Tutti gli articoli relativi a: memoria

"Thyssen, quei soldi in cambio del perdono", di Gad Lerner

LA Thyssenkrupp è in cerca di attenuanti dopo la pesante condanna per omicidio volontario inflitta ai suoi manager per il rogo del 2007, nel quale morirono sette operai. Per questo la multinazionale tedesca propone addirittura una maggiorazione del risarcimento che la sentenza di primo grado assegna al Comune di Torino; ma pone una condizione pesante: che il sindaco rinunci a costituirsi parte civile nel processo d´appello. Cioè che la città di Torino (ma con essa la Provincia e la Regione) prenda i soldi e smetta di considerarsi parte lesa. Ancora più lesto è stato il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, imputato per disastro ambientale doloso e rimozione volontaria di cautele nel processo Eternit per la strage dell´amianto. Senza neanche aspettare la sentenza di primo grado, Schmidheiny offre 18,3 milioni di euro al sindaco della città-martire di Casale Monferrato (1800 morti di mesotelioma, e non è ancora finita) purché faccia marcia indietro e rinunci a dichiararsi parte lesa in rappresentanza dei suoi concittadini. Proprio ieri il sindaco Giorgio Demezzi ha ricevuto una telefonata del ministro della Salute, …

"Addio Vaclav Havel la storia si leva il cappello", di Paolo Soldini

Chi ha conosciuto e amato Praga fra il 21 agosto del 1968 e il 17 novembre del 1989 conosce e ama Vaclav Havel in un modo tutto speciale. Anche se magari non lo ha incontrato, non lo ha sentito parlare, forse non ha neppure letto le sue poesie o i suoi drammi.
Il fatto è che in quei ventuno anni, l’età di un ragazzo che arriva all’età adulta, Praga e Havel hanno vissuto la stessa storia con gli stessi dolori, le stesse inadeguatezze, le stesse irrequietudini e speranze. La città sembrava addormentata nelle cupezze del tardo comunismo di Gustav Husak e della nomenklatura che si vendicava della Primavera del ’68. Ma se appena appena si grattava la superficie, se si percorrevano, certe sere d’estate, i vicoli della città vecchia o le salite di Mala Strana, ci si accorgeva che sotto la morta bellezza dell’antica capitale brulicava la vita. Nei teatrini improvvisati e un po’ clandestini, nelle vinarne alla moda e nelle birrerie da vecchi ubriaconi, nelle sale da concerto, in tante case private dove si invitavano …

"Dal mare di Ventotene alle brume di Bruxelles", di Federico Orlando

Partiva settant’anni fa, dalle isole pontine, il messaggio degli Stati Uniti d’Europa di Spinelli, Rossi, Colorni, ispirati da Einaudi e dagli illuministi inglesi del Settecento Deutschland, einig Vaterland, diceva il quarto verso dell’inno nazionale nella Germania comunista. «Sorta dalle rovine,/ rivolta al futuro/ nel bene lascia che ti serviamo,/ Germania, patria unita». Sono versi di una poesia di Johannes Becher. Negli ultimi anni della divisione del paese in Repubblica federale e Rdt, le autorità comuniste evitavano che nelle cerimonie si intonasse anche questa strofa. Ma, per un beffardo gioco della storia, quando il Muro cominciò a crollare, a intonarla furono i berlinesi dell’Ovest, insieme a quelli di Honecker stanchi di dittatura e di separazione. Con la Germania unificata abbiamo fatto in queste settimane, e non è finito, il braccio di ferro, perché la grande idea europeista cammina ancora su “una sola gamba”, la politica monetaria, secondo la definizione di Massimo Giannini. Che si è chiesto se a un’Europa incapace di visione politica comunitaria basterà il «piccolo passo nella nebbia» fatto a Bruxelles dai 27 meno …

Cento piazze in tutta Italia «Partigiani della Costituzione», di Jolanda Bufalini

Cento piazze, a Palermo c’è lo striscione «Partigiani della Costituzione», la frase di Antonio Ingroia che ha provocato una surreale tempesta (e l’apertura di un procedimento al Csm) sul capo magistrato palermitano. A Pescara un’intera giornata di iniziative, a Milano la visita del sindaco Pisapia. Ieri si è svolta la giornata del tesseramento all’Anpi, l’associazione dei partigiani che da alcuni anni ha aperto le iscrizioni ai giovani. Un nuovo corso che ha avuto particolare impulso al sud, dove il richiamo ai valori della Costituzione si intreccia con quelli per la legalità e la lotta alle mafie. Palermo. Ottavio Terranova, 75 anni, era operaio ai cantieri navali, saldatore elettrico, quando ai Cantieri di Palermo lavorano 7000 persone. Ieri, a piazza Massimo, vicino al gazebo partigiano c’erano le tende degli indignados e, racconta Ottavio, «questi ragazzi diffidano della politica ma hanno un vero entusiasmo per il nostro lavoro». Un lavoro con le scuole per far scoprire il contributo del Sud alla Liberazione, tanto più importante quando nelle amministrazioni esponenti di destra mostrano indifferenza per la «Resistenza che …

Trenitalia ci ripensa, salvo "Un treno per Auschwitz", di Silvia Saracino

Gli organizzatori avevano già trovato una soluzione d’emergenza con una carovana di pullman quando, all’ultimo minuto, Trenitalia è tornata sui suoi passi e ha accettato di fornire un convoglio per il viaggio della memoria Il Treno per Auschwitz. In base all’accordo tra Trenitalia e la Fondazione ex Campo di Fossoli, l’azienda italiana condurrà i viaggiatori dalla stazione di Carpi con un proprio treno fino al confine a Tarvisio, poi il viaggio proseguirà con le ferrovie tedesche fino a Cracovia. Artefice del compromesso raggiunto è stata la deputata carpigiana del Pd Manuela Ghizzoni, che si è data da fare dopo il ‘no’ secco di Trenitalia a fornire il treno charter per il 2012. La Fondazione si era già rassegnata a dover partire il 25 gennaio con i pullman, snaturando completamente il senso del viaggio che da sette anni si svolge in treno. «Il viaggio non è mai stato in discussione, ma certamente il treno rappresenta un momento rilevante di socialità tra i ragazzi sottolinea Lorenzo Bertuccelli presidente della Fondazione ex campo di Fossoli — siamo riusciti …

"Per non dimenticare la tragdia di Barletta serve agire. Adesso", di Valeria Fedeli

Una settimana fa, l’Italia seguiva i funerali delle operaie di Barletta. Oggi, per non dimenticare è urgente agire. Mentre il Governo e il Presidente Berlusconi continuano a dimostrare assenza di rispetto delle Istituzioni, delle regole rendendo il Paese sempre più lontano dai comportamenti dei Paesi democratici, noi vogliamo stare con il Paese reale che vuole subito il suo allontanamento e il ritorno alle donne e agli uomini della possibilità di partecipare con il voto, al profondo cambiamento della politica italiana. Un Paese che non ha un Governo che rappresenta e contribuisce ad una forte e diffusa cultura e pratica della legalità, del rispetto delle regole, mina alla radice la possibilità di avere politiche di crescita efficaci, di avere sviluppo e condizioni per uscire dalla crisi che viviamo. Serve etica nell’esercizio delle funzioni pubbliche, serve onestà, servono leggi e comportamenti che costruiscano trasparenza tracciabilità di ogni processo economico, produttivo, monetario. Serve ridare alla politica qualità, autorevolezza per servire al meglio il Paese. Questa scelta contrasterebbe in modo forte anche il lavoro povero, marginale, la diffusione dell’economia …

"La vergogna dell'armadio (della vergogna)", di Paolo Fallai

Non può esserci pace senza giustizia. E sarebbe una verità quasi banale, se non vivessimo in un Paese che, da decenni, si sforza con ogni mezzo di negarla. È tornato in libreria, con una nuova edizione, il libro di Franco Giustolisi, che ne è diventato l’assioma: L’armadio della vergogna (Beat, pagine 383, 9). La storia che Giustolisi racconta è semplice e terribile: fra il 1943 e il 1945 decine di migliaia di civili, tra loro bambini, donne, vecchi, vennero uccisi nel corso di 2.273 stragi compiute dai nazisti e dai fascisti. Avete capito bene: 2.273 stragi, in una geografia dell’orrore che non risparmia un angolo d’Italia. In questo lugubre elenco vi sono nomi conosciuti, come Stazzema, Marzabotto Fivizzano, Fossoli, Cefalonia, accanto a un elenco impressionante di località grandi e piccole che si fa fatica a trovare anche sulla carta geografica. Giustolisi, giornalista e scrittore, ricostruisce come dopo la Liberazione, molti dei responsabili di questi orrendi massacri vennero individuati. E di come siano stati aperti centinaia di fascicoli in vista di processi che avrebbero dovuto punire …