Tutti gli articoli relativi a: lavoro

«In tre vincono il Nobel per l'economia paladini della lotta alla disoccupazione», di Roberto Petrini

Il premio va a Diamond, Mortensen e Pissarides ROMA – Stoccolma sceglie il lavoro e guarda ai 210 milioni di disoccupati lasciati sul campo dalla Grande Recessione. La «terna» degli economisti insigniti ieri con il premio Nobel (creato nel 1969 e finanziato dalla Banca centrale svedese, la Riksbank), è composta da due americani e un anglo-cipriota, che partecipano al medesimo progetto di ricerca che ha come priorità l´occupazione. Si tratta di Peter Diamond (1942), il maestro, che insegna al Mit, e dei due suoi seguaci, Dale Mortensen (1939) della Northwestern University e Christopher Pissarides (1948) della London School of Economics. Nomi poco conosciuti al grande pubblico ma assai attivi sul problema del momento: perché di fronte alla ripresa economica la disoccupazione resta alta? Nel dibattito degli ultimi mesi, soprattutto da parte della destra Usa, repubblicana ed iperliberista, si è sostenuto che la disoccupazione resta alta perché la presenza di sussidi e assegni di sostegno tiene lontani i disoccupati dal mercato del lavoro. Diamond e suoi hanno lavorato per anni intorno alla cosiddetta «curva di Beveridge» …

"La sicurezza sul lavoro è uno spot «vergogna»", di Federica Fantozzi

«Quella notte c’erano ragazzi con davanti molti anni di vita e con l’unico peccato di dover lavorare per vivere. E si volevano bene. A se stessi e ai loro familiari. C’era Antonio (Schiavone, ndr) di 35 anni con un figlio di 2 mesi, a cui voleva così bene da voler solo tornare a casa per prenderlo in braccio». Antonio Boccuzzi, operaio sopravvissuto al rogo dell’acciaieria torinese Thyssenkrupp in cui morirono 7 colleghi, che Veltroni ha voluto in Parlamento con il Pd, è tra i firmatari dell’appello contro lo spot governativo anti-incidenti sul lavoro: «È vergognoso. Una sconfitta per il lavoratore, offensivo per i familiari, una presa in giro per precari e manovali in nero». Nel video, pochi frame. Scritta iniziale: «Quando lavori pensa a chi ti ama e attende il tuo ritorno». Immagini: un agricoltore extracomunitario solleva il figlio, un capo cantiere torna a casa dalla famiglia, una giovane operaia abbraccia il fidanzato. Scritta finale: «Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene». Appello «ipocrita», lo boccia Carlo Lucarelli, che alle morti bianche ha …

Napolitano: «Gli incidenti causati da inaccettabili superficialità e negligenze», di Jolanda Buffalini

«È doveroso rendere omaggio alla memoria dei caduti sul lavoro». Non è forse casuale la solennità delle parole usate dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parole che di solito si usano per i caduti in guerra, nel messaggio all’Anmil nella giornata dedicata alla sicurezza sul lavoro. Parole non casuali perché i numeri sono quelli di una guerra: tre persone sono morte ogni giorno in Italia, feste e domeniche comprese, nel 2009, mentre stavano lavorando. Napolitano esprime anche solidarietà a «coloro che hanno sacrificato la salute e la propria integrità fisica, alle famiglie, alle comunità» di chi ha subito danni e lutti. E, nel messaggio del Capo dello Stato, si denunciano – nonostante i «progressi che hanno contribuito a contenere il fenomeno » – «inammissibili superficialità e gravi negligenze nel garantire la sicurezza dei lavoratori». La tutela della sicurezza dei lavoratori, aggiunge Napolitano «è un valore primario non solo del singolo lavoratore ma di tutta la collettività». E chiede «una politica sistematica e continua di prevenzione e promozione della salute nei luoghi di lavoro, ispirata alla …

«La Cgia ricalcola i disoccupati. "Al Sud sono oltre il 17 per cento"»

Cifre molto più preoccupanti rispetto a quelle ufficiali dell’Istat. Comprendendo anche “gli scoraggiati” in Campania si tocca il 20% di senza lavoro contro il 15% dell’Istat, in Puglia si va sopra il 17% contro il 13 dell’Istituto di statistica La Cgia ricalcola i disoccupati “Al Sud sono oltre il 17 per cento” ROMA – In Campania, la disoccupazione reale è al 20,1% (5,8 punti in più rispetto al dato ufficiale calcolato dall’Istat), in Puglia al 17,5% (+4), in Calabria al 17,3% (+ 5,7) e in Sicilia al 16,8% (+1,8). Nel mezzogiorno il dato medio si attesta al 17,2%. A livello nazionale, invece, si colloca al 10,2%: quasi 2 punti in più rispetto al dato ufficiale calcolato dall’istituto di statistica. Questi i valori del tasso di disoccupazione reale (o, con una accezione più tecnica, del tasso di marginalità dal lavoro), calcolato dalla Cgia di Mestre. In termini assoluti, secondo gli artigiani mestrini, l’esercito dei disoccupati reali è composto da oltre 2.621.000 persone: ben 528.592 In più rispetto al numero ufficiale. “Sebbene il numero degli inattivi presenti …

"Fabbrica Italia: Dopo 6 mesi non c'è nulla", di Rinaldo Gianola

Sono passati quasi sei mesi da quando Sergio Marchionne annunciò a Torino il lancio dell’ambizioso progetto “Fabbrica Italia”. Un piano che prevedeva, entro il 2014, la realizzazione di investimenti per 20 miliardi di euro in Italia, il raddoppio della produzione nazionale da 650mila a 1,4 milioni di vetture, 10 nuovi modelli e il restyling di altri 6 vetture. Ad oggi “Fabbrica Italia” è ferma, non è stato investito un euro. Governo, sindacati e dipendenti non sono a conoscenza di quali modelli saranno prodotti nei vari stabilimenti italiani, nè sanno quando il piano vero e proprio potrà partire. Questa situazione di stallo è preoccupante e delude anche quei sindacati che più si erano spesi per comprendere e raccogliere le esigenze organizzative e produttive del gruppo. Ieri, dopo l’incontro tra la Fiat e i sindacati dei metalmeccanici, persino il segretario della Uilm, Rocco Palombella, ha ammesso la sua delusione perchè «la Fiat non ha presentato il piano di investimenti stabilimento per stabilimento». Anche ieri la Fiat invece di mettere sul tavolo modelli, fabbriche, numeri, ha usato le …

"La Cgil propone un sistema a due pilastri per gli ammortizzatori sociali", di Giorgio Pogliotti

Semplificare gli ammortizzatori sociali per estendere la copertura alla platea di lavoratori priva di tutele. È l’obiettivo della proposta presentata dalla Cgil che punta ad un sistema pubblico universale fondato su due istituti – la cassa integrazione e la disoccupazione – senza distinzione di qualifica, appartenenza settoriale, dimensione di impresa e tipologia di contratti di lavoro. «Intendiamo garantire i molti giovani, precari, donne, migranti, che non sono inclusi dall’attuale sistema – spiega il leader della Cgil, Guglielmo Epifani – con una riforma da realizzare in modo graduale, sostenibile dal punto di vista finanziario». La proposta della Cgil prevede la riduzione degli attuali sette strumenti normativi a due, la Cig e l’indennità di disoccupazione, con aliquote unificate per tutte le qualifiche (esclusi gli apprendisti), con la razionalizzazione dei modelli di contribuzione che passerebbero dai 24 attuali a 6. Resterebbe una differenziazione per le imprese fino a 15 dipendenti (aliquote più basse) e l’industria ed edilizia (aliquote cig maggiorate). La riforma a regime assicurerà una copertura al 73,3% dei lavoratori a differenza dell’attuale 50,5%, aumentando la platea …

"Se la vita diventa una deroga", di Bruno Ugolini

Nessun diritto è violato e tantomeno la democrazia sindacale». Così ha scritto Gianni Riotta sul Sole 24 ore commentando l’intesa separata per i metalmeccanici. Quella che prevede deroghe quasi illimitate al contratto nazionale. Democrazia sindacale non violata? E allora perché non è stato permesso ai lavoratori di esprimere un parere? Certo non rimarranno entusiasti i giovani precari, quelli in bilico tra contratti a termine, contratti in affitto, contratti d’inserimento. Il contratto nazionale del 2008 aveva fissato alcuni limiti per la loro permanenza in un limbo indefinito, prima del passaggio al possibile “paradiso” della stabilità. Ora qualche padrone (pardon imprenditore, vista l’oramai acquisita parità tra capitale e lavoro) potrà invocare la deroga ovverosia la cancellazione di quei laccioli che non permettevano il prolungarsi del ricorso al lavoro instabile. Per fortuna in numerose fabbriche metalmeccaniche la Fiom è maggioranza. E quindi quella trappola sarà evitata e comunque farà fatica a imporsi ovunque. Esistono aziende, come la Lottomachina – lo ha spiegato Paolo Andruccioli in un bella inchiesta su Rassegna Sindacale – dove è stata appena conquistata la …