Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

"Donne, «Noi al centro di questo Paese»", di Mariagrazia Gerina

Sullo schermo scorrono le immagini del 13 febbraio, donne che si abbracciano, donne che riempiono le piazze, tante, tantissime, una accanto all’altra, giovani, con i capelli bianchi, con il pancione, con le rughe, con il futuro davanti. A Roma, come a Milano, a Lamezia Terme come a Vercelli, a Trento come a Trani, a Verona come a Barcellona Pozzo di Gotto. Eccola, finalmente, la rappresentazione che volevano di sé. Se la sono fatta loro, dall’A alla Z. Soggetto, regia, cast, riprese (ognuna ha mandato un pezzo), montaggio. E adesso si applaudono le donne di Snoq: se non ora quando? Applaudono se stesse e le altre, nel piazzale di Prato Sant’Agostino, a Siena, dove cinque mesi dopo quell’urlo di rivolta con cui si sono imposte all’attenzione del paese, si sono date appuntamento per dare forma, organizzazione, struttura al “caos danzante” che hanno scatenato. Sotto scorrono – letti da Linda Sabbadini dell’Istat – i numeri delle donne che a parità di titolo di studio guadagnano meno e sono più precarie, delle 800mila costrette a dimettersi quando restano …

«La lezione delle "nonne"», di Giovanna Zincone

Il movimento delle donne riprende finalmente fiato: le manifestazioni di febbraio e le assise di Siena di questi giorni lo testimoniano. Auguriamoci però che funzioni meglio del suo antenato prossimo. Il femminismo degli Anni Settanta è stato come l’algebra: erano poche quelle che sapevano insegnarlo, non abbastanza quelle che avevano voglia di impararlo. Una quota troppo significativa delle femministe di allora era assorbita dall’autocoscienza in piccoli gruppi, talora persino impantanata in astruse teorie che si sforzavano di dimostrare l’insuperabile differenza tra i sessi allo scopo di promuovere la separazione culturale e politica dal mondo maschile. Ma questo femminismo troppo introverso e isolazionista ha avuto il grande pregio di rivendicare autonomia e dignità. E, nell’insieme, nonostante questi limiti, il femminismo delle nonne – come hanno ricordato ieri Mariella Gramaglia su «La Stampa» e Benedetta Tobagi su «Repubblica» – ha ottenuto molto. Ma i successi pratici si devono soprattutto ad un’altra componente, quella pragmatica: alle reprobe che hanno dirazzato portando istanze femministe nei partiti e negli organismi rappresentativi, magari alleandosi con maschi non necessariamente radicali, ma fautori …

Emergenza Carceri a Modena, le proposte del Pd

Diminuire il sovraffollamento, incrementare il personale di sorveglianza, aumentare il ricorso alle misure alternative e favorire le attività esterne Diminuire il sovraffollamento, incrementare il personale di sorveglianza, aumentare il ricorso alle misure alternative, favorire l’attività esterna al carcere attraverso i lavori di pubblica utilità e la formazione professionale, garantire il diritto all’istruzione con il ripristino dei corsi scolastici. Queste, in sintesi, le proposte del Pd per rispondere alla gravissime condizioni di sovraffollamento e assicurare il rispetto dei diritti fondamentali delle persone durante la detenzione e favorirne il reinserimento nella società. Le carceri dell’Emilia-Romagna sono al secondo posto in Italia (dopo quelle pugliesi) per il tasso di sovraffollamento : i detenuti in regione sono, infatti , 4.373 a fronte di una capienza regolamentare di 2.394, il che significa un indice di sovraffollamento pari al 182,5% (con il dato medio nazionale al 150,95%). E’ quanto emerge dalla relazione annuale della giunta regionale sulle condizioni di vita negli Istituti penitenziari della regione Emilia-Romagna. La relazione evidenzia che a livello nazionale, il 36,7% della popolazione carceraria è rappresentata da …

«Donne di tutto il mondo unitevi. Le nuove vite del femminismo», di Benedetta Tobagi

Piazze, blog, manifesti, riviste, documentari. Dall’Italia, che si ritrova oggi e domani a Siena, alla Francia fino ai paesi arabi. È il nuovo mondo delle ragazze che, dopo le storiche lotte, si sta riaffacciando sulla scena. Con molte differenze e un tratto comune: la voglia di tornare ad essere visibili e di prendersi il futuro BENVENUTI nel nuovo mondo. Delle donne. Oggi e domani quelle italiane si incontrano a Siena, ma tutti i giorni si ritrovano sul web, nelle piazze francesi o sulle riviste inglesi. The F world, dove F sta per femminismo, è il nome di un popolare sito web nato nel 2001 divenuto un saggio di successo, ed è il titolo del numero estivo che Granta, trimestrale cultural-letterario britannico tra i più influenti a livello globale, dedica a “esplorare i modi in cui, dalla Gran Bretagna al Ghana, il femminismo continua a influenzare, affrontare e complicare le cose” in un mondo inesorabilmente dominato dagli uomini. In Francia, a quarant’anni dal Manifesto delle “salopes” (termine gergale la cui area semantica oscilla tra “puttana” e …

«Libere e senza potere. L’anomalia italiana», di Olivia Guaraldo *

Le istanze sollevate dalla manifestazione del 13 febbraio e, a seguire, l’incontro nazionale di Siena, non sono meramente «femminili» o «femministe» , non riguardano solo le donne, ma hanno l’ambizione di parlare alla nazione. Uno dei video più efficaci che nelle scorse settimane circolava su internet diceva, per bocca dell’attrice Claudia Pandolfi: «Stavolta senza le donne non si governa» . Quindi il messaggio non è rivolto solo alle donne, ma al paese intero, alla politica e ai suoi «custodi» , tradizionalmente e permanentemente maschi. I quali, non da oggi, faticano a prendere piena coscienza di cosa significhi esattamente una democrazia paritaria, una democrazia che non soffra, costitutivamente, di un deficit di rappresentatività così lampante come quello che affligge il nostro paese. Forse però c’è stata, nel nostro paese, anche una reticenza femminile nei confronti del potere, una sorta di timore o rifiuto a confrontarsi con quello che Max Weber chiamava l’ambito del diabolico, ovvero la sfera della decisione e della responsabilità. Le ragioni di questa reticenza sono molteplici: da una parte ha contribuito senza alcun …

"Risorgimento civile" di Maria Luisa Busi

Ma parliamoci chiaro. Chi sta reggendo sulle spalle il nostro paese? Ma le avete viste le donne per strada? Le vedete le donne negli uffici, nelle banche, negli ospedali, nei supermercati, nelle case? La vedete o no la fatica delle donne, la vita da funambole, sempre in bilico, sempre incerte se ce la faranno a fare il passo successivo? E poi ce la fanno, ce la fanno sempre Nonostante tutto. Nonostante la crisi economica morda persino i consumi alimentari, nonostante ci siano più precarie che precari, nonostante la più bassa occupazione femminile, nonostante siano più preparate e meno pagate, nonostante un welfare tra i peggiori d’Europa, nonostante un paese che si riempie la bocca della parola famiglia, mentre accetta che quasi un milione di donne lasci il lavoro perché costrette, alla nascita del primo figlio. Le donne fanno. Terza persona plurale del verbo fare. Il verbo che piace di più alla propaganda di questi tempi. Solo che le donne fanno davvero. Arriverà cosi tanta gente oggi e domani a Siena che han dovuto spostare la …

"Biotestamento, siamo noi i padroni della nostra vita", di Umberto Veronesi

Per chi esprime il pensiero laico della società civile, al di fuori delle ideologie e delle fedi, i sentimenti di fronte alla legge sul biotestamento in via di approvazione alla Camera sono essenzialmente due: stupore e incredulità. Non capiamo come può il Parlamento prendere decisioni che calpestano i diritti individuali tutelati dalla Costituzione, quale quello, fondamentale, di decidere come vivere e come non vivere. E inoltre non crediamo che lo possa fare. Capiamo invece che il dibattito sulla vita, la sua qualità e la sua fine, passa attraverso dilemmi etici e filosofici, oltre che medico-scientifici, che la politica non riesce a trattare, e capiamo dunque la difficoltà per ogni singolo parlamentare nel dare un voto in piena consapevolezza e coscienza su questa materia. Per questo la maggioranza di noi chiede di fermare l´iter legislativo, nella convinzione che l´assenza di una legge sia un male minore rispetto a una cattiva legge. La mancanza di una normativa permetterebbe a tutti, medici e cittadini, malati e famigliari, di comportarsi nel modo più appropriato, caso per caso, rispettando così …