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Emergenza rifugiati

Negli ultimi 5 giorni sono oltre 5mila gli immigrati arrivati sulle coste italiane.
Turco: “Davvero pensavano che gli accordi con Gheddafi servissero a risolvere i problemi del Maghreb e dell’Africa?”. Il PD presenterà un esposto contro il ministro Maroni
pubblicato il 14 febbraio 2011 , 186 letture

È piena emergenza rifugiati. In soli 5 giorni, oltre 5mila immigrati provenienti dalla Tunisia sono sbarcati sulle coste siciliane. L’isola di Lampedusa è allo stremo e nonostante l’ultima notte abbia registrato un leggero rallentamento degli afflussi, non si riesce a prevedere una soluzione immediata al problema.

Alle difficoltà di accoglienza si aggiungono le tragedie umanitarie dovute ai naufragi dei barconi della speranza al largo di Zarzis: tra sabato e domenica, cinque persone sono morte e altre 17 risultano disperse.

Il governo italiano ha dichiarato lo stato di emergenza ma deve far fronte alle dure critiche che giungono dalla Commissione europea che ha accusato il Viminale di lentezze burocratiche. A dire il vero il richiamo di Bruxelles viene in risposta all’accusa del ministro Maroni alla Ue “di non fare nulla per aiutare l’Italia” a risolvere il problema delle immigrazioni dal Maghreb. Il commissario europeo per gli Affari interni Cecilia Malmstrom, tramite un portavoce ha dichiarato: “sabato ho chiesto alle autorità italiane se avessero bisogno di aiuto per affrontare la situazione eccezionale a proposito degli sbarchi dalla Tunisia. Abbiamo ricevuto una risposta chiara: No grazie, non abbiamo bisogno di assistenza”.

Ad acuire le tensioni, oltre ai rimpalli tra Roma e Bruxelles, ci sono anche le posizioni intransigenti di Tunisi che hanno risposto con un perentorio NO ad ogni possibile ingerenza negli affari interni dopo la proposta di Maroni di realizzare un dispiegamento di forze italiane per arginare i flussi migratori dalle coste tunisine. “Tanto la Tunisia è fortemente interessata a preservare le relazioni di amicizia e cooperazione stabilite con l’Italia e a continuare a svilupparle, tanto esprime il suo stupore per tale decisione” è stata la risposta ufficiale di Tunisi.

Per Livia Turco, responsabile immigrazione del PD, “il Governo si sta dimostrando impreparato ad affrontare la gravissima situazione degli sbarchi di immigrati dal Nord Africa. Un’impreparazione che non è casuale ma il frutto di una impostazione ideologica della maggioranza che ha sempre pensato di poter risolvere i problemi facendo come gli struzzi e cioè che mettendo la testa sotto la sabbia. Davvero pensavano che gli accordi con Gheddafi servissero a risolvere i problemi del Maghreb e dell’Africa?”

“L’opposizione – ha continuato la Turco – è pronta a dare una mano in uno spirito di correttezza e collaborazione per fare fronte ai bisogni di un’emergenza umanitaria di tale portata. Serve soprattutto il coinvolgimento delle istituzioni locali e del mondo del volontariato più che mai indispensabile in questo momento. E’ evidente che il problema non può essere risolto a livello italiano e il coinvolgimento dell’Unione Europa è doveroso, ma il ministro Maroni, invece di lamentarsi e fare sterili polemiche, avanzi richieste concrete e dettagliate all’Europa”.

“Lo stato d’emergenza proclamato dal Consiglio dei ministri è un atto dovuto, la scelta del Cdm è corretta anche se quando la stessa misura veniva presa dal governo di centro sinistra erano sempre pronte le critiche dei falchi. Naturalmente occorre fare molto altro: noi chiediamo garanzie per una adeguata accoglienza, il coinvolgimento degli Enti locali e del volontariato e la riapertura di una struttura efficiente come quella di Lampedusa, chiusa per motivi incomprensibili. Ma lo sforzo che chiediamo ai ministri Maroni e Sacconi è anche di altro tipo: accettino che gli sbarchi, che non sono nè di destra nè di sinistra, non possono finire perché questo è il loro desiderio. Purtroppo l’immigrazione non si può arrestare e perciò occorre governarla, di concerto con gli altri paesi europei che devono fare la loro parte, con buoni accordi bilaterali cooperazione allo sviluppo e con la programmazione degli ingressi. Purtroppo il governo Berlusconi ha pesantemente tagliato risorse strategiche, quelle appunto alla cooperazione”.

Anche per Emanuele Fiano, presidente forum Sicurezza del PD, “l’emergenza immigrazione ha colto impreparato il governo italiano. Ora giusta la convocazione del consiglio europeo straordinario, ma l’Italia arrivi al consiglio con una sua proposta anche sulla base della nostra esperienza e delle strutture che già abbiamo sul territorio. L’emergenza continuerà, sarà lunga e le persone che arriveranno saranno migliaia, anche perché ancora non sappiamo a quali altri Paesi mediterranei potrebbe estendersi il vento di rivolta che ha per adesso toccato Algeria, Tunisia ed Egitto. In questo senso, appaiono secondo me azzardate le parole del prefetto Caruso nell’intervista di oggi sul Messaggero che ritiene sufficiente la capacità di accoglienza della sola regione Sicilia. L’Italia si faccia promotrice di una conferenza regionale mediterranea tra tutti i Paesi del bacino. Il Pd rinnova al ministro Maroni e al governo la richiesta di venire in Parlamento con urgenza a riferire sulla situazione.

L’inerzia e le decisioni di scaricare le responsabilità su terzi non sono piaciute ai senatori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante. “Alle prese con una emergenza umanitaria di enormi dimensioni – hanno dichiarato – il ministro Maroni per giustificare la sua inazione sugli sbarchi a Lampedusa cerca goffamente di scaricare la colpa sul resto d’Europa. Il suo atteggiamento, inaccettabile moralmente, si configura anche come una violazione della legge. Per questo motivo presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica per denunciare una gravissima e clamorosa omissione di soccorso”.

“Dopo giorni di sbarchi, con migliaia di migranti ammassati in maniera insostenibile al porto di Lampedusa in cerca di acqua e cibo, forse solo oggi Maroni farà riaprire il Centro di accoglienza, su insistenza del sindaco e del prefetto. Il Centro di soccorso e prima accoglienza di Lampedusa è rimasto vuoto ma funzionante per lungo tempo, addirittura inutilizzato sebbene nei mesi scorsi i migranti sbarcati sull’isola venissero alloggiati nel villaggio-hotel ‘Macondo’ di Lampedusa, invece di essere condotti presso il Centro di Vallone Imbriacole”.

“Il Centro, come ho avuto modo di constatare personalmente in agosto – ha aggiunto Ferrante – era assolutamente in grado di accogliere. Tenere il Centro di prima accoglienza vuoto era forse l’espediente per avvalorare l’idea che la politica dei respingimenti in accordo con la Libia funzionasse realmente, mentre tenerlo chiuso in questi giorni e’ stato un atto inaccettabile e irresponsabile”.

A.Dra da www.partitodemocratico.it