Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

"Telegiornali, sarà battaglia", di Rudy Francesco Calvo

Il Tg1 perde il primato, il direttore del Tg2 perde la calma: e il Pd chiede le dimissioni di Minzolini. Nuovo allarme per l’informazione targata Rai: l’edizione serale del Tg1 di domenica è stata superata negli ascolti dal Tg5 di Clemente Mimun. Per il Pd è un «punto di non ritorno»: Roberto Giachetti invita i vertici dell’azienda a intervenire con urgenza «perché questa incredibile emorragia di ascolti e di credibilità possa essere tamponata». Il telegiornale guidato da Augusto Minzolini, infatti, ha progressivamente perso ascoltatori e il sorpasso di domenica è solo l’ultimo segnale di crisi. Nell’ambito di un seminario organizzato dai Democratici a Milano per discutere del futuro del servizio pubblico, il segretario Pier Luigi Bersani si è appellato a tutte le forze di opposizione: «Nelle prossime settimane – ha affermato il leader dem – di fronte all’emergenza che si sta ormai verificando, proporrò che le opposizioni si coordinino e organizzino una funzione di osservazione, denuncia ed eventualmente mobilitazione sulla questione dell’informazione, in particolare del sistema dei tg». L’obiettivo è ribadire «l’assoluta esigenza di terzietà …

"Miliardi a Gheddafi e Ue esclusa così il piano italiano ha fatto flop", di Vladimiro Polchi

Il governo ha puntato tutto sul corridoio libico, tralasciando le altre vie di accesso. Il Consiglio per i rifugiati accusa: sbarchi iniziati a gennaio, Roma ha agito tardi e male. E’ la tempesta perfetta. L´onda migratoria è pronta ad abbattersi sulle coste italiane. Gli ingredienti? Disoccupazione crescente, popolazioni giovani, crisi politiche. Il risultato? Oltre un milione di nordafricani guardano oggi al di là del mare. E «l´esodo biblico», di cui parla il ministro dell´Interno Roberto Maroni, rischia di affondare per sempre le politiche migratorie del governo. «L´idea di puntare tutto sull´accordo con la Libia si è rivelata miope – attacca Christopher Hein, direttore del Consiglio italiano per i rifugiati – ci si è limitati a tappare il buco del Mediterraneo centrale, senza badare agli altri buchi che si andavano aprendo: primo, quello via terra, sulla direttrice Turchia-Grecia; secondo, quello ora in partenza dalla Tunisia. È prevedibile che i rifugiati provenienti dal Corno d´Africa e dall´Africa subsahariana usino adesso la breccia aperta in Tunisia per raggiungere l´Italia. Il governo ha sottovalutato il problema, che era già …

"Silvio e le donne", di Francesco Lo Sardo

«Ho visto la solita manifestazione di parte, faziosa (…) Tutte le donne che hanno avuto modo di conoscermi sanno quale considerazione ho per loro, nelle mie aziende e nel governo ho sempre valorizzato le donne al massimo, sono convinto che abbiano una marcia in più». Berlusconi è sotto botta. Berlusconi è in stato confusionale. Ma Berlusconi non è un fesso. Quindi sa perfettamente cosa e quanto rischia. Dopo il voto nordista, dopo il voto legalitario, dopo il voto meridionale, dopo il voto cattolico, è la volta del voto delle donne del centrodestra. Il Pdl sta andando in pezzi, il suo blocco sociale si sta sgretolando. Anche nell’invincibile muraglia del voto femminile che a Berlusconi ha fatto da scudo per tanti anni s’è aperta una falla. Le grandi manifestazioni di piazza delle donne, checché facciano spallucce i caporali del Pdl, hanno fatto male. Nell’entourage di palazzo Grazioli sottovoce, lo ammettono e spiegano il perché: perché quelle mobilitazioni allargano una falla già aperta. Le parole del Berlusconi “valorizzatore delle donne”, materializzatosi ieri mattina al telefono con Maurizio …

«La sfida è partita: Più donne nella politica, più politica per le donne», di Concita De Gregorio

Da oggi chiunque voglia dare una prospettiva alla straordinaria energia che ha attraversato le piazze di domenica dovrà far questo: mettere le donne al centro della politica. Più donne nella politica e più politica per le donne. Il punto fondamentale, come sempre, è l’ascolto. La comprensione: quel che è accaduto domenica è un segnale precisissimo e potente, bisogna coglierlo. La reazione patetica del presidente del Consiglio e il silenzio di chi lo circonda mi fa pensare che a destra l’abbiano capito benissimo. Alle opposizioni di centrosinistra la piazza – questa piazza che non è di nessuno – chiede concretezza, risposte chiare, cambiamento. Unabella sfida. Comincerei a pensare a due o tre cose da fare, fossi un leader politico, poche perché se no non sono vere. Da leader sindacale questo intendo fare, di questo abbiamo discusso stamani in segreteria Cgil: mostrare che c’eravamo e abbiamo capito, dare un segno nell’attività quotidiana. Faremo una grande campagna contro le discriminazioni sulla maternità, riprenderemo la legge sulle dimissioni in bianco, metteremo la donna al centro del discorso sul lavoro …

Emergenza rifugiati

Negli ultimi 5 giorni sono oltre 5mila gli immigrati arrivati sulle coste italiane. Turco: “Davvero pensavano che gli accordi con Gheddafi servissero a risolvere i problemi del Maghreb e dell’Africa?”. Il PD presenterà un esposto contro il ministro Maroni pubblicato il 14 febbraio 2011 , 186 letture È piena emergenza rifugiati. In soli 5 giorni, oltre 5mila immigrati provenienti dalla Tunisia sono sbarcati sulle coste siciliane. L’isola di Lampedusa è allo stremo e nonostante l’ultima notte abbia registrato un leggero rallentamento degli afflussi, non si riesce a prevedere una soluzione immediata al problema. Alle difficoltà di accoglienza si aggiungono le tragedie umanitarie dovute ai naufragi dei barconi della speranza al largo di Zarzis: tra sabato e domenica, cinque persone sono morte e altre 17 risultano disperse. Il governo italiano ha dichiarato lo stato di emergenza ma deve far fronte alle dure critiche che giungono dalla Commissione europea che ha accusato il Viminale di lentezze burocratiche. A dire il vero il richiamo di Bruxelles viene in risposta all’accusa del ministro Maroni alla Ue “di non fare …

Bersani: «In piazza una riscossa etica e civile», di Simone Collini

«È una piazza straordinaria. Questa voglia di partecipazione, di protagonismo, è una forza positiva che ci aiuterà ad andare oltre Berlusconi. Ma ora non aspettiamoci giorni facili. Ci saranno pericolosi colpi di coda e noi dobbiamo farci trovare preparati». Pier Luigi Bersani arriva in Piazza del Popolo insieme alla moglie Daniela. Gli uomini della sicurezza gli indicano in lontananza il punto in cui c’è l’apertura tra le transenne per accedere alla zona del palco. Il segretario del Pd scuote la testa e va invece verso il centro della piazza, rovinando i piani di giornalisti, fotografi e cameramen. «Ma è giusto che stia qui», dice mentre avanza a fatica tra persone che sventolano cartelli fatti in casa e nessuna bandiera di partito. Qualcuno gli urla «tieni duro», in molti vogliono stringergli la mano e c’è anche la giovane segretaria di un circolo Pd di Roma che lo accoglie con un perentorio «fatti baciare, segretario». Bersani sorride col mezzo Toscano che gli balla tra le labbra, anche quando gli viene chiesto perché stia in mezzo a questa …

"Un grido al Paese", di Natalia Aspesi

Duecentomila a Roma, centomila a Milano e Torino, 50mila a Napoli, 30mila a Firenze, 20mila a Palermo, persino a Bergamo 2000. In tutte le 230 piazze italiane, più una trentina straniere, almeno un milione, forse di più, non ha importanza. Importa l’immenso, forse inaspettato successo, il risveglio improvviso di chi sembrava rassegnato al silenzio, a subire, ad adeguarsi. Invece il messaggio delle donne, ‘se non ora quando?´, è corso veloce ovunque, e ha riempito le piazze come un richiamo ineludibile, finalmente sorridente, entusiasta, liberatorio. Basta, basta, basta! il basta delle donne al di là di bandiere e partiti, il basta contro questo governo e questo premier, il basta contro la mercificazione delle donne ma anche contro l´avvilimento di tutto il paese. Il basta gridato da tutte, le giovani e meno giovani, le attrici e le disoccupate, le studentesse e le sindacaliste, le suore e le immigrate, le casalinghe e le donne delle istituzioni, facce note ma soprattutto ignote, donne tutte belle finalmente, non per tacchi a spillo o scollature o sguardi seduttivi, ma per la …