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BONUS BEBÈ: Ghizzoni (Pd), approvata risoluzione alla Camera, ora si attende atto formale di Palazzo Chigi per chiudere la vicenda

E’ stata approvata dalla commissione Bilancio la risoluzione sul bonus bebè promossa dal Pd e sottoscritta da tutte le forze politiche: il governo ora è impegnato a dare finalmente soluzione alla controversia, sorta con l’ingiunzione inviata a 8000 famiglie, di restituire il bonus sei anni dopo averlo ricevuto, e con il rischio concreto di incorrere in una sanzione penale. Il governo si è impegnato a sanare la situazione per tutte le famiglie che all’epoca dei fatti avevano un reddito netto inferiore a 50 mila euro netti”. Ne danno notizia Manula Ghizzoni e Pier Paolo Baretta, deputati Pd, i quali sottolineano che “ora si attende un atto conseguente da parte di Palazzo Chigi, dopo il quale molte famiglie potranno tirare un sospiro di sollievo, angosciate fino ad oggi dal rischio di dover pagare una multa e subire un ingiusto procedimento penale”. Ufficio Stampa Gruppo PD alla Camera

"Con gli occhi dei bambini", di Giuseppe Caliceti

L’immigrazione vista dal basso, dai minori, è assai diversa da quella che vedono gli adulti. Il mar Mediterraneo assomiglia sempre di più a una grande bara d’acqua a cielo aperto. I morti ormai non si contano più. Nell’ultima tragedia di Lampedusa sono stati 25, probabilmente uccisi dalla calca nella stiva della nave o forse anche dalle botte ricevute. Tutti innocenti. Con una sola colpa, che poi non è una colpa: sognare un futuro migliore per sé e per le loro famiglie. Tra i 271 sopravvissuti, 36 sono le donne e 21 sono i minori. L’immigrazione vista dal basso, dai minori, è assai diversa da quella che vedono gli adulti. Me lo hanno spiegato in questi anni, nella scuola primaria italiana, i miei alunni di origine straniera. Provenienti per lo più dal Marocco, dalla Tunisia, dall’Egitto, dall’Albania. «I bambini non immigrano», mi ha detto Aziz, 8 anni, proveniente da un sobborgo di Casablanca. «Non vanno da nessuna parte – ha spiegato – Loro stanno fermi. Sono i grandi che immigrano, i genitori. E allora portano i …

"Africa, non bisogna chiudere gli occhi", di Mario Calabresi

Più di quarant’anni fa il mondo scoprì le immagini del Biafra: bambini denutriti, scheletrini con il pancione gonfio. Erano le grandi carestie a cavallo degli Anni 60 e 70 che sconvolsero l’Occidente. Quelle prime foto in bianco e nero portarono nelle nostre case il significato della morte per fame, della malnutrizione cronica, della siccità che distrugge ogni possibilità di sopravvivenza. Quelle stesse scene le avremmo riviste vent’anni dopo in Somalia, poi in Etiopia e pochi anni fa in Sudan. Allora l’Africa era lontana dalle nostre vite e molte volte in questi quattro decenni il mondo si mobilitò commosso portando aiuti e inviando dottori e medicinali. Oggi l’Africa arriva ogni giorno sulle nostre coste, la fame la potremmo leggere guardando i volti di chi attraversa il Mediterraneo stipato in un barchino e spesso perde la vita nel lungo viaggio, ma non sempre ci riusciamo: la paura dell’immigrazione, l’eccesso di immagini e la nostra crisi economica ci chiudono gli occhi. Ho parlato con un medico che ha combattuto la grande carestia del Corno d’Africa nel 1972 e …

l decreto sui rimpatri è legge. Via libera definitivo in Senato

L’aula di Palazzo Madama converte il decreto sull’espulsione degli extracomunitari irregolari e allunga la permanenza nei Cie da 6 a 18 mesi ROMA – L’assemblea di palazzo Madama ha approvato con 151 voti favorevoli e 129 contrari il decreto legge con il quale il governo ha attuato le normative Ue sulla libera circolazione dei cittadini comunitari e sul rimpatrio degli extracomunitari irregolari. La maggioranza ha sempre “tenuto”, anche quando è stato votato qualche emendamento a scrutinio segreto. Tutte le opposizioni hanno votato contro. Il decreto è convertito in legge perché già approvato dalla Camera. Tra le misure principali, il testo prevede l’espulsione immediata degli immigrati irregolari considerati “pericolosi” e allunga la permanenza nei centri di identificazione ed espulsione (Cie) da 6 a 18 mesi. Si allunga poi da 5 a 7 giorni il termine entro il quale lo straniero deve lasciare il territorio nazionale su ordine del questore, qualora non sia stato possibile il trattenimento presso i centri. Sulla norma dei 18 mesi di permanenza nei Cie per gli immigrati, l’opposizione ha mostrato una “palese …

"Massacrati a bastonate mentre urlavano per uscire. Sono morti come topi", di Francesco Viviano

Erano cinquanta, li hanno chiusi nella sala motori in uno spazio senza oblò, senza aria, al buio. Non c´era spazio per muoversi e quella botola non si poteva aprire perché sopra c´eravamo noi. Apriteci, liberateci gridavano e il capitano ci diceva: soffriranno un po´, ma vedrete che sopravviveranno. «Li hanno seppelliti vivi, li hanno ammazzati come cani i due scafisti: il “capitano” e la guardia armata di bastone, i due che avevano organizzato il viaggio». Sono le parole di uno dei superstiti dell´ultima tragedia del mare. Si chiama Paul, nigeriano, 24 anni, è il fratello di una delle vittime della carneficina che si è consumata a bordo del quindici metri partito da Tripoli e diventato tomba per 25 giovanissimi nordafricani (tra loro anche una donna). Paul è il fratello del ragazzo che, durante la traversata, è stato scaraventato in mare perché voleva liberare i 50 reclusi nella stiva, i disperati che stavano morendo asfissiati. «Morivano uno dopo l´altro, chiedevano aiuto perché volevano uscire da quel buco dov´erano stati stipati dagli scafisti appena siamo partiti dal …

"La rete che ha armato Breivik", di Timothy Garton Ash

«Si può scegliere di ignorare la Jihad, ma non si possono ignorare le conseguenze della scelta di ignorarla», così Pamela Geller, blogger anti-islam, ha reagito a caldo alla notizia degli attacchi terroristici in Norvegia. Ha quindi postato il video di una manifestazione pro-Hamas a Oslo già apparso qualche anno fa sul suo sito Atlas Shrugs (traduzione letterale “Atlante fa spallucce”). Quando è emerso che l´autore della strage non era un terrorista islamico bensì Anders Behring Breivik, un terrorista anti-islamico, che aveva pubblicato su Internet un manifesto zeppo di citazioni di autori anti-islamici come lei, la Geller-Atlante ha alzato a sua volta le spalle: «È un maledetto assassino. Punto. È il solo responsabile delle sue azioni. L´ideologia non c´entra», ha commentato. Bruce Bawer, americano trapiantato ad Oslo, autore di un saggio che lamenta la conquista dell´Europa da parte dei musulmani, è più riflessivo. Osserva che nel suo manifesto dei cavalieri templari Anders Behring Breivik: «Riproduce e approva molte frasi mie e cita il mio nome 22 volte». Con sana costernazione aggiunge: «È agghiacciante pensare che i …

"Bari, la rivolta dei rifugiati: scontri e feriti. Lampedusa, barcone con 25 migranti già morti", da unità.it

Scontri a Bari tra alcuni richiedenti asilo e le forze dell’ordine a Bari dopo la protesta inscenata questa mattina dagli immigrati che hanno bloccato la tangenziale e la line aferroviaria Bari-Foggia con pesanti ripercussioni sulla circvolazione. A quanto si è appreso, sono circa 150 gli immigrati che hanno partecipato ai blocchi. La polizia avrebbe utilizzato anche idranti per disperdere i manifestanti. Da almeno due mesi si registrano proteste e tenzioni all’interno del Cara, il centro di accoglienza per i richiedenti asilo di Bari Polese che ospita oltre 1.200 immigrati, prevalentemente provenienti dal Nord Africa. «Vogliamo i documenti»: così Mohamed, uno degli immigrati che partecipa alla protesta, ha risposto alla domanda di un cronista dell’emittente Telenorba che gli chiedeva i motivi della manifestazione degenerata in scontri. Mohamed ha aggiunto di essere ospite del Cara di Bari da sette mesi e di non sapere ancora nulla della sua richiesta di asilo. «Se abbiamo i documenti lasciamo la barricata» ha aggiunto un altro manifestante. Le forze dell’ordine, in tenuta antisommossa e utilizzando anche gas lacrimogeni, hanno costretto i …