"Accogliere, si può fare così", di Massimo Livi Bacci
Venerdì scorso le commissioni esteri e difesa dei due rami del parlamento, a larghissima maggioranza, hanno autorizzato il governo – rappresentato da Frattini e La Russa – ad aderire alla risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza ed a prendere le decisioni operative conseguenti. A questo scopo concediamo basi aeree, mobilitiamo mezzi navali, allertiamo gli aerei: in altre parole anche noi siamo “scesi in guerra” con Gheddafi. Il governo è unanime? Non sia mai: Berlusconi fa dichiarazioni che suonano come una presa di distanza dai due ministri; Bossi e Calderoli sono contrari, Maroni spera che il blocco navale serva a respingere i profughi più che a rafforzare l’embargo di armi. Ci aspettiamo che, quanto prima, traducano il dissenso in dimissioni. Lo richiede la coerenza, lo impone la ragion di stato: quale credibilità internazionale ha un governo che prende impegni non condivisi da uno dei due partner della coalizione politica che lo sorregge? Eppure l’Italia potrebbe ricavarsi un ruolo strategico nella coalizione, il cui compito primario è la protezione dei civili libici. Sei milioni e mezzo sono …
