Tutti gli articoli relativi a: lavoro

Il PD di Carpi incontra una rappresentanza dei lavoratori dell’Italcarni in sciopero

“Rilanciare il tavolo provinciale proposto dal Sindaco di Carpi per risolvere la vertenza, coinvolgendo tutti i soggetti interessati e salvaguardando l’occupazione”. Ieri mattina una rappresentanza dei lavoratori dell’Italcarni, in sciopero, ha incontrato l’on. Manuela Ghizzoni e il segretario del PD di Carpi Davide Dalle Ave, i quali hanno espresso piena solidarietà ai lavoratori coinvolti nella difficile vertenza dell’azienda cooperativa. “La crisi di Italcarni va discussa sul tavolo provinciale proposto dal Sindaco di Carpi – hanno affermato Dalle Ave e Ghizzoni a conclusione dell’incontro – e la vertenza va affrontata anche coinvolgendo altri soggetti interessati. La crisi economica è grave e non si possono trascurare le pesanti ricadute occupazionali del piano proposto da Italcarni”. “Occorre che le parti valutino l’utilizzo di ammortizzatori alternativi alla messa in mobilità, sospendendo le ipotesi di spezzettamento delle attività produttive. Dopo la disponibilità di Legacoop a contribuire al buon esito della trattativa – ha commentato la deputata carpigiana – auspichiamo una conclusione positiva, che trovi soluzioni idonee per fronteggiare il risanamento, salvaguardando in primo luogo l’occupazione e la dignità dei lavoratori, …

"Epifani: la Fiat ci ripensi la fabbrica non è una caserma", di Roberto Mania

«Marchionne ci ripensi: non contrapponga lavoro a diritti. Pomigliano non può diventare una fabbrica-caserma. E il “piano B” sarebbe anche una sua sconfitta». Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, parla mentre, a qualche chilometro di distanza, è in corso il Comitato centrale della Fiom sul caso-Pomigliano. Sa già come andrà a finire: no alla proposta della Fiat. Lei condivide la posizione della Fiom? «Io dico ciò che chiede la Cgil: che si realizzi rapidamente l´investimento previsto per lo stabilimento di Pomigliano. Questo è il frutto di anni di mobilitazione nel territorio da parte dei sindacati, della Cgil, della Chiesa, delle istituzioni locali. A Napoli non c´è alternativa. Stiamo parlando di 15 mila posti di lavoro, compresi quelli dell´indotto. Un piano di queste dimensioni impone una sfida che sicuramente deve essere raccolta: quella della saturazione degli impianti e della turnazione. Su questo non dobbiamo avere timidezze. I 18 turni non sono una novità. In molte fabbriche si lavora 24 ore su 24 per sette giorni. Sappiamo che sarà un sacrificio alto per i lavoratori, perché non …

"Durante il Ventennio scioperare era un crimine contro lo Stato. Indietro di 40 anni tutto in nome della produttività", di P.Civati e M. Ruffini

Sembra che l’Italia stia facendo di tutto per spostare le lancette dell’orologio indietro di una quarantina d’anni. E così ci troviamo di slancio in un’epoca precedente al 1970, quando un Parlamento incalzato dai sindacati fu portato ad approvare lo Statuto dei lavoratori. Ma non ci basta, no: rischiamo di scivolare ancora più indietro, quando durante un altro Ventennio, il codice penale considerava lo sciopero come un reato, come un crimine verso l’azienda e verso il Paese. Con l’avvento della Repubblica democratica fondata sul lavoro, i Costituenti si resero conto che, «se è vero che lo Stato è chiamato a tutelare il lavoro, con ciò non si esclude che anche la classe lavoratrice possa tutelare essa pure direttamente il lavoro» (Ghidini). Tutti i Costituenti, e non solo quelli che militavano nel Pci, ritennero «urgente ed indispensabile che una legge» riconoscesse «il diritto di sciopero dei lavoratori, abrogando i divieti fascisti in materia» (Fanfani) e vollero affermare come diritto «quello che il fascismo definiva a torto delitto» (Merlin). Perché il diritto di sciopero «non è altro che …

"La globalizzazione dell'operaio", di Luciano Gallino

È possibile che la Fiat non abbia davvero alcuna alternativa. O riesce ad avvicinare il costo di produzione dello stabilimento di Pomigliano a quello degli stabilimenti siti in Polonia, Serbia o Turchia, o non riuscirà più a vendere né in Italia né altrove le auto costruite in Campania. L’industria mondiale dell’auto è afflitta da un eccesso pauroso di capacità produttiva, ormai stimato intorno al 40 per cento. Di conseguenza i produttori si affrontano con furibonde battaglie sul fronte del prezzo delle vetture al cliente. A farne le spese, prima ancora dei loro bilanci, sono i fornitori (che producono oltre due terzi del valore di un´auto), le comunità locali che vedono di colpo sparire uno stabilimento su cui vivevano, e i lavoratori che provvedono all´assemblaggio finale. I costruttori che non arrivano a spremere fino all´ultimo euro da tutti questi soggetti sono fuori mercato. Va anche ammesso che davanti alla prospettiva di restare senza lavoro in una città e una regione in cui la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, ha già raggiunto livelli drammatici, la maggioranza dei lavoratori …

"Pensioni, ricatto alle donne. Bankitalia, presto un’altra stangata", di Bianca Di Giovanni

Per ora pagano le donne. Il consiglio dei ministri ha trovato un accordo sulla norma che innalza a 65anni l’età di pensione di vecchiaia per le donne della pubblica amministrazione a partire dal 2012, con uno scalone unico. Detto, fatto: la norma sarà inserita con un emendamento alla manovra. Ci si aspetta ora una grande fuga dal lavoro, con effetti devastanti sui conti. Anche da quel fronte arrivano brutte notizie. Secondo Bankitalia la manovra appena varata potrebbe non bastare. Gli effetti recessivi delle misure renderebbero difficile centrare l’obiettivo di deficit al 2,7% del Pil nel 2012. Secondo la Banca «la manovra potrebbe cumulativamente ridurre la crescita del Pil di poco più di mezzo punto percentuale attraverso una compressione dei consumi e degli investimenti ». L’entità della correzione, secondo quanto riferisce in Senato il direttore centrale dell’Istituto Salvatore Rossi, appare adeguata a raggiungere gli obbiettivi di indebitamento netto nel quadro macroeconomico delineato dal governo, ma«potrebbero essere necessari ulteriori interventi qualora si presentasse uno scenario più sfavorevole ». L’indicazione sembra confermare indiscrezioni filtrate anche dal ministero dell’economia, …

"Quella falsa parità", di Lietta Tornabuoni

Parlare di parità tra donne e uomini a proposito di pensioni è una menzogna sfacciata, e magari anche una gran porcheria. Eppure con aria virtuosa, convinti di dire qualcosa di equo, civile, moderno, tutti sembrano d’accordo: fissare l’età pensionabile a 65 anni per le lavoratrici pubbliche è un nuovo passo sulla via della parità; del resto corrisponde a un ordine europeo, non ci sono rimedi, bisogna farlo ed è giusto così. Ma dovremmo sapere tutti che le indicazioni europee non sono mai state considerate ultimatum o diktat (altrimenti i conti pubblici, nostri e altrui, sarebbero in altre condizioni): sono appunto indicazioni, con le quali si può patteggiare, rinviare, limitare e arrangiarsi, almeno nel Paese delle pensioni baby. Dovremmo sapere tutti che le indicazioni europee diventano imperiose e impossibili da non rispettare soltanto quando convengono ai governi, quando rappresentano un buon pretesto per fare quanto serve ai governi e far sì che siano i cittadini a pagarne il prezzo. Quanto alla parità, è vergognoso usare una causa giusta per ottenere un risultato ingiusto. Nel lavoro, tra …

"Attacco di Brunetta-Calderoli contro la sicurezza sul lavoro", di Giuseppe Vespo

L’ultimo attacco al mondo del lavoro colpisce uno dei fronti più delicati: la sicurezza. In nome della «semplificazione» l’articolo sette del ddl Brunetta-Calderoli, votato a Montecitorio, interviene sull’obbligo di denunciare gli infortuni alla magistratura. Ad oggi le imprese sono costrette dalla legge a segnalare all’autorità di pubblica sicurezza gli incidenti che costringono il lavoratore a letto o in ospedale per più di tre giorni. LA DENUNCIA Con la nuova norma i datori di lavoro sono esentati dall’onere della denuncia se l’infortunio tiene il dipendente a casa per meno di 15 giorni. In questo caso, ad essere informato sarà solo l’Inail, che poi dovrà comunicare il fatto alla Direzione provinciale del lavoro. Inizialmente il testo prevedeva l’obbligo di avvertire i magistrati solo per gli incidenti che rendevano inabile il dipendente almeno per trenta giorni. Poi in commissione si è scesi a 15.Unrisultato che non lascia soddisfatto né il partito Democratico – che ha espresso voto contrario – né la Cgil. Sia il Pd sia il sindacato di Corso Italia licenziano l’articolo sette del ddl Brunetta- Calderoli …