Il welfare che serve all'Italia di Beniamino Lapadula e Riccardo Sanna
E’ necessario riqualificare la spesa pubblica e spostare risorse dalla ricchezza privata alla riduzione del debito. Il welfare italiano è arretrato, mentre il workfare ha un aspetto categorial-corporativo che taglia fuori 4 milioni di precari. Le prospettive del welfare sono condizionate in modo drammatico dalla questione del debito pubblico. Con l’irruzione della crisi questo è un problema non solo italiano, ma di tutti i paesi sviluppati e, in particolare, di quelli europei. Le scelte intraprese dagli Stati dell’Unione europea hanno ridotto temporaneamente l’instabilità finanziaria, ma reso contemporaneamente più incerta la ripresa. Soprattutto visto che l’euroausterity è stata dettata dalla spinta a mantenere i vantaggi competitivi di quelle economie – al primo posto la Germania – trainate dalle esportazioni extra-Ue e con un saldo corrente nella bilancia dei pagamenti positivo a livello nazionale, ma insufficiente a portare il segno più anche al saldo europeo. Le conseguenze della persistenza degli squilibri globali, della bassa crescita, dell’ulteriore aumento del debito pubblico sull’inevitabile ridimensionamento dello Stato sociale, si sono già fatte sentire in Grecia, in Spagna, ora in Irlanda …
