Tutti gli articoli relativi a: lavoro

Prodi: «La Tobin tax è un'idea giusta. Ma va applicata su scala planetaria», di Vittorio Carlini

Da un lato i mercati finanziari sono di fatto globalizzati; dall’altro gli strumenti per regolarli hanno ancora una dimensione locale, nazionale. E’ questa la contraddizione che ci ha portato alla crisi». Romano Prodi, raggiunto al telefono nella sua casa di Bologna, non fa troppi sconti. Il Professore non nasconde le sue preoccupazioni: il futuro, perlomeno nell’immediato, non è roseo. «Questa dicotomia – dice – non sarà risolta in tempi brevi. Non vedo uno slancio, uno scatto in avanti in favore di una regolamentazione a livello mondiale». Il problema della finanza è una conseguenza del più ampio fenomeno della globalizzazione… La globalizzazione, in generale, sta provocando il cambiamento della sovranità nazionale. I mercati finanziari sono una parte del discorso. Lo stato westfaliano, come noi lo conosciamo, è oggetto di profondi mutamenti: è perforato da continui vasi comunicanti, essenzialmente per una duplice causa. Vale a dire? In primis, c’è il forte aumento del peso di istituzioni sovranazionali, quali per esempio l’Unione europea. Poi ci sono strumenti non istituzionali, come appunto le Borse e i mercati finanziari. Questi …

"Riformiamo la finanza per salvare l'economia", di Luciano Gallino

All´origine della crisi che l´Unione europea e l´euro stanno attraversando c´è il peso esorbitante che il sistema finanziario ha da tempo raggiunto sull´economia mondiale. A fine 2007 il Pil del mondo era stimato in 54 trilioni di dollari; per contro gli attivi finanziari globali ammontavano a più di 240 trilioni, cioè più di quattro volte tanto. Ciò significa che il mondo arriva a produrre, in media, appena 150 miliardi di dollari al giorno, mentre il sistema finanzario può mobilitare ogni giorno parecchi trilioni di dollari per influire sui beni ed i servizi che esso produce, sul modo in cui sono distribuiti, sul loro prezzo. Nessuna economia – nemmeno quella Ue, la più grande del mondo – può reggere a lungo una situazione del genere, in cui l´economia reale, che dovrebbe poter usare la finanza come strumento necessario per un suo equilibrato sviluppo, è in realtà totalmente assoggettata ad essa. Se si pone mente alle origini effettive della crisi, gli interventi decisi nelle scorse settimane dalla Ue per sostenere il bilancio pubblico della Grecia, ed erigere …

"Enti di ricerca prime vittime della manovra. ISFOL occupato", di Laura Matteucci

L’anno scorso, per concorrere a finanziare il mancato incasso dell’Ici, ne prosciugarono il fondo istituzionale. Quest’anno, per partecipare alla manovra contro la crisi che non c’è mai stata e, semmai, è alle spalle, lo vogliono chiudere tout-court. La ricerca sacrificata per denaro: poco, tra l’altro, visto che la maggior parte dei finanziamenti per questo genere di attività arrivano da Bruxelles, dove la sensibilità per il lavoro intellettuale è più viva. L’Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori) rischia di essere tra le prime vittime della manovra, insieme ad altri enti statali di ricerca, quali lo Ias (che si occupa di affari sociali) e l’Isae (che invece si occupa di analisi economiche). I dipendenti, da ieri, stanno occupando la sede di Roma: sono 630 persone, 270 delle quali con contratti a tempo determinato che verrebbero lasciate a casa, mentre per gli altri si prospetta un futuro con Sacconi al ministero del Lavoro, oppure di mobilità verso altri enti. L’assemblea dei dipendenti ha già chiesto un incontro immediato a Sacconi,ma soprattutto vuole «il ritiro …

La crisi continua: rischiano tutti

Il Rapporto sui diritti globali 2010. A rischio anche 2 milioni di famiglie giovani, a reddito medio alto: soffrono a causa del mutuo. Diminuiscono le rimesse degli immigrati ed esplode l’emergenza casa. Il 10% degli occupati sotto la soglia di povertà. La recessione ha colpito duro, e continua a mietere vittime anche oggi. Non solo tra le fasce sociali tradizionalmente più deboli, ma anche tra gli appartenenti ai ceti medi. E’, questo, solamente uno dei tanti dati emersi dal Rapporto sui diritti globali 2010 (presentato il 24 maggio Roma dalla casa editrice Ediesse), ma, in tempi di “ripresina economica”, è forse quello che maggiormente colpisce. E spinge a riflettere su come operare per risalire la china. Nel tradizionale volume, infatti, quest’anno c’è anche una ricetta presentata dal leader della Cgil, Guglielmo Epifani, che consiste nel “costruire un nuovo modello sociale ed economico per rispondere tempestivamente ed efficacemente alle urgenze del nostro mondo”. Emergenza casa. Tra le urgenze di cui parla Epifani, dunque, ci sono anche i quasi 2 milioni di famiglie giovani, a reddito medio …

"Il governo cambia lo Statuto del lavoratori", di Roberto Mania

Cambiare lo Statuto dei lavoratori. Esattamente dopo quarant´anni dall´entrata in vigore della legge sui diritti di chi lavora, il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha voluto confermare che il governo intende mettere mano a quelle norme. E che lo farà in tempi rapidi: nei prossimi giorni arriverà il Piano triennale per il lavoro al quale seguirà un disegno di legge delega sullo “Statuto dei lavori”. Un vecchio progetto di Sacconi articolato su due livelli: il riconoscimento dei diritti di tutti i lavoratori indipendentemente dalle dimensioni aziendali e dal tipo di contratto (lo Statuto attualmente si applica a poco meno della metà dei lavoratori) e un sistema di tutele variabili a seconda del settore di appartenenza, del territorio e della stessa impresa. «Un attacco alla Costituzione», secondo il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, convinto che lo Statuto «non sia il caro estinto» . I quarant´anni dello Statuto sono stati celebrati da Cgil, Cisl e Uil in tre distinti convegni. Segno delle divisioni di questa stagione sindacale. Eppure, al di là dei toni e degli argomenti, …

"20 maggio '70: è legge lo Statuto dei lavoratori", di Alberto Papuzzi

La gestazione era durata anni. La prima idea fu di Di Vittorio. Lo varò il ministro Donat-Cattin, segnò uno spartiacque storico. Quando in data 20 maggio 1970 entra in vigore la legge chiamata Statuto dei lavoratori siamo nella fase forse più cruenta della vita italiana dopo fascismo e guerra: sono trascorsi solo cinque mesi dalla bomba di piazza Fontana e non più di un anno dalla rivolta degli operai veneti a Valdagno. A Torino grandi scioperi martellano le officine Fiat. Mentre nel paese è ancora vivo il ricordo degli eccidi di Avola in Sicilia e di Battipaglia nel Salernitano, dove la polizia aveva sparato sui braccianti in sciopero, con un bilancio di quattro morti e oltre duecento feriti. La nuova legge è anche una risposta a questi drammi. In realtà era un progetto che veniva da molto lontano: Giuseppe Di Vittorio, da Cerignola, il celebre leader della Cgil, aveva invocato nuove norme a protezione del lavoro fin dall’inizio degli anni cinquanta. Ma bisogna aspettare che la società italiana cambi identità, da paese agricolo a realtà …

Maggioranza arrogante

La maggioranza, sconfitta pochi giorni fa alla Camera, ripresenta al Senato la stessa norma che impedisce la libera scelta del lavoratore di ricorrere all’arbitrato. Bel modo di festeggiare i 40 anni dello Statuto dei lavoratori Con estrema arroganza il governo e la maggioranza sono riusciti nel loro intento di far rientrare dalla finestra la norma che garantiva al lavoratore la libera scelta del ricorso all’arbitrato. Sconfitti alla Camera pochi giorni fa, la maggioranza ha voluto festeggiare il 40simo anniversario dello Statuto dei lavoratori ripristinando norme bocciate dal Parlamento e dalle indicazioni del Capo di Stato. “Al Senato è avvenuto un fatto molto grave. Si è capito, al di là di ogni ragionevole dubbio, come questo governo intenda celebrare il 40esimo anniversario dello Statuto dei lavoratori”. Lo ha dichiara Pier Luigi Bersani, segretario nazionale del Partito Democratico. “Governo e maggioranza – ha continuato il leader democratico – hanno ripristinato le norme che l’opposizione era riuscita a cancellare alla Camera, negando sostanzialmente la libera scelta del lavoratore nel ricorso all’arbitrato e contravvenendo nella sostanza all’indicazione del capo …