Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

"Di padre in figlio", di Lucia Annunziata

Inviando i carri armati contro la popolazione della città di Hama, la famiglia Assad si conferma la più capace genia regnante oggi nel Medioriente della Mezzaluna, se per capacità si intende saper conservare il proprio potere con crudeltà e sprezzo di ogni interesse umano che non sia il proprio. Papà Hafez al Assad, detto anche il Leone di Siria, guarda probabilmente oggi dall’alto con orgoglio la sua progenie, Bashir che è Presidente, e Maher, capo dei gruppi di élite della Guardia repubblicana che guida da mesi la repressione delle proteste. I due rampolli, arrivati sulla scena politica del Paese con la reputazione dei rammolliti (Bashir è dentista e ha conquistato il titolo con molti anni di studi a Londra), si sono rivelati in effetti in questi mesi degni eredi del Leone: la scelta di spianare Hama è del resto un perfetto omaggio a lui, il papà. Fu Assad padre infatti, nel 1982, il primo ad avere l’idea di radere al suolo, novello Attila, la città di Hama, che aveva osato ribellarsi, per farne il monumento …

"Donne, scelta miope tagliare il welfare", Maria Cecilia Guerra

Lo sviluppo a cui tendere non deve guardare solo alla crescita del Pil, ma al più generale benessere delle persone, uomini e donne, e alla sua distribuzione. In quest’ottica sono tanti i motivi per i quali lo sviluppo ha bisogno di investimenti in tutti i campi del welfare. Il welfare può fornire strumenti di protezione, come gli ammortizzatori sociali, che permettano e accompagnino un uso più flessibile, e potenzialmente più produttivo, del lavoro, e rendano socialmente, oltre che individualmente, meno drammatica l’esclusione, temporanea, dal mondo produttivo. L’investimento in istruzione, a tutti i livelli, non dà solo vantaggio a chi la riceve, ma si riflette sulla collettività, favorendo l’innovazione e creando un contesto sociale più civile e progredito. E ancor di più, è proprio nell’ambito dei servizi sociali e del welfare in generale che si possono trovare parte di quelle opportunità di riorientamento dell’offerta produttiva che la crisi economica ha reso necessarie. Le tendenze demografiche, che riguardano sia l’invecchiamento della popolazione sia i processi migratori, la spinta al miglioramento della qualità della forza lavoro e la …

Mills, Mediaset, Mediatrade tre colpi di spugna al senato

Clima teso anche sui mercati: il differenziale con i Bund vola a 338 punti Il Pdl forza la mano per l’ennesima volta e impone al senato l’approvazione del ddl sul «processo lungo», un espediente per sabotare i procedimenti giudiziari a carico del premier tranne il Rubygate. Per arrivarci è stato necessario mettere la fiducia, la quarantottesima in tre anni. La norma consentirebbe alla difesa di presentare lunghe liste di testimoni allungando a dismisura i tempi dei processi provocando la prescrizione del reato. E poi di non considerare più come prova definitiva in un processo la sentenza passata in giudicato di un altro procedimento, tranne che per i processi di mafia e terrorismo. Il neo ministro della giustizia Nitto Palma nega che il provvedimento abbia effetti deflagranti, ma il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, parla di «una misura che va obiettivaente nella direzione opposta rispetto all’impegno per diminuire la durata dei processi». Protesta il Pd (Luigi Zanda parla di «regime»), l’Idv propone una mozione di sfiducia a Berlusconi. Ma Casini prevede: la legge non passerà mai …

"Sorpresa! L’indulto non era sbagliato Le recidive calano", di Luigi Manconi

L’indulto venne approvato con 245 sì, 56 no, 6 astenuti. In cinque anni solo il 33,92% dei detenuti beneficiati dal provvedimento è rientrato in cella. Mentre la quota di chi non ne ha usufruito è al 68,45%. Gli italiani tornati a commettere reati superano di 13 punti gli stranieri. se, alla resa dei conti, il tanto bistrattato indulto del 2006 si rivelasse un provvedimento parziale, ma – oltre che sacrosanto – assai utile? Una misura, gravata da limiti e carenze, ma efficace e, soprattutto, molto meno nociva sul piano sociale di quanto si sia detto e scritto. In effetti, quel provvedimento di clemenza è stato uno dei più controversi e diffamati dell’intera legislazione repubblicana. Approvato, come prescrive la norma da i due terzi del Parlamento (oltre l’80%), è stato misconosciuto dalla gran parte di coloro che lo votarono. Mai una legge che aveva avuto tanti padri e madri era stata così repentinamente rinnegata dai legittimi genitori. Molte le ragioni. In primo luogo, il carattere parziale del provvedimento, non accompagnato da una contestuale amnistia (che avrebbe …

Sostegno scolastico, la proposta della Fish ispirata alla Costituzione

La Federazione italiana per il superamento dell’handicap lavora a un ddl basato sull’inclusione e non sulla “privatizzazione”, in risposta al deposito alla Camera di un nuovo disegno di legge a firma Giovanni Dima (Pdl). Si rianima la polemica contro i provvedimenti del governo che vorrebbero “privatizzare” il sostegno scolastico agli alunni disabili nelle scuole italiane, ma stavolta lo si fa inoltrando proposte: è su questo che la Fish (Federazione italiana superamento dell’handicap) intende lavorare nelle prossime settimane. Scopo: rispondere sulla base della Costituzione e delle norme contenute nella Convenzione Onu sui diritti delle persone disabili ad un nuovo disegno di legge in tema di privatizzazione del sostegno scolastico. Depositato alla Camera il 7 giugno scorso a firma di Giovanni Dima (Pdl) e altri, il testo è stato assegnato ora alla Commissione Cultura della Camera per l’avvio dell’iter parlamentare. Dopo il tentativo di aprile scorso al Senato (disegno di legge Bevilacqua – Gentile), le associazioni a difesa dei diritti delle persone disabili tornano sul piano del confronto con il governo e lo fanno con delle proposte, …

"Giovani e disoccupati, Napolitano inascoltato", di Luigi Bartone e Rosario Oliverio

Giovani e disoccupati, Napolitano inascoltato Nel mondo «civile» li chiamano Neet, «Not in Education, Employment or Training». Sono i giovani tra i 15 e i 29 anni che non sono iscritti né a scuola né all’università, che non lavorano e che non seguono corsi di formazione o aggiornamento professionale.Un esercito invisibile di ragazzi in fila davanti ad una porta, in attesa che qualcuno apra. La disoccupazione giovanile in Italia è un fenomeno che ormai assume dimensioni non più trascurabili. Quasi il 30% dei giovani italiani, secondo i dati Istat, è disoccupato contro una percentuale dell’8-9% della media europea. Il fenomeno assume cifre a dir poco preoccupanti se si guarda al Sud. La crisi ha accentuato ancora la distanza tra le regioni del Nord e quelle del Mezzogiorno. Il 46% delle donne residenti al Sud non lavora. Un dato che, già catastrofico di suo, è comunque contenuto dai fenomeni di scoraggiamento che hanno spinto molti lavoratori ad interrompere le azioni di ricerca, finendo classificati fra gli inattivi. Le generazioni più giovani passano dalla precarietà alla disoccupazione, …

"Destra, uguaglianza e omofobia", di Carlo Galli

Vi sono numerosi significati politici nella decisione del Parlamento – espressa a maggioranza, in una votazione che ha visto l´opposizione spaccarsi e l´Udc, com´era prevedibile, accogliere l´opinione della destra – che sia giusto non considerare l´omofobia l´aggravante di un reato (non si dice neppure un reato in sé), poiché una tutela speciale per gli omosessuali colpiti da violenza non sarebbe costituzionale, e violerebbe il principio di uguaglianza, cardine della politica moderna e della Costituzione repubblicana. È questo pathos per l´uguaglianza a suonare falso, stonato. Infatti, la destra non ama l´uguaglianza. Lo dimostra con le manovre inique – che tolgono ai poveri e al ceto medio per non toccare i ricchi (in Italia come negli Usa), e che colpiscono il pubblico impiego in misura nettamente superiore agli altri gruppi sociali; lo dimostra nella ricerca, ossessivamente iterata, della diversità davanti alla legge, a favore dei politici in generale e dei membri del governo in particolare (fino al ridicolo di votare la ministerialità di privatissimi reati ascritti al capo del governo); lo dimostra con il pugno di ferro …