Tutti gli articoli relativi a: lavoro

"Alle donne non basta lo sviluppo", di Esther Duflo

Le donne nei paesi in via di sviluppo sono indietro rispetto agli uomini in molti campi: l’accesso all’istruzione, le opportunità lavorative, la rappresentanza politica, i diritti giuridici. C’è una stretta correlazione fra sviluppo economico ed empowerment femminile (definito come un miglioramento della capacità delle donne di accedere agli elementi fondamentali dello sviluppo, in particolare le cure mediche, l’istruzione, le opportunità di guadagno, i diritti e la partecipazione politica). Lo sviluppo economico da solo può giocare un ruolo importante per ridurre la disuguaglianza fra uomini e donne. Allo stesso tempo, il persistere di discriminazioni ai danni delle donne può essere di ostacolo allo sviluppo. La povertà e la mancanza di opportunità generano disuguaglianze fra uomini e donne. Quando lo sviluppo economico riduce la povertà, la condizione delle donne migliora da due punti di vista: se la povertà si riduce, migliora la condizione di tutti, donne comprese. Inoltre, lo sviluppo economico rende i nuclei familiari più forti di fronte alle situazioni di crisi, offre ai governi più risorse per proteggere i cittadini più poveri dalla fame e …

"Bersani: niente scherzi, si investa subito ma quest'accordo non sarà ripetibile", di Adolfo Pappalardo

“Per salvare lo stabilimento si incide su diritti sensibili, non è solo la Fiom a preoccuparsi delle conseguenze”. “Ora occorre che la vicenda Pomigliano per risolversi esca dai riflettori per un po’, ci sia insomma una fase di decantazione” è il parere di Pier Luigi Bersani. Per il resto due cose sono assolutamente certe per il segretario nazionale del Pd; La prima: “Ipotesi Newco? Non ne voglio nemmeno sentire parlare e si rispettino gli impegni presi”. La seconda: “Una linea non chiara del Pd sul caso Fiat? Tutti abbiamo detto che le forze sociali hanno una loro autonomia e che l’investimento andava fatto. Per il resto il segretario sono io e ho sempre ribadito come questo non sarà un modello ripetibile perché di certo questo contratto non può essere spostato meccanicamente negli altri stabilimenti dei gruppo”. In mezzo, come aveva anticipato durante un seminario sul Mezzogiorno a Napoli, l’assenza di un ministro per lo sviluppo Economico: “Davanti al caso Pomigliano e a decine di crisi aziendali che passano sotto silenzio occorreva trovare subito un sostituto …

Sciopero Cgil, un milione in piazza "Tassate i ricchi e sbloccate i contratti", di Valentina Conte

Non siamo un paese rassegnato», dice Susanna Camusso, «emozionata» come ad un esordio, quando le riferiscono i dati di adesione allo sciopero generale di ieri indetto dalla Cgil. Un milione di persone nelle piazze di tutta Italia per dire no alla manovra del governo “iniqua, ingiusta e depressiva” che grava “tutta sulle nostre spalle”. A fine giornata, il sindacato di Gugliemo Epifani, ieri a Vancouver per un congresso internazionale, certifica lo «straordinario successo inaspettato»: 100 mila persone a Bologna, 70 mila a Napoli e Milano, 40 mila a Roma, 25 mila a Palermo, 20 mila all´Aquila, 80 mila in tutto il Veneto. Alte adesioni nelle fabbriche (punte del 100% in quelle metalmeccaniche della Lombardia), negli enti locali e nei trasporti che ieri si sono fermati per 4 ore e hanno causato disagi soprattutto a Roma e Milano, con 86 voli annullati a Fiumicino. In piazza anche gli studenti, i poliziotti, i lavoratori delle aziende in crisi a Cagliari come ad Ancona, e gli operai della Fiom di Pomigliano in corteo a Napoli dietro lo striscione …

"Il profitto e l'operaio", di Gad Lerner

Il primo ministro del governo italiano ha percepito nel 2009 un reddito pari a 11.490 (undicimilaquattrocentonovanta) volte il reddito di un operaio Fiat di Pomigliano d´Arco. Le cedole della sua quota personale di Fininvest (Silvio Berlusconi detiene il 63,3% dell´azienda, escluse le azioni possedute dai figli) gli hanno fruttato l´anno scorso un dividendo di 126,4 milioni di euro. Cifra che corrisponde per l´appunto a 11.490 volte il reddito di un lavoratore metalmeccanico di Pomigliano che nello stesso periodo ha risentito della cassa integrazione, portando a casa circa 11.000 (undicimila) euro lordi. In altri termini, la persona fisica del nostro primo ministro ha guadagnato nel 2009 due volte (e più) il monte salari dell´intero stabilimento al centro della drammatica vertenza che sta rimettendo in gioco le relazioni sindacali del paese. Nello stesso periodo, l´amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, ha percepito un compenso di 4 milioni e 782 mila euro, pari a 435 volte il reddito di un suo dipendente di Pomigliano. Tale cifra comprende il bonus che la Fiat ha deciso di attribuirgli per il …

«Gestione unitaria dell'intesa», di Cesare Damiano

Adesso si deve guardare avanti. A Pomigliano il referendum è stato fatto e il “sì” ha vinto. Il 63 % non è il plebiscito che la Fiat chiedeva, ma indica la chiara volontà dei lavoratori di volere l’accordo. Anche se sarebbe utile unalettura disaggregata dei dati, tra il voto degli operai e quello degli impiegati, a questo punto non ci deve essere spazio per atteggiamenti pretestuosi. Né da parte dell’azienda né da parte del sindacato. Il Lingottonon puòtirarsi indietro – comesi è ventilato non appena conosciuto il risultato – adducendo a motivo l’esiguità del margine di favorevoli all’intesa. Il sindacato non può perdersi in polemiche e discussioni sul significato del voto. L’investimento a Pomigliano va fatto. Il lavoro va garantito. Ciò non significa cancellare le critiche sui punti più controversi dell’intesa. Il più delicato riguarda il diritto di sciopero, sancito dalla Costituzione. L’accordo rischia di metterlo in discussione. Se si tratta di un equivoco, non sarà difficile chiarirlo. Anche la parte riguardante l’assenteismo desta perplessità. Gli abusi vanno puniti, ma non si può penalizzare chi …

"Gli invisibili senza lavoro", di Tito Boeri

Quasi un lavoratore temporaneo su sei ha perso il lavoro. I dati delle rilevazioni sulle forze lavoro del primo trimestre 2010 ci permettono di aggiornare la contabilità della Grande Recessione per il lavoro degli italiani. Il tasso di disoccupazione ha superato il 9%. Aggiungendo i cassintegrati (le ore totali concesse nel 2010 equivalgono a 623.000 posti di lavoro a tempo pieno) e almeno la metà dei lavoratori che nell´ultimo anno sono stati costretti a passare dal tempo pieno al parziale, si giunge a una stima delle persone in cerca di lavoro superiore al 12%. Sono dati coerenti con l´andamento dell´economia; il pil è diminuito dall´inizio della crisi di più del 7%. L´occupazione sta replicando lo stesso andamento. Speriamo di avere toccato il fondo. Dall´estate le notizie dal mercato del lavoro dovrebbero gradualmente cominciare a migliorare. I dati sui posti vacanti, resi finalmente disponibili dall´Istat martedì, segnalano un modesto incremento nell´industria nell´ultimo mese. Piccolo segnale incoraggiante, anche se siamo ancora molto al di sotto dei livelli pre-crisi. Non ci sono ancora informazioni adeguate sulla povertà e …

Sciopero generale Cgil: «Sulle spalle dei soliti noti», di Laura Matteucci

Contro le scelte politiche del governo e per cambiare una manovra sbagliata e ingiusta», queste le motivazioni dello sciopero generale della Cgil: otto ore per i lavoratori pubblici, quattro per i privati (ma i metalmeccanici della Fiom scioperano per l’intera giornata), con manifestazioni e presidi in molte città. Motivazioni che la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia fa finta di non conoscere: «Contro cosa scioperano? – chiede retoricamente – Contro l’Europa, contro i mercati? La manovra va fatta, anche noi crediamo che alcuni aspetti non vadano bene, ma il saldo deve essere quello». La Cgil rassicura la presidente: c’è sì bisogno di una manovra correttiva, ma quella proposta è «ingiusta e depressiva», fatta sulle spalle dei soliti noti, dice la vice segretaria generale Susanna Camusso, a Bologna per la manifestazione cui parteciperanno anche Pd, Idv, Sel e Popolo viola (il segretario Epifani è in Canada per il congresso della confederazione sindacale internazionale). «La manovra è necessaria – continua – anche perché per due anni il governo ha negato la crisi senza mettere in atto alcuna misura …