Tutti gli articoli relativi a: lavoro

Una manovra ammazza PIL. Arriva l'ammissione di colpevolezza

Tremonti è costretto a dire la verità: la manovra economica avrà una ripercussione negativa sull’economia. Sacrifici per tutti? No, a pagare saranno sempre gli stessi. “Questa manovra è necessaria, senza si ha il collasso, il crollo”. Fino a qualche mese fa sembrava impossibile che il Ministro Tremonti potesse pronunciare queste parole. L’Italia non subiva la crisi, anzi era solo il Pd che lanciava allarmi catastrofici. Oggi il ministro della fantasia, con tono indispettito, è costretto ad ammettere l’emergenza. Nei dati contenuti nella tabella consegnata dal Tesoro alla Commissione Bilancio del Senato è emerso chiaramente che la manovra voluta dal governo avrà un impatto depressivo sull’economia. Tremonti ha ribadito che “senza questa manovra oltre a non esserci la crescita non c’è più la struttura complessiva”. E finalmente, si è ricordato che il Belpaese ha il terzo debito pubblico al mondo e che i tagli saranno intoccabili. Ma non solo. Il ministro ha invitato anche le Regioni ad aumentare i tagli, un po’ per spartire le colpe e per poter, un giorno, dichiarare: “le tasse e i …

I nuovi occupati da 15 anni vivono con «meno diritti», di Marco Simoni

Negli anni 90, i referendum tra i lavoratori hanno consentito di sostenere accordi nazionali molto discussi. Nell’autunno del 1992, i vertici di CGIL CISL e UIL furono contestati duramente nelle piazze per aver firmato l’accordo del luglio precedente. Al contrario, nessuna contestazione seguì gli accordi del ’93 e del ’95, perché legittimati da referendum, pur approvati con la contrarietà del 30-35% dei lavoratori, dati simili a quelli di Pomigliano. L’esito di quest’ultimo referendum, dunque, non stupisce e non può essere considerato il prodotto di un presunto ricatto da parte della Fiat. Il fatto che i lavoratori, quando interpellati, decidano di accettare compromessi in cambio di una prospettiva più solida è la norma e non un’eccezione: in tutta Europa, negli ultimi vent’anni, tanto maggiore è stato il coinvolgimento dei lavoratori nelle ratifiche di accordi sindacali, tanto maggiore la moderazione della loro politica, attenta alle compatibilità economiche e non solo agli interessi di breve termine. Sembra tuttavia che il risultato non abbia soddisfatto i vertici Fiat che chiedevano un consenso più unanime per avere una ragionevole aspettativa …

"Anche Marchionne all’angolo senza patto tra lavoro e capitale", di Stefano Fassina

Un filo rosso lega l’offensiva del Governo sull’art. 41 della nostra Costituzione, la soluzione cercata dalla Fiat per Pomigliano e il carattere oggi dominante della politica economica europea. È il filo dipanato dalle destre europee, più o meno brutalmente a seconda delle varianti nazionali, della regressione della democrazia all’insegna del principio «più crescita, più lavoro, meno diritti». È un filo teso per segnare una frattura culturale e storica prima che politica: da una parte, l’economia sociale di mercato ed il welfare universalistico, cardini della cittadinanza democratica; dall’altra, l’assetto mercantilista a scala continentale perseguito dalle leadership e dall’opinione pubblica tedesche. Da una parte, il residuo inservibile della seconda metà del ‘900 europeo; dall’altra, l’amaro, ma necessario, calice della modernità dolorosa imposta ai lavoratori e alle lavoratrici dalla globalizzazione. Da una parte, «i conservatori», nostalgici di un improponibile patto tra capitale e lavoro quale condizione fondamentale della cittadinanza democratica; dall’altra, «i moderni», rassegnati o entusiasti a seconda delle classi sociali rappresentate. Su Pomigliano, Luciano Gallino chiede un atto di saggezza a Marchionne, mentre per i lavoratori Eugenio …

"Esercizio di responsabilità", di Ezio Mauro

All’improvviso, tutto il Paese ha guardato al referendum di una fabbrica del Sud come a un moderno giudizio di Dio. Dunque gli “invisibili” esistono, contano e pesano, quando prendono la parola, sia pure in condizioni estreme: e l’operaio e l’officina tornano a sorpresa ad essere un soggetto e un luogo politico, in questa Italia 2010, che pure credeva di aver cambiato per sempre il palinsesto. Avevamo dimenticato i produttori, soverchiati dai consumatori, come attori sociali e culturali. Avevamo inseguito le meteore dell’immateriale, avevamo nascosto addirittura il vecchio concetto di lavoro dietro le nuove rappresentazioni dei saperi, delle competenze, della professionalità. E invece quando l’impresa vuol fare i conti con la globalizzazione, deve farli anche con il lavoro, e addirittura con i lavoratori. Quel giudizio di Dio è stato al contrario un esercizio di responsabilità. Ha vinto il “sì”, e nettamente, perché davanti alla possibilità di un investimento industriale che risale al contrario il percorso tipico della società globale (cercare lo sviluppo fuori dai confini del vecchio Stato-nazione, per scaricare invece i problemi che ne nascono …

Pomigliano: passa l'accordo tra azienda e sindacati

Con il 62,2% dei Sì, è passato l’accordo di intesa tra la Fiat e le tute blu dello stabilimento di Pomigliano d’Arco. Affluenza massiccia: hanno votato il 95% dei lavoratori. Bersani a YouDem: “Ora Fiat mandi avanti il suo progetto”. Fassina:”Affrontare i punti controversi con il senso di resposnabilità”. Con il 62,2% dei Sì, è passato l’accordo di intesa tra la Fiat e le tute blu dello stabilimento di Pomigliano d’Arco. Al referendum hanno perso parte il 95% dei lavoratori. I voti a favore dell’intesa tra azienda e sindacati, (non sottoscritta dalla Fiom) sono stati 2.888, 20 le schede bianche, 59 le nulle e 1.673 i no, su 4.642 votanti. Una vittoria sofferta perché nonostante la netta affermazione dei sì, nessuno nello stabilimento ha ancora la voglia di sorridere. Per Pier Luigi Bersani, dopo Pomigliano, il Pd si darà una posizione autonoma sulle relazioni industriali. “Siamo ad un passaggio delicato, voglio credere che anche la Fiat lo rispetterà. Leggo di altre ipotesi, ma è chiaro che se c’è il sì questo sarebbe su quello che …

"I confini del Lingotto", di Luciano Gallino

A Pomigliano prevale il sì all’accordo con la Fiat. Non stravince, come la sua direzione avrebbe gradito. Dobbiamo però augurarci che la Fiat non prenda pretesto dal risultato inferiore alle attese per mandare a monte l’accordo, oppure per imporlo senza modificarne una virgola.Non soltanto nell´interesse dei lavoratori, ma anche della Fiat, e del paese, per le conseguenze sociali e politiche che ciò potrebbe avere. Vediamo perché. In Italia la Fiat produce 650.000 vetture l´anno con 22.000 dipendenti. In Polonia ne produce 600.000 con 6.100 operai. In Brasile le vetture prodotte sono 730.000 e i dipendenti soltanto 9.400. Inoltre il costo del lavoro in quei due paesi, contributi sociali inclusi, è molto più basso. È vero che in Italia si costruisce un certo numero di vetture di classe più alta che non in Polonia o in Brasile. Pur con questa correzione il rapporto auto prodotte/dipendenti resta nettamente sfavorevole agli stabilimenti Fiat in Italia. Ne segue che su due punti non vi possono essere dubbi. Le aspre condizioni di lavoro che Fiat intende introdurre a Pomigliano, dopo …

Sulla strada giusta

Riunione della Direzione Nazionale del PD a Roma. Bersani: “Il Pd deve prendere per mano tutti gli italiani più colpiti dalla manovra”. Si è svolta stamani a Roma la Direzione Nazionale del PD. Una riunione per fare il punto, a poche settimane dalla pausa estiva, sulla manovra economica e per organizzare il lavoro del PD per i prossimi mesi a partire dall’Assemblea che si terrà l’8 e 9 ottobre e dalla Direzione del gennaio 2011 che voterà i documenti che diventeranno il programma del PD. Il vicesegretario Enrico Letta ha indicato al Pd 3 AZIONI PER L’ESTATE. 1) IL PAESE PRIMA DI TUTTO. La prima azione è sui temi economico-sociali in linea con l’appello di Napolitano di ieri. Per noi la manovra ci vuole ma così è sbagliata. Va cambiata in Parlamento a favore di chi lavora, di chi produce e a favore delle famiglie. I temi dell’educazione saranno il centro dell’azione del Pd, sia in vista della ripresa dell’anno scolastico sia attraverso il viaggio nelle Università italiane che il Pd ha iniziato da qualche …