Tutti gli articoli relativi a: lavoro

"Una mappa senza le strade del futuro", di Giuliano Amato

Viviamo fra incertezze e inquietudini per ciò che ci aspetta e ci consola pensare che sia colpa dei politici di oggi. Guardiamo alla politica interna e vediamo i nostri leader immersi nei conflitti del loro presente e per questo lontani dai problemi del nostro futuro. Guardiamo alla politica europea e la vediamo dominata da mille localismi di cui i leader sono prigionieri e non riescono per questo a costruire il futuro comune di cui sentiamo il bisogno. Erano meglio i leader di una volta – diciamo a noi stessi – loro sì che si impegnavano sui veri problemi. Non sarò io a negarlo, è verissimo che in passato abbiamo avuto leader politici di alta statura che si sono cimentati con le questioni cruciali del tempo. Ma lo scarto che oggi constatiamo fra domande e risposte, fra bisogni e soluzioni non è solo questione di qualità personali e di attenzione maggiore o minore dedicata alle cose che contano. C’è anche il fatto che le cose che contano sono diventate dannatamente più difficili specie per chi governa …

"Le donne a caccia del lavoro", di Chiara Saraceno

In controtendenza con il resto dei paesi sviluppati ed anche con quanto era avvenuto in Italia negli ultimi dieci anni, la percentuale di donne italiane che non ha, nè cerca, lavoro ha ripreso ad aumentare e riguarda oggi quasi la metà di tutte le donne in età da lavoro – una percentuale da anni sessanta. Dimentichiamo pure gli obiettivi di Lisbona, che prevedevano un tasso di occupazione (non solo di attività) femminile pari ad almeno il 60%. Ma il fatto che la metà delle donne italiane risulta «inattiva» dovrebbe costituire un problema politico rilevante ed essere al centro dei dibattiti sullo stato non solo della nostra economia, ma della nostra società. Dovrebbe essere tra le priorità da affrontare sia da parte del governo che dell´opposizione, oltre che dei sindacati. Perché significa che la metà delle donne in età da lavoro non ha nessuna speranza di ottenere una autonomia economica ed invece deve dipendere dall´avere un marito e sperare che il matrimonio duri, senza poterne uscire se si rivelasse insopportabile. Significa che gran parte delle famiglie …

"Famiglie e imprese senza rete", di Tito Boeri

IL 29 settembre il pensiero di tutti era rivolto ad altro. Poi d’improvviso è comparsa, sul sito del ministero dell’Economia, la prima Decisione di Finanza Pubblica (Dfp). È un documento annunciato dalla riforma delle procedure di bilancio varata a fine 2009. Arriva con mesi di ritardo, stranamente senza che nessuno, neanche dai banchi dell´opposizione, si sia premurato di lamentarne la mancanza. In realtà la Dfp non decide nulla, si limita a fotografare l´esistente. Sarebbe stata utile come cornice per la manovra varata in primavera. Invece arriva con l´autunno annunciando nella premessa di essere non solo la prima, ma anche l´ultima Dfp a vedere la luce, perché il coordinamento delle politiche di bilancio a livello europeo imporrà, d´ora in poi, un diverso titolo e calendario (speriamo rispettato) per questo documento. Ma la vera ragione per cui sarà l´ultima decisione di finanza pubblica è nel voto di fiducia alla Camera che ha certificato come ormai l´unica vera priorità dell´agenda di governo è quella di prendere tempo, sopravvivere, rinviando ai posteri ogni decisione impegnativa. Peccato, perché questa ultima …

"Metalmeccanici, contratto derogabile. Ddl lavoro, anticipato il ricorso all´arbitrato. Pd e Cgil: grave strappo", di Roberto Mania

Arrivano le deroghe nel contratto dei metalmeccanici. Federmeccanica, Fim-Cisl e Uilm hanno raggiunto ieri l´accordo che permette alle aziende, d´intesa con i sindacati, di disciplinare specifiche materie in maniera diversa da quanto previsto dal contratto nazionale. «Uno strappo democratico gravissimo», l´ha definito il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, che non ha partecipato al negoziato non avendo sottoscritto il contratto nazionale del 2009 che apre la strada, appunto, alla derogabilità. «Un accordo che favorirà gli investimenti», invece, secondo il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. Le deroghe potranno essere definite in tutti i settori e non solo in quello dell´auto dal quale è nata questa vicenda. A “imporre” un´accelerazione all´intesa di ieri è stata, infatti, la Fiat di Sergio Marchionne. L´ad del Lingotto ha chiesto certezze in tempi rapidi dopo che il referendum sulla nuova organizzazione del lavoro nello stabilimento di Pomigliano d´Arco non si tradusse in un plebiscito tra i cinquemila lavoratori: i sì arrivarono al 63 per cento, un livello secondo la Fiat da non garantire la piena governabilità della fabbrica dove il gruppo …

"Apprendistato a 15 anni, ci siamo", di A.G.

L’apprendistato a 15 anni, in sostituzione dell’ultimo anno di obbligo scolastico, è ad un passo dal diventare legge dello Stato. Dopo un lungo e sofferto iter parlamentare – basti pensare che il via libera si aspettava già a marzo, il 29 settembre la norma è stata approvata al Senato, all’interno del ddl lavoro. Il provvedimento, lievitato da un pugno di articoli agli attuali 50, ha compiuto a Palazzo Madama un ennesimo faticoso giro di boa, dopo quattro letture tra Camera e Senato, il rinvio al Parlamento da parte del Capo dello Stato, e altri due passaggi, prima a Montecitorio e poi a Palazzo Madama. Per l’ok definitivo serve ora il via libera da parte della Camera. Se invece l’approvazione dovesse giungere, ancora una volta i primi a saggiare la nuova norma scolastica dovrebbero essere gli studenti della Lombardia. Appena due giorni fa Regione, Miur e ministero del Lavoro hanno firmato un accordo che completa l’applicazione del contratto di apprendistato in tutte le forme previste dalla “Legge Biagi”, estendendo a 400 ore l’attività formativa dalle 240 …

"Pd, j’accuse sul decreto lavoro: è un ricatto per i più deboli", di Maria Grazia Di Giovanni

È un testo «anacronistico, stupidamente conservatore, del tutto inadeguato ». In altre parole: è da seppellire. Questo il giudizio del Pd sul collegato lavoro. Tutto lo stato maggiore dei parlamentari Democratici (Anna Finocchiaro, Enrico Letta, Tiziano Treu, Enzo Bianco, Giorgio Roilo insieme al responsabile economico Stefano Fassina) si è riunito ieri a Palazzo Madama per emettere un verdetto inequivocabile: quella legge non serve all’occupazione, lede i diritti dei lavoratori e in alcune parti presenta profili di incostituzionalità. Difficile immaginare un pasticcio più grande. A chi servono allora quegli articoli su cui anche il Quirinale ha avanzato dei dubbi, tanto da rimandare il testo alle Camere con alcune osservazioni? A quanto pare neanche la Confindustria è entusiasta. Tanto che in molti avevano cominciato a sperare che,con l’appoggio dei finiani, il collegato potesse finire su un binario morto. Ora il suo destino è tutto legato a quello del governo, che proprio oggi affronta la fiducia. SACCONI L’unico che spinge per un’approvazione immediata è il ministro Maurizio Sacconi, che ieri in Senato ha chiamato a raccolta le truppe …

"Senza sviluppo non c'è benessere", di Laura Matteucci

Io vedo in giro delle Ferrari, qualcuno in questo Paese s’è arricchito. La domanda è: a spese di chi? L’impoverimento medio è un fatto accertato, confermato da molti indicatori, i dati sul pil, sui consumi, adesso anche dagli ultimi della Cgil sulla perdita di potere d’acquisto dei salari. Del resto, anche quelli di Confindustria sul crollo della produttività oraria sono un altro lato della stessa medaglia. L’Italia arretra: qualcuno è diventato più ricco, anche molto, ma la maggior parte degli italiani è tangibilmente più povera».Giacomo Vaciago, direttore dell’Istituto di economia e finanza alla Cattolica di Milano,commenta lo studio Ires-Cgil sulla crisi dei salari, che hanno perso oltre 5mila euro di potere d’acquisto in 10 anni. Perchè indietreggiamo, professore? «In questi anni abbiamo fatto l’elenco dei capri espiatori, dall’euro alla recessione, che in questo caso, trattandosi di uno studio relativo all’ultimo decennio, non può certo essere la causa principale. Io credo che il problema sia lo sviluppo, che nessun governo si è mai posto come priorità. Adesso Emma Marcegaglia (leader di Confindustria, ndr) esorta ad una …