Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

Il 9 luglio silenzio della rete, per evitare che possa essere un silenzio definitivo

Questo sito partecipa alla “Giornata del silenzio della rete” e aderisce alla mobilitazione degli organi di informazione promossa dalla FNSI. E’ una giornata di silenzio che serve a parlare, anzi a urlare! Non è un paradosso, perché mai come in questo momento è necessario far sentire la voce di disapprovazione per un provvedimento, il ddl sulle intercettazioni, che compromette le indagini della magistratura e imbavaglia la stampa. Un provvedimento che lede dunque il diritto alla sicurezza e quello all’informazione dei cittadini. Ecco perché una giornata di silenzio. Per far capire che senza voci libere, come accadrà oggi, il nostro Paese non è un paese libero.

Rai di tutti, non dei partiti

Pier Luigi Bersani ha presentato nel corso di una conferenza stampa la proposta di legge del Pd per riformare la governance della RAI. “Disposizioni per la gestione della RAI”: per un’impresa libera, svincolata dalle “cooperative pseudopolitiche” “La RAI non lavori contro se stessa e diventi un’azienda libera dai Partiti ed economicamente stabile, in quanto è una società per azioni che esercita un’attività di servizio pubblico; è una impresa che vive con i soldi dei cittadini.” E’ questa l’idea del Pd per la Rai, contenuta nel disegno di legge dal titolo: “Disposizioni per la gestione della Rai”, presentato nel corso di una conferenza stampa, nella sede del Pd Nazionale, dal segretario Pierluigi Bersani, primo firmatario del ddl. Presenti alla conferenza stampa: Carlo Rognoni, presidente del Forum Pd per la Riforma del sistema radiotelevisivo, Matteo Orfini, responsabile Cultura del Pd e Fabrizio Morri, senatore Pd, membro della Commissione per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. “Serve un intervento urgente perché siamo alla crisi della Rai, sia sul piano del pluralismo sia su quello della strategia …

Diritti dei disabili, diritti di civiltà. Il Governo modifica la manovra.

Il Pd alla manifestazione di Piazza Montecitorio indetta da Fand e Fis. Il governo fa marcia indietro e modifica alcuni punti della manovra. Ma non basta. Leggi le nostre proposte di intervento. Ieri il Pd ha partecipato alla manifestazione per i diritti dei disabili che si tenutasi a Piazza Montecitorio, a Roma. Una manifestazione indetta dalle associazioni dei disabili Fand e Fish contro i tagli previsti dalla manovra che ristringe i criteri per il riconoscimento della indennità di accompagnamento e innalza la soglia percentuale per l’attribuzione dell’assegno di invalidità. Il Pd era presente con la presidente dell’Assemblea nazionale Rosy Bindi, con la responsabile delle Politiche per la famiglia Cecilia Carmassi e i parlamentari che si sono battuti in Parlamento contro la manovra insieme alle associazioni. “Che fine ha fatto – si chiede Cecilia Carmassi – il governo della difesa della vita e delle famiglie? Solo chi è sostanzialmente in fin di vita ha diritto a misure (minime) di sostegno o all’accompagnamento? Gli altri, disabili con patologie plurime, non autosufficienti che si muovono con ausili e …

«Uno sciopero costituzionale», di Federico Orlando

La restaurazione degli anni Trenta si spegne oggi, nella giornata del silenzio, come l’armata di Cambise nel deserto. Quello che fu il più potente esercito del parlamento, con 100 seggi di maggioranza alla camera e 50 al senato, è arrivato in frantumi sugli scogli della Finanziaria e delle intercettazioni. Costretta dal Quirinale a stare nelle regole e votare la manovra entro i termini prescritti (a giudicarla, penseranno gli elettori), la destra eversiva, che ora rinvierebbe il bavaglio sine die, appare in tutta la sua estraneità strutturale alla democrazia. E ne amplia la crisi di struttura: la convocazione dei giornalisti da parte dei sindacati dei militari è figlia non di un’ideologia sudamericana, ma di una esasperazione. L’America latina non c’entra, salvo che per il presidente del consiglio, in cui Bersani riconosce crescenti caratteri alla Chavez. Davanti allo scoglio del federalismo fiscale, spetterà per primo a Bossi spiegare ai suoi talebani e mullah chi abbia sbagliato a misurare la lunghezza del salto: se lui stesso, o il premier o il ministro dell’economia che ha scritto la Finanziaria. …

«Giorgia rimandata a ottobre», di Mario Lavia

La pessima figura del ministro per la gioventù, la rissa alla camera con i sodali del sindaco di Roma come protagonisti. In questi primi due anni di legislatura di Giorgia Meloni, giovane ministro per la gioventù, non si era parlato molto. Ma ieri si è rifatta, anche se in negativo: il suo provvedimento che stanziava un mare di milioni per “i giovani” è stato rimandato indietro, dall’Aula torna in commissione. Una giornata no, una brutta figura. Eppure la Meloni si era caratterizzata, da vicepresidente della camera nella precedente legislatura, per grinta e astuzia politica, nessun timore reverenziale dallo scranno più alto di Montecitorio nel bacchettare con pesante accento romanesco deputati ben più noti e importanti di lei. Tanto che se ne parlò come di una nuova stella della destra: una destra popolare, legata alla società, frutto di un’antica attitudine militante “di base” eppure in sintonia con i tempi. Troppo in sintonia, forse. Al punto – par capirci – di inserirsi (magari senza tanto entusiasmo) nel corteo dei nuovi fedeli del Cavaliere, a costo di rescindere …

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Protesta dei terremotati de L'Aquila: tafferugli e 2 feriti lievi in piazza Venezia

Spintoni e manganellate anche per il sindaco Cialente In 5mila per chiedere il congelamento delle tasse. Il corteo cerca di forzare il blocco e arrivare al Parlamento ROMA – «L’Aquila non può crollare: è una città che sa volare». Sulla maglietta di un ragazzo è scritta tutta la rabbia degli abruzzesi che in cinquemila si sono radunati a Roma mercoledì mattina. Da piazza Venezia, volevano arrivare in corteo (non autorizzato) sotto al Parlamento, ma polizia e carabinieri hanno sbarrato loro ogni accesso da via del Corso e via del Plebiscito dove risiede il premier Berlusconi. Momenti di tensione: lancio di bottigliette e qualche spintone. Due ragazzi sono stati feriti in maniera lieve. Manganellate anche per il sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente, e il deputato Giovanni Lolli. Dopo una trattativa (la piazza davanti al Parlamento era già occupata da un’altra manifestazione autorizzata), le forze dell’ordine hanno lasciato entrare i manifestanti in via del Corso e il corteo ha potuto iniziare a sfilare. Manganellate sulla folla (Infophoto) BLOCCO IN PIAZZA COLONNA – Ma davanti piazza Colonna un …

"Il boomerang della diseguaglianza", di Marco Simoni

Qual è la conseguenza della diseguaglianza? Questa domanda, le implicazioni che se ne potrebbero trarre, dovrebbe salire di importanza nelle discussioni di queste settimane sulla migliore politica economica da seguire. In estrema sintesi, al momento si fronteggiano due posizioni. Una è quella degli Stati Uniti, della Francia e di economisti come Paul Krugman di Princeton. Si sostiene che sia importante continuare a sostenere la spesa pubblica per consolidare la ripresa ed evitare che vi sia una seconda recessione. La seconda posizione, seguita da Germania, Regno Unito e da economisti come Alberto Alesina di Harvard, crede al contrario che sia ormai tempo di cominciare a ridurre il deficit per evitare che alla crisi economica faccia seguito una ben più grave crisi del debito pubblico. Alcuni Paesi come l’Italia non hanno praticamente scelta. Con un debito pubblico che supera largamente il 100% del Pil, l’aggiustamento dei conti pubblici è inevitabile. Quel che non è inevitabile, tuttavia, è il modo in cui avviene questo aggiustamento, le spese che si decidono di tagliare, e le riforme che si accompagnano …