Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

«Libertà e petrolio le voci di Tripoli», di Giuliano Amato

Lo so che il tema che più desta la nostra attenzione, e le nostre preoccupazioni, è oggi la Libia. È lì la rivolta popolare nordafricana dall’esito più incerto, quella che può trasformarsi in una guerra civile o addirittura in un conflitto armato più ampio, con l’intervento dell’Onu, forse della Nato e quindi in qualche modo della stessa Italia. Per non parlare delle conseguenze economiche di tutto ciò, a partire dal petrolio. Ma dal Nordafrica non ci vengono solo preoccupazioni. Quello che è successo in Tunisia e in Egitto, che neppure sappiamo come andrà a finire, è stato segnato da novità che possono avere riflessi positivi sulla vitalità e le prospettive delle nostre stesse democrazie. Ed è proprio su tale aspetto, riguardante temi più volte toccati su queste colonne da Gianni Riotta, che vorrei attrarre l’attenzione dei lettori. Da tempo si parla in Occidente di democrazie malate e la malattia viene ricondotta a due fattori diversi, che si sono connessi perversamente fra loro. Per mille ragioni è intervenuta una crescente individualizzazione delle nostre vite, che ha …

"L’ultimo rogo delle donne", di Vittorio Zucconi

Era il 25 marzo 1911, un incendio divampò nella camiceria “Triangle Shirtwaist”, a New York. Dei centoquarantasei morti, centoventinove erano ragazze: siciliane, russe, ucraine Le fiamme divennero simbolo dello sfruttamento femminile e cambiarono la coscienza americana. Ma soltanto oggi gli ultimi corpi delle sarte sono stati identificati: tre erano italiane Uno storico, Michael Hirsch, ha ricostruito le identità mancanti inseguendo la sua ossessione, la “vittima numero 85”: Maria Giuseppina Lauletti, vent´anni Fu la più grande carneficina prima dell´11 settembre 2001 Le autorità inasprirono le pene sul lavoro a cottimo e vennero introdotte le famose scale esterne Fu lo spaventoso crogiolo dell´immigrazione, la fonderia umana nella quale si fusero per sempre i corpi, le identità e le nazionalità dai quali sarebbe nata la New York che conosciamo. Erano soprattutto donne, italiane e ucraine, russe e palestinesi, rumene e irlandesi, le cucitrici che furono consumate insieme un secolo fa esatto nel rogo della camiceria “Triangle Shirtwaist” del Village, negli appena diciotto minuti trascorsi fra il primo grido di «Al fuoco! Al fuoco!» e lo spegnimento. Alla fine …

"La piaga del femminicidio a uccidere è il marito o l'ex", di Francesca Parisini

L’8 marzo al Parri uno studio commissionato dalla Casa delle donne. Nel 2010 in Emilia Romagna cinque vittime, due a Bologna. In Italia sono state 127 Sono state 127 le donne morte per “femminicidio” in Italia, nel 2010, e di questi omicidi 5 sono avvenuti in Emilia-Romagna: 2 a Bologna, 2 in provincia di Modena e 1 a Rimini. Lo dice una ricerca, dal titolo “Il costo di essere donna”, che verrà presentata l’8 marzo all’Istituto Parri di via Sant’Isaia 20 (ore 17) con Giancarla Codrignani, vicepresidente dell’Istituto, Teresa Marzocchi, assessore alle Politiche Sociali della Regione, e la studiosa Barbara Spinelli, autrice del saggio omonimo, “Femminicidio”. A promuoverla è la Casa delle donne per non subire violenza, che dedicherà la giornata a Ilham Azounid e al suo bambino di due anni, uccisi dal padre-marito italiano a Bologna lo scorso 6 febbraio. Ilham si era rivolta alla Casa delle donne ed era stata accolta quando era incinta del figlio e subiva i maltrattamenti del marito. In occasione della giornata dedicata alla donna, verrà festeggiata la terza …

"8 marzo, le donne crescono", di Irene Tinagli

Per quest’anno si prevede un 8 Marzo meno stucchevole e più pragmatico del solito. Un otto marzo che vede rianimato un dibattito sul ruolo della donna nella società che si era un po’ affievolito negli anni scorsi, e che comincia a ragionare in termini di azioni concrete, in Italia e altrove. Per una serie di coincidenze, infatti, nelle ultime settimane il dibattito sull’emancipazione femminile si è riacceso non solo a casa nostra (a seguito della manifestazione del 13 Febbraio e delle legge sulle quote rosa nei consigli di amministrazione che sta per essere approvata in Parlamento), ma anche in molti Paesi esteri. Negli Stati Uniti, grazie anche ad un rapporto commissionato dall’amministrazione Obama da cui emerge un consistente divario salariale tra donne e uomini, si è riaperto il dibattito sul Paycheck Fairness Act, una legge che potenzierebbe gli strumenti per combattere il gap salariale e che, approvata da tempo dalla House of Representatives, attende ora l’approvazione al Senato. In Inghilterra Lord Davies, ex banchiere ed ex ministro per il Commercio e gli Investimenti, ha recentemente …

"Suona il de produndis per le politiche assistenziali", di Elena Granaglia, Angelo Marano

Nell’ultimo trentennio, le politiche assistenziali non sono mai entrate fra le priorità dell’agenda politica della nostra Repubblica, con l’esclusione del periodo a cavallo del secolo, caratterizzato dalla sperimentazione del reddito minimo di inserimento e dall’introduzione della Legge 328/2000, e del biennio di governo del centro-sinistra della scorsa legislatura. Paradigmatiche sono l’assenza in Italia di uno schema generale di reddito minimo (condivisa, nella UE, con la sola Ungheria) e la mancata definizione a livello nazionale, nel settore dell’assistenza, dei livelli essenziali delle prestazioni, delle figure professionali, di un sistema informativo, mancanze che hanno provocato una elevata frammentazione, con alcune regioni che hanno cercato di inventarsi qualcosa e altre nelle quali la rete dei servizi sociali, di fatto, non è mai partita (cfr. www.nelmerito.com , 4 febbraio 2011). Da quest’anno, però, la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente. Vittima collaterale della crisi e del federalismo, vaso di coccio fra i vasi di ferro della sanità, della previdenza, degli interventi sulla cassa integrazione, il sistema assistenziale rischia nei prossimi anni di essere cancellato in buona parte del paese, …

"Donne al comando in azienda? L'Italia è ultima in Europa", di Paolo Barone

L’8 marzo il Parlamento approverà finalmente la nuova legge per correggere l’anomalia del nostro Paese nella Ue: e fra un anno la geografia del potere economico verrà rivoluzionata. Più si sale in alto e più il «tetto di cristallo» diventa spesso. Più la società è importante e più la quota di consiglieri d’amministrazione «rosa» si diluisce fin quasi a sbiadire. Basta scorrere gli elenchi dei consiglieri dei primi dieci titoli quotati a Piazza Affari per scoprire che su 147 seggiole appena 8 sono occupate da donne. Poco più del 5% del totale. Se si allarga lo sguardo all’intero listino la situazione migliora un poco, ma resta pur sempre imbarazzante nel confronto con altri Paesi: siamo al 7,6%, ovvero 332 consigliere su un totale di 4014. Ventinovesimi in Europa su 33 paesi censiti. Nei giganti pubblici, all’Eni come all’Enel, su nove posti di consigliere d’amministrazione la presenza femminile è pari a zero. Idem in Telecom (15 posti in cda, 15 uomini), Fiat (15 uomini su 15 nella spa e 9 su 9 in Fiat Industrial), Tenaris …

"Quel corpo in ostaggio", di Adriano Sofri

C´è una donna, sulla quale si accaniscono di colpo sfortune diverse: d´essere giovane – “ragazza madre” – d´essere “bella”, d´essere “sbandata”. La storia rotola giù come una valanga: il furto di un paio di magliette in un grande magazzino, l´arresto. e poi la sosta per le formalità in una caserma di carabinieri, il trasferimento in un´altra caserma meno affollata, la degenza in una cella di sicurezza (badate: “di sicurezza”), la visita notturna di un piccolo manipolo di carabinieri e, per giunta, un vigile urbano, il whisky, il trasloco dalla camera di sicurezza alla mensa, e là il rapporto sessuale con uno o due degli allegri compagni, mentre gli altri guardano. Il rapporto sessuale – diranno dopo che la giovane ha trovato il coraggio di andare a denunciarli, e per sua buona sorte ha descritto il tatuaggio di uno dei suoi usatori, senza di che sarebbe stata spacciata per calunniatrice – è avvenuto, ma lei era consenziente, anzi, provocava. E poi, è una sbandata. Si stenta a credere alle proprie orecchie. Perché quelle che invocano come …