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Il ritorno sui banchi di Aziz e Violeta "Faccio il test e poi vado in cantiere", di Maurizio Crosetti

Al via l´esame d´italiano per ottenere il permesso di soggiorno. L´esordio a Firenze e Asti: sei esercizi di ascolto, lettura e scrittura: “Ma erano tutti facili”. Adesso, il ghiaccio che hanno nel cuore lo devono scrivere: e non è mica facile mettere l´acca al posto giusto. Ghiaccio, mamma, giglio, matita e matite. Io sono tu sei egli è. Parole tutte mescolate, sul foglio bianco e nella testa, parole che nella bocca sembrano incastrate bene, però con l´inchiostro è un problema ed è facile sbagliare. Ma senza parole esatte, niente permesso di soggiorno. Se non sai scrivere Italia, non puoi viverci dentro. Si comincia con la nebbia dietro la finestra, e sono in dieci a guardarla: Klodjan, Hasman, Adil, Violeta, Flutura e Naim che sono marito e moglie, Arben e Aziz, Salman e Happy che è nigeriana e a occhio, sì, assomiglia al nome che porta: «Sono contenta di essere qui, è la legge. Se una cosa si deve fare, la facciamo». La scuola non è una scuola ma l´ex ufficio tecnico comunale, ora si chiama …

"Dal Palazzo in crisi esce la referendite", di Michele Ainis

Quest’anno la Pasqua di Resurrezione è caduta in forte anticipo, subito dopo la Befana. Ma a risorgere non è un uomo, bensì un istituto di democrazia diretta: il referendum. Ricordate? Ne avevamo celebrato i funerali, quando la consultazione sul porcellum promossa da Guzzetta e Segni toccò il picco negativo d’affluenza al voto: 23 per ento. Succedeva nel giugno 2009, e a quel punto nessuno avrebbe più scommesso un euro sul futuro dei referendum. Anche perché dal ’97 in poi, sotto l’astro della seconda Repubblica, ne erano via via falliti 24, sempre per la medesima ragione: niente quorum. Eppure proprio un referendum (nel 1946) aveva battezzato la prima Repubblica, e ne aveva poi scandito l’esistenza, recandoci in dono divorzio e aborto negli anni 70, lo stop al nucleare durante gli 80, un nuovo sistema elettorale all’alba dei 90. Insomma un passato glorioso, ma ormai tutto consumato, come una candela. E invece no, talvolta il passato può tornare. Nei giorni scorsi la Consulta ha acceso il verde del semaforo su 4 referendum: quello sul legittimo impedimento promosso …

"Giustizia all'italiana, l'elefante zoppo", di Michele Ainis

Così è stata tradita la legalità promessa dai padri della Repubblica. Dal nuovo libro di Michele Ainis sulla Costituzione e i suoi nemici. Si intitola L’assedio, sottotitolo La Costituzione e i suoi nemici, il nuovo libro di Michele Ainis in uscita il 20 gennaio per Longanesi di cui qui anticipiamo un brano. Costituzionalista all’Università «Roma Tre», editorialista della Stampa, nel suo pamphlet Ainis riconduce la crisi di legalità in cui è immersa l’Italia al rapporto truffaldino che la politica, a destra come a sinistra, intrattiene con la Costituzione. Come potremmo prendere sul serio le leggi in vigore, quando la legge più alta viene costantemente vilipesa? La riforma della giustizia è attesa da quasi settant’anni (le norme in vigore risalgono al 1942). Per mettere pace fra giudici e politici dovremo forse aspettarne altri settanta. Ma i guai della magistratura non si esauriscono nei ceffoni quotidiani dispensati da Silvio Berlusconi alla Procura di Milano. E neppure nella difesa a spada tratta dei colleghi di governo finiti sotto inchiesta (da Brancher a Cosentino), tutti vittime a suo dire …

"Bastano 300 parole per restare in Italia", di Sara Ricotta Voza

«La base minima per ottenere il permesso di soggiorno». Domani a Firenze e Asti i primi test di lingua per stranieri. Notte prima degli esami, questa, per i 170 immigrati a Firenze e i 10 ad Asti che domani si sottoporranno al primo test di italiano per stranieri reso obbligatorio per richiedere il permesso di soggiorno «lungo». Non sarà la maturità classica col suo carico di incubi, ma per chi vede in gioco la possibilità o meno di restare in Italia a tempo indeterminato, forse, significherà una notte insonne. A farsi le domande classiche del candidato in ansia: sarà facile, difficile, che mi chiederanno? Di certo non pretenderanno i congiuntivi o una traduzione simultanea dal politichese, lì cadrebbero fior di italiani doc, ma la preoccupazione c’è, se non altro perché è un’assoluta novità, qualcosa che qui non s’è mai fatta. Tutto parte da una direttiva dell’Unione europea che prevedeva la possibilità – non l’obbligo – di esigere una sorta di «prova d’integrazione» da parte degli immigrati che chiedessero il permesso di soggiorno a tempo indeterminato. …

"Rivolta tunisina. Il mondo arabo aspetta l’effetto domino", di Umberto De Giovannangeli

Dal Cairo ad Algeri, da Amman a Tripoli c’è chi teme e chi auspica la rivoluzione dei gelsomini Gli analisti: una grande lezione per i regimi. C’è chi parla di una «Danzica araba». Chi evoca una nuova «Primavera di libertà». C’è chi lo spera. E chi lo teme: l’effetto domino della rivolta tunisina. Da Algeri al Cairo, da Tripoli ad Amman, da Beirut a Rabat… Una dialettica che emerge dalle analisi che occupano le prime pagine dei più autorevoli quotidiani arabi e internazionali. «Ben Ali e il suo clan sono stati cacciati. La formidabile rivoluzione democratica del popolo tunisino ha spazzato via la sanguinaria dittatura di Ben Ali. I tunisini si sono liberati della paura, hanno affrontato a mani nude le forze della repressione». Esordisce così un editoriale del giornale algerino El Watan, uno dei principali quotidiani del Paese maghrebino, noto per dare ampio spazio alle voci dell’opposizione nella regione. «Ben Ali è la storia di un potere assoluto in Tunisia da 23 anni. Ma è anche una storia che si può riscontrare in quasi …

«Rifugiati. L’Italia sempre più ostile», di Marco Pacciotti

Rari nantes in gurgite vasto” ovvero “sperduti naviganti nell’immenso gorgo”. Così Virgilio descriveva Enea e i suoi in vista dell’approdo sulle coste laziali. Enea e il suo manipolo di donne e uomini erano degli sconfitti in cerca di un luogo dove sopravvivere. Degli autentici profughi di guerra! L’epica letteraria offusca questo dato, ma è così. Proviamo a pensare se fossero esistiti allora i respingimenti in mare. Volendo credere al mito, probabilmente Roma non sarebbe mai esistita. Di uomini e donne rifugiati o sfollati, oggi nel mondo ce ne sono oltre 43 milioni. Migranti forzati, percepiti dal nostro opulento occidente come una minaccia per il nostro benessere. Una falsità. La giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato, che la Chiesa celebra il 16 gennaio, dovrebbe servire, fra l’altro, a dare una corretta informazione e a smuovere le nostre coscienze. Questo popolo in fuga rappresenta solo una minoranza “fortunata” rispetto alle centinaia di milioni che invece non riescono a fuggire da guerre, persecuzioni e carestie. Fondamentale quindi mobilitarsi a sostegno di quelle organizzazioni che sostengono “l’urto” e …

"Auto, carne, energia L'inquinamento è maschio", di Andrea Tarquini

Studio svedese raffronta i consumi e le abitudini di uomini e donne. Dallo scarso uso dei trasporti pubblici alle predilezioni alimentari, fino all’attitudine al fumo e all’alcol, emerge una netta differenza di impatto ambientale tra i due sessi. La differenza tra i sessi non si misura soltanto con l’aggressività maschile, di solito superiore a quella femminile, ma nel rapporto ben diverso di uomini e donne con l’ambiente. Sono i maschi, almeno in Europa, i veri nemici dell’equilibrio ecologico. Lo afferma almeno uno studio effettuato dalla Defence Research Agency svedese, e pubblicato dalla rivista Energy Policy. Studio compiuto da due donne, Riitta Raty e Annika Carlsson-Kanyama, secondo cui per le loro abitudini alimentari, di uso dell’auto o di viaggio in genere, e di consumi gli uomini causano molto più delle donne un’alta produzione di emissioni. Soprattutto a causa della smodata passione per le automobili e il maggior consumo di carne, abitudini che sembrano accomunarli in tutto il Vecchio continente, dalla Scandinavia al Mediterraneo. Secondo i calcoli della ricerca gli uomini, specie se single, hanno abitudini che …