Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

"Da stranieri a nuovi italiani la carica dei quarantamila", di Vladimiro Polchi

«Sono italiana: ora finalmente c´è scritto anche sui documenti, quello che sento di essere da anni. Per me vuol dire tanto: poter votare, festeggiare i 150 anni dell´Unità, dare alle mie figlie la nazionalità del Paese dove ho scelto di crescerle, vivere, lavorare e pagare le tasse». Lilia Quiroga è una nuova italiana: dopo oltre venti anni nel nostro Paese, ha ottenuto la cittadinanza per residenza. La sua più grande soddisfazione? «Quando mi fermano i poliziotti, e mi fermano spesso – confida – mi piace vedere la loro faccia mentre tiro fuori la mia bella carta d´identità, invece del permesso di soggiorno». È la carica dei nuovi italiani: ben 40mila nell´ultimo anno. Nonostante gli ostacoli, il numero dei neocittadini cresce costantemente. Basta uno sguardo agli anni passati: nel 2004 erano 11.945. Nel 2006 si è registrato un balzo (35.766 naturalizzazioni), seguito da leggeri aumenti. Fino ai 40.223 dell´anno scorso. Una montagna restano però le domande in attesa di risposta: ben 146 mila. Non solo. L´Italia rimane molto indietro rispetto alle altre grandi nazioni del continente. …

"Non solo colf, 100 mila straniere con l’azienda", di Alberto Arbasino

Non le avevano mai contate. Non con questa precisione, di certo. Le donne immigrate che in Italia lavorano non per assistere anziani, o fare le cameriere, ma gestiscono imprese. Già, imprese: sono quasi 100 mila, secondo una ricerca fatta dal Censis insieme con la Confcommercio. Ancora in netta minoranza rispetto, appunto, alle badanti (oltre 700 mila nel nostro paese), ma un universo in continua ascesa. Per la precisione: sono 98 mila 294. E il 70 per cento fa impresa nel terziario, il 13,5 nei settori di noleggio e agenzie di viaggio, il 15 per cento nel commercio e nella ristorazione. «La donna immigrata appare ormai come interprete principale di un lento e silenzioso sviluppo all’interno della società» , commenta soddisfatta Patrizia Di Dio, presidente di Terziario donna della Confcommercio. Nella ricerca sono andati ad indagare anche le nazionalità delle imprenditrici. In testa, c’era da supporlo, le donne cinesi: rappresentano il 15,8 per cento del totale e si occupano di ristorazione e commercio. Seguono poi dalle romene (7,6 per cento), le svizzere (7,3 per cento), le …

"Ritratto di un paese che spreca efficienza", di Carlo Carboni

Sono ormai quotidiane le cattive notizie sui giovani, sempre più inabissati nella depressione sociale. Dopo aver appreso dall’Istat del triste record europeo dei Neet ( Not in Education, Employment or Training: 1 giovane su 5 non studia né lavora), del tasso di disoccupazione al 30%, del calo delle matricole all’università, ora costatiamo che l’effetto scoraggiamento coinvolge anche il nostro giovane brain power professionale. Lo dimostra il tonfo a due cifre del numero di esaminati e abilitati per l’accesso alle libere professioni. L’ultimo rapporto Censis ci aveva rincuorato mostrando che, in controtendenza rispetto alla riduzione degli altri lavoratori autonomi, il numero dei liberi professionisti – motore di modernità – era rimasto sostanzialmente impermeabile alla crisi economica. Purtroppo, i dati raccolti dal Sole 24 Ore segnalano un’inversione di tendenza alla depressione delle aspettative professionali dei nostri giovani laureati. Per non perdere l’autostima delle nostre capacità di adulti di offrire prospettive ai più istruiti, potremmo spiegare la rinuncia a partecipare alle prove di abilitazione con la fragilità caratteriale dei nostri giovani. Continua u pagina 13 Oppure con la …

Il Partito democratico sostiene Europride 2011

Il Partito Democratico sostiene Europride 2011, manifestazione europea per i diritti e l’uguaglianza delle persone GLBT che si tiene à a Roma nel mese di giugno 2011. Il valore dell’uguaglianza sostanziale tra tutti i cittadini – affermato solennemente dalla Carta Costituzionale – e la rimozione di ogni discriminazione, incluse quelle basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere, sono parte integrante del patrimonio e dei valori del nostro partito e dei partiti socialisti e democratici europei. L’Italia sconta peraltro un grave ritardo legislativo nei confronti dei cittadini GLBT e recentemente la Corte Costituzionale ha sottolineato che al Parlamento spetta legiferare sulle unioni omosessuali. Il Partito Democratico è impegnato, in parlamento e nelle sedi di partito, a favorire la conoscenza di un fenomeno sociale di crescente rilevanza e ad individuare soluzioni legislative tali da assicurare a tutti i cittadini, anche in Italia, diritti che sono ormai patrimonio consolidato della civiltà giuridica del nostro continente. La delegazione ufficiale del Partito Democratico a Europride 2011 comprende Ivan Scalfarotto, Vicepresidente dell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico; Ettore Martinelli, Responsabile Diritti della …

"Un altro passo indietro per le donne italiane", di Daniela Del Boca e Letizia Mencarini

Dal Rapporto annuale Istat per il 2010 emerge come la condizione delle donne italiane nel mercato del lavoro sia ulteriormente peggiorata nell’ultimo triennio. Scende il tasso di attività femminile, già prima bassissimo. Lo svantaggio aumenta ancora per le madri, che spesso lasciano il lavoro alla nascita del primo figlio e non sempre per libera scelta. L’altra faccia della scarsa partecipazione delle donne al mercato del lavoro è il sovraccarico di lavoro familiare. Pochi i servizi offerti dalle strutture pubbliche, la famiglia è tutt’oggi una irrinunciabile fonte di aiuto. I dati riportati dal Rapporto annuale Istat relativo alla situazione del paese nel 2010 mostrano come la condizione delle donne italiane nel mercato del lavoro sia ulteriormente peggiorata nell’ultimo triennio, invece di migliorare. (1) Nel triennio 2008-2010, il tasso di attività femminile (misurato dai 15 ai 64 anni) è passato dal già bassissimo 47 per cento del 2008 al 46,1 per cento del 2010. Si è tornati indietro, sui livelli di dieci anni fa, sempre più lontani da quegli obiettivi di Lisbona che chiedevano (per rendere l’Unione …

"Figli lasciati in ospedale crescono le madri segrete" di Maria Novella De Luca

Si chiamano “madri segrete”. Arrivano dalle pieghe di un´Italia profonda, emarginata, sommersa, dove vecchie e nuove povertà si fondono. Sono clandestine, immigrate, senza patria, ma anche italiane, giovanissime, a volte poco più che bambine. Donne, ragazze, adolescenti cresciute in fretta, sole, spaventate, violate. Ogni anno di più: partoriscono ma poi il loro bambino non lo riconoscono e lo lasciano in ospedale, affidato alle mani sicure di medici e infermiere. Sono la spia di un´emergenza infanzia nascosta e drammatica: sono infatti oltre 400 l´anno i piccoli che non vengono riconosciuti alla nascita, un tempo si chiamavano “nati indesiderati”, ma il loro numero cresce, nel 2010 soltanto a Roma i casi sono stati 60, il 20% in più dell´anno prima, bambini destinati a veloci adozioni nazionali, soprattutto però se sani e senza difetti, altrimenti la strada si fa più difficile, per i minori con handicap spesso l´unico futuro è l´istituto. Le mamme hanno 3 mesi di tempo per ripensarci, poi basta, per loro quel figlio sarà missing, scomparso, accolto ormai dentro le vite degli altri. Nessuno può …

Condannato l'imprenditore che consegnò ai Berlusconi il nastro Fassino-Unipol

Fabrizio Favata è stato condannato, con giudizio abbreviato, a 2 anni e 4 mesi nell’ambito del caso dell’intercettazione telefonica sottratta alla segretezza delle indagini, passata alla famiglia Berlusconi per fare un “favore” al premier e poi pubblicata su Il Giornale di famiglia. Il “favore” era quello di gettare discredito sull’allora segretario dei Ds Piero Fassino che parlava con il numero uno di Unipol Giovanni Consorte. La conversazione venne pubblicata nel corso degli accertamenti su ‘Il Giornale’. Il pm Maurizio Romanelli per Favata aveva chiesto la condanna a 2 anni e 8 mesi. Il gup di Milano, Stefania Donadeo, ha anche ratificato i patteggiamenti per gli imprenditori Eugenio Petessi (1 anno e 4 mesi) e Roberto Raffaelli (1 anno e 8 mesi). Petessi e Raffaelli sono i titolari della società che effettuò le intercettazioni, pubblicate dal quotidiano. Gli imputati rispondevano a vario titolo di concorso in rivelazione del segreto d’ufficio, estorsione e tentata estorsione, ricettazione, frode fiscale e appropriazione indebita. Anche l’editore de ‘Il Gionale’, Paolo Berlusconi, è stato rinviato a giudizio. Il processo, con rito …