare …

"Le scorciatoie del Lingotto", di Luciano Gallino

Se si mettono insieme diagnosi e proposte formulate in tv dall’ad Sergio Marchionne si è forzati a concludere che il grosso della produzione di Fiat auto è ormai destinato a svilupparsi all’estero. Non si vede infatti come sia possibile raccordare le prime con le seconde. Dal lato delle diagnosi, l´ad forse esagera quando afferma che l´Italia è al 118/mo posto su 139 per efficienza del lavoro, ma ha ragione nel dire che negli ultimi 10 anni l´Italia non ha saputo reggere il passo con gli altri paesi – aggiungendo subito che non è colpa dei lavoratori. Il problema è che da parte sua neanche la Fiat ha saputo reggere il passo con gli altri costruttori europei. Una parte delle difficoltà del gruppo proviene certo dalla situazione del paese. Però di suo, nel decennio, Fiat ci ha messo sia la difficoltà a produrre e vendere su larga scala modelli di fascia medio-alta, quelli su cui si guadagna sul serio (anche quando ne aveva di eccellenti, come accadde con l´Alfa 156), sia una organizzazione complessiva della produzione, …

"Merito addio. Torna il lavoro di padre in figlio", di Ivan Scalfarotto

Non è passata inosservata la notizia che nell’ambito dell’accordo esuberi di Unicredit la banca si sia impegnata a “privilegiare” le assunzioni dei figli di dipendenti (purché siano laureati e parlino l’inglese). Un errore clamoroso, che per di più esemplifica alcuni problemi italiani che vanno ben al di là del caso di specie. In primo luogo viene da chiedersi che tipo di mercato sia mai quello in cui un’azienda si impegna a “privilegiare nell’assunzione” persone che nemmeno conosce. Avere le persone giuste è vitale per qualsiasi impresa e in particolare per una banca, dato che lì ciò che fa la differenza è la capacità di chi ci lavora. In un mercato davvero aperto le banche dovrebbero competere in modo feroce l’una contro l’altra per accaparrarsi il miglior talento. Se non lo fanno è perché evidentemente non competono sul serio e questo vuol dire che le garanzie per il cliente di poter usufruire delle migliori condizioni di mercato di fatto non esistono. Anche il sindacato non sembra molto interessato a fare in modo che l’azienda, assumendo le …

"Damiano: la sfida di Marchionne va accettata, ma non alle sue condizioni", di Celestina Dominelli

La direzione l’aveva indicata ieri Dario Franceschini aprendo il terzo appuntamento, a Cortona, di Area democratica, riunita qui per la prima volta senza Walter Veltroni. «Bisogna accogliere la sfida lanciata da Sergio Marchionne». E oggi, dal piccolo centro immerso nelle montagne aretine, la minoranza rimasta orfana dei 75 firmatari del manifesto veltroniano ha cominciato a tratteggiare quella strada. L’ha fatto, nel corso di un seminario su Pomigliano e dintorni, l’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, che riprende da dove Franceschini aveva concluso. «La sfida di Marchionne va accettata, ma non alle sue condizioni che sono sbagliate». Perché certo, ammette l’ex ministro, «non si può accogliere la sfida del cambiamento se si prova a dividere o a licenziare il sindacato o non si applicano le sentenze del tribunale (il riferimento è alla vicenda dei tre operai di Melfi, ndr), ma la partita in gioco è enorme: il raddoppio della produzione industriale dell’auto e la sopravvivenza stessa del settore» e il Pd, è il suo ragionamento, deve battere un colpo. Damiano bacchetta poi il suo partito, diviso …

Lavoro, la Ue si muove

Lavoro, la Ue si muove David Sassoli: “Ieri il parlamento Ue ha votato tre risoluzioni che costringeranno i governi a ripensare la filosofia degli interventi sulla crisi: la tassa sulle transazioni finanziarie, il reddito minimo garantito contro la povertà, i termini di pagamento della pubblica amministrazione”. Due indicazioni rimbalzano dall’Europa e vanno dritte al cuore del dibattito promosso da AreaDem che oggi comincerà a Cortona. Ieri il parlamento Ue ha votato tre risoluzioni che costringeranno i governi a ripensare la filosofia degli interventi sulla crisi: la tassa sulle transazioni finanziarie, il reddito minimo garantito contro la povertà, i termini di pagamento della pubblica amministrazione. Tre provvedimenti destinati a stabilizzare e a cambiare il trend dopo un periodo in cui l’incertezza ha prodotto strategie rigoriste e tagli di bilancio. Torna d’attualità per i progressisti la domanda chiave di questa stagione, indicata con precisione da Edmondo Berselli nel suo pamphlet/testamento: «Un ordine sociale fondato su una economia regolata dallo stato e temperata dal welfare può riaffiorare nella globalizzazione ritrovando un ruolo e una posizione competitiva? ». Le …