Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

"Il potere e il sesso", di Michela Marzano

C´è come un sentimento d´impunità. Quando si occupano posti di grande responsabilità. Come se il potere e la ricchezza rendessero onnipotenti. Fino a convincersi che gli altri hanno meno valore. E che una povera femme de chambre non aspetti altro che avere relazioni sessuali con il direttore generale dell´Fmi nella suite dell´albergo in cui lavora. Certo, prima di scagliare la prima pietra si dovrebbero aspettare le conclusioni della magistratura. Non ci si può permettere di comportarsi come se i fatti fossero già stati provati, come se Dominique Strauss-Kahn fosse già stato riconosciuto colpevole di stupro. Ma non si può nemmeno negare in blocco l´accaduto e banalizzare le dichiarazioni della giovane donna di colore, come sta accadendo in questi giorni in Francia, dove gli amici e i collaboratori di Strauss-Kahn invocano l´esistenza di un complotto a scala mondiale. “Non ci credo.” “Non è possibile.” “Non è l´uomo con cui lavoro da anni.” Come se l´intelligenza, il prestigio e la fama di colui che i sondaggi davano vincente alle future presidenziali rendessero automaticamente quest´uomo immune da ogni …

"Giornata contro l'omofobia", di Paolo Patanè*

Il 17 maggio è la Giornata mondiale contro l’omofobia. Il 23 maggio, dopo 1000 giorni in Commissione, arriva in aula, alla Camera dei Deputati, il dibattito sulla legge contro l’omofobia. Sei giorni per verificare la capacità della politica di percepire la questione dei diritti delle persone lesbiche, gay e transessuali come parametro di compimento della Democrazia, ovvero di affermazione di quel principio di uguaglianza che connota la nostra Costituzione e che da due secoli a questa parte ha visto come testimoni militanti le donne, gli ebrei, le persone di colore ed oggi le persone lgbt. Quando si tenta di offrire una descrizione sociale dei fenomeni di omofobia e transfobia nel nostro Paese,spesso li si collega impropriamente al clamore e alla rabbia di una cronaca che normalmente ci presenta una vittima e un carnefice nelle circostanze più disparate della vita quotidiana:il lavoro, la famiglia, la scuola. In realtà la vera misura del disprezzo, della violenza e dell’odio che declina l’omofobia sta più nel silenzio che nel clamore. Il silenzio è la cornice di acquiescenze e connivenze …

"Donne e migranti, con la crisi più discriminazioni sul lavoro", di Giuseppe Vespo

Donne e migranti sono i più discriminati nel lavoro: in tutto ilmondo guadagnano meno e godono di minori tutele. Una situazione che rischia di peggiorare, secondo il terzo rapporto globale sulla discriminazione redatto dall’Ilo, l’International Labour Organization delle Nazioni Unite. In «Uguaglianza nel lavoro: una sfida continua», l’agenzia sostiene che la crisi economica e finanziaria mondiale,«come previsto, si è tradotta in una grave crisi dell’occupazione ». E insieme alla «crisi sociale globale », nonostante «i passi in avanti della legislazione» ha portato «ad un aumento dei rischi di discriminazione contro determinate categorie di persone» tra cui le donne e i lavoratori migranti. Quanto alle prime, si sottolinea come guadagnino dal dieci al trenta per cento in meno rispetto agli uomini. Le donne continuano a subire discriminazioni in termini di tipologia di impiego a cui possono accedere, condizioni di lavoro e opportunità di accesso a posizioni di responsabilità. In media, una lavoratrice guadagna tra il settanta e il novanta per cento di quanto guadagna un uomo, anche se impiegato nello stesso lavoro: «Nonostante i progressi raggiunti …

"Parità, che sconosciuta. Nella corsa a sindaco la carica dei maschi", di Alessandra Rubenni

Da Nord a Sud, in tutte e 18 le regioni italiane in cui dopodomani si andrà alle urne, le donne candidate a sindaco bisogna cercarle col lanternino. Potere, politica: faccende da uomini. E così è per queste amministrative, che si fermano al 14% di “quote rosa” fra quanti aspirano alla poltrona di primo cittadino, contro l’86% di candidati maschi. Sul totale di 3.976 candidati in tutta la Penisola, 3.419 sono uomini, 557 donne. Roba di cui andare poco orgogliosi. «Di certo siamo lontani dalle best practices del Nord Europa, dove la parità di genere è stata raggiunta pressoché ovunque. Per non parlare della Finlandia, dove è assoluta», commenta Debora Serracchiani, parlamentare del Pd a Bruxelles, proprio nella legislatura che ha visto toccare la quota del 35% di donne fra i deputati europei. «C’è ancora da fare, ma è più di quanto avvenga in Italia», continua Serracchiani. E passando dal Parlamento a città e paeselli, nei 1.315 comuni chiamati al voto per il rinnovo dei sindaci, in ben 800 non c’è neanche una donna fra i …

Il tuo voto per le donne democratiche

ll prossimo voto nei comuni e nelle province rappresenta una grande occasione per aprire una fase di cambiamento nel paese e per promuovere idee e progetti per il buon governo del territorio. In questi anni di grave crisi economica e sociale, le politiche restrittive del centro destra fatte di tagli indiscriminati agli enti locali, al welfare, all’istruzione, alla cultura, hanno aggravato le condizioni di vita dei cittadini, colpendo in particolare le prospettive dei giovani e le condizioni di vita delle donne. Siamo convinte che per uscire dalla difficile fase che attraversa il paese sia invece necessario promuovere il protagonismo delle donne e dei giovani nella vita pubblica, nel lavoro così come nella politica, e che anche attraverso il buon governo del territorio ed un’azione incisiva delle pubbliche amministrazioni verso le persone e le famiglie si risponde alle domande di crescita e di equità del paese. La nostra esperienza ci dice che promuovere l’impegno delle donne in politica e nelle istituzioni non è solo una richiesta di parte ma una necessità per la piena realizzazione della …

"L´applauso è stato un malinteso quelle morti sconfitta anche per noi", di Roberto Mania

Dottor Gattegno, da tre anni lei ha la responsabilità del Comitato per la sicurezza della Confindustria. Perché sabato scorso a Bergamo avete applaudito l´amministratore delegato della Thyssen Herald Espenhahn, condannato a sedici anni e mezzo con l´accusa di omicidio volontario per la strage del 2007 in cui sono morti sei operai? Quali sono i meriti del signor Espenhahn, tali da giustificare un lungo applauso? «Purtroppo io a Bergamo non c´ero. Tuttavia l´applauso c´è stato quando l´amministratore delegato della Thyssen, pur avendo subito una condanna così grave, ha detto che il suo gruppo continuerà a investire in Italia, paese nel quale Espenhahn vive con la sua famiglia. I suoi figli – ha detto – parlano meglio il dialetto ternano che il tedesco. Su questo punto è scrosciato l´applauso». Veramente è stata la presidente Emma Marcegaglia a riferire a noi giornalisti dell´applauso senza far riferimento alle affermazioni di Espenhahn. La conferenza stampa si può rivedere anche sul sito del Sole 24 Ore, quotidiano della Confindustria, e la Marcegaglia dice testualmente: “Come forse sapete, era presente l´ad di …

"Il Quirinale elogia la prova d’accoglienza" di Alessandra Arachi

È sera tardi quando dal Colle del Quirinale viene diramata la dichiarazione. Il presidente Giorgio Napolitano ha seguito con viva partecipazione l’incredibile epopea dei naufraghi arrivati ieri a Lampedusa. E lo si percepisce dalle sue parole, dirette. Intense. Ha scritto il capo dello Stato: «Desidero esprimere sincera ammirazione per le forze dell’ordine e per i volontari che hanno salvato centinaia di profughi africani, uomini, donne e bambini, giunti in condizioni disperate nei pressi di Lampedusa» . Il presidente Napolitano ha saputo che lo sforzo per salvare i profughi è stato collettivo e, soprattutto, spontaneo, molti i cittadini comuni che si sono buttati in mare per improvvisate operazioni di salvataggio. Il capo dello Stato fa sapere di guardare con apprensione a questa nuova ondata di sbarchi, e rivolge un suo appello all’Europa: «In questi giorni partono dalla Libia imbarcazioni al pericolo del naufragio e della morte, per iniziativa di trafficanti criminali senza scrupoli e nella complicità di autorità irresponsabili. L’Italia sta dando prova di solidarietà e spirito di accoglienza; tocca all’Europa fare la sua parte e …