Tutti gli articoli relativi a: lavoro

Manuela Ghizzoni a sostegno delle iniziative contro la manovra promosse dalla Cgil a Carpi

“Il Governo tolga le mani dalle tasche dei cittadini e dei comuni e cambi una manovra sbagliata, iniqua, contro i lavoratori e devastante per gli enti locali. Il federalismo del Governo è tutto chiacchiere e distintivo”. “Come sosteniamo nelle nostre proposte, la manovra finanziaria sarà devastante per gli enti locali e per i cittadini che usufruiscono dei servizi comunali. Il sindacato ha colto nel segno, indicando chiaramente le conseguenze dei provvedimenti sbagliati e iniqui del Governo – ha commentato la parlamentare Manuela Ghizzoni, in relazione alla nota diffusa dalla Cgil sulle iniziative a Carpi previste il 22 maggio – è falso che la manovra non mette le mani nelle tasche dei cittadini come sostiene Tremonti, perché interviene tagliando scuola, ricerca, università e cultura, e dà un colpo mortale alle autonomie locali, con tagli pesanti che puniscono solo i lavoratori dipendenti e mettono in ginocchio gli enti locali”. “È assurdo che un lavoratore dipendente contribuisca alla manovra in modo così incisivo e i Paperoni alla Berlusconi non ci mettano nemmeno un euro. Buon senso ed equità …

"Articolo 41 e libertà di impresa", di Agostino Giovagnoli*

L´assalto alla Costituzione si è concentrato negli ultimi tempi sull´articolo 41. Con crescente frequenza, infatti, si cerca di picconare la carta fondamentale della Repubblica, perché il suo testo – ormai troppo vecchio e datato – sbarrerebbe la strada ad una modernizzazione sempre più urgente. Adesso l´attacco riguarda l´art.41 colpevole di impedire la libertà di impresa in Italia. Peccato che l´articolo in questione si apra con un´affermazione molto esplicita: «L´iniziativa economica privata è libera». Dunque, come è stato giustamente osservato, la polemica contro l´articolo 41 costituisce anzitutto un diversivo: non è la Costituzione, ma sono normative farraginose e lungaggini burocratiche a limitare di fatto l´iniziativa economica; la loro rimozione, perciò, non passa per una lunga e complicata modifica costituzionale, ma attraverso un´azione più efficace ed incisiva di governo e Parlamento. Insomma, si discute di Costituzione per non affrontare i veri problemi. Ma, in questa polemica, non c´è solo una strumentalità immediata. Riconosciuto che nulla impedisce di operare subito per aumentare la libertà delle imprese, si è passati a sottolineare l´importanza simbolica di un cambiamento di questo …

"Una patrimoniale per ridurre il debito", di Marcello Degni*

Una manovra come quella in discussione dovrebbe prevedere un prelievo sulla ricchezza da usare per ridurre l’indebitamento, così da combinare il rigore contabile con la crescita. La riforma del Patto di Stabilità europeo in discussione rende sempre più rilevante il parametro del debito pubblico. Anche in La principale chiave di lettura della manovra è proprio quella internazionale. Il tempo che il ministro Guido Carli aveva, con lungimiranza, conquistato per il nostro Paese, è scaduto. Il debito pubblico pesa come un macigno sui margini d’azione della politica economica italiana. Le previsioni sono molto chiare: nel 2009 il livello è stato pari al 115,8 per cento del Pil, salirà al 118,4 quest’anno, per raggiungere il 119,6 nel 2012 (stime Ruef). Il faticoso percorso di riduzione, avviato nel 1994 e proseguito con alterne vicende fino ad oggi appare completamente vanificato. Magra consolazione: rispetto al1994,anchelamedia dell’area euro è cresciuta dal 60 al 78 per cento del 2009. In questo caso il mal comune non è mezzo gaudio, anzi si crea il rischio di un eccesso di offerta sul mercato …

"Pomigliano, la rieducazione della fabbrica anarchica", di Alberto Statera

Nell´impianto napoletano il record nazionale di invalidi, il boom dei doppi lavori e un numero abnorme di furti e di sabotaggi La sfida di Marchionne allo stabilimento Fiat più assenteista e meno efficiente è visto come il simbolo di una nuova offensiva anti-operaia. Nel Palazzo dell’Orologio di questo confuso e accaldato borgo al confine partenopeo, dove tra alti strepiti si è appena consumata la frattura a sinistra tra la Cgil e l’ex costola della Fiom, tra sindacato contrattualista neocorporativo e sindacato antagonista, il pendolo rintocca fra tardo-fordismo e marchionismo, la nuova via italiana al toyotismo. Dice una pasionaria Fiom: Marchionne ha un po´ ragione ma noi non abbiamo scelta. Il laureato alla catena di montaggio: “Il carico di lavoro salirà fortemente” C´è chi parla di luddismo e favoleggia di una 159 montata con due sedili diversi Sergio Marchionne l´italo-canadese-svizzero accreditato fin qui da una pubblicistica piuttosto generosa di sentimenti socialdemocratici, se non proprio delle stimmate da erede di Adriano Olivetti e della fabbrica felice, è evidente che non disdegna le sfide. E, aspirante cavaliere senza …

Pomigliano: un dramma alla luce del giorno

Bindi:“Non possiamo rassegnarci alla rottura sindacale e non possiamo augurarci la chiusura di Pomigliano. Tra chi pretende una firma, costi quel che costi, chi si affretta a darla comunque e chi la nega ci si può adoperare perché tutti facciano responsabilmente la propria parte con un supplemento di confronto” Alla fine non c’è stato un accordo che ha soddisfatto tutti. Le condizioni dettate dalla Fiat per lo stabilimento di Pomigliano d’Arco sono state firmate da Fim, Fismic, Uilm e Ugl. La Fiom ha confermato il suo no. Martedì 22 giugno i lavoratori saranno chiamati a decidere sulla firma dell’accordo in un referendum promosso dai sindacati dei metalmeccanici. Motivando il No della Fiom, Enzo Masini, responsabile del settore auto, ha dichiarato che “i lavoratori di Pomigliano sono messi in una condizione di ricatto tra la chiusura dello stabilimento e l’accettazione di condizioni di lavoro in deroga alle leggi e ai contratti”. Nonostante la Fiat abbia fatto aggiunte nel testo dell’accordo – istituzione di una commissione paritetica di raffreddamento sulle sanzioni – per Masini i punti del …

Imprese, 40 milioni di euro dalla Regione per sostenere i distretti produttivi, le reti d'imprese e l'avvio di iniziative imprenditoriali di nuove cooperative.

L’assessore regionale Muzzarelli: “Finanziamo la ricerca assicurando a centinaia di giovani opportunità occupazionali”. Al via il finanziamento, con un contributo complessivo di 22 milioni, per sostenere la ricerca e l’innovazione dei distretti produttivi a cui si aggiungono anche oltre 12 milioni di euro per i ‘Progetti per reti di imprese’ e 2 milioni di euro per il sostegno finanziario all’avvio di iniziative imprenditoriali di nuove cooperative. «Un pacchetto di misure per stimolare l’innovazione e gli investimenti delle imprese per trasformare le idee in prodotti. Per superare la crisi – ha sottolineato Gian Carlo Muzzarelli, assessore regionale alle Attività produttive- occorre stare a fianco del sistema produttivo sostenendo la debole ripresa in atto. Le risorse regionali finanziano concretamente la ricerca assicurando a centinaia di giovani ricercatori un lavoro di qualità per loro e per la comunità emiliano romagnola». Dai distretti produttivi ai distretti tecnologici. I 22 milioni di euro – messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna riguardano il bando ‘Dai distretti produttivi ai distretti tecnologici’ – finanzieranno 35 progetti di ricerca per la nascita e la …

"La fabbrica che non spreca un minuto così nasce l´operaio a ciclo continuo", di Paolo Griseri

Si riducono al minimo i tempi morti, tutti i pezzi sono più vicini alla postazione, il lavoratore deve solo muovere il busto. A Pomigliano arriva la metrica del lavoro alla giapponese, con tanto di computer e tabelle cronometriche da far rispettare. Nella giornata della tuta blu di Pomigliano saranno 25.200. Non uno di meno, non uno di più. 25.200 secondi per lavorare, per ripetere 350 volte la stessa operazione che dunque non può durare meno di 72 secondi. Perché così dice la metrica. Anche le fabbriche, come le orchestre, ce l´hanno. Sono le regole che danno il ritmo alla linea e che dunque stabiliscono l´intensità di lavoro dei singoli operai. Tutti devono, inevitabilmente, muoversi allo stesso ritmo. Una danza faticosa. Da un secolo le regole di quella danza sono al centro della contrattazione sindacale. Hanno nomi astrusi: Tmc1, Tmc2, Ergo-Uas. Il primo a imporle fu, nel 1911, un ingegnere della Pennsylvania, Frederick Taylor, che spezzettò il lavoro degli operai in decine di micro movimenti stabilendo per ciascuno un tempo massimo di svolgimento. Dalla nascita del …