Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

«Comencini unite: l'Italia non è un paese per donne», di Fulvia Caprara

Cristina scrive e Francesca dirige lo spettacolo-pamphlet “Libere” “Per proporre un modello femminile nuovo e sentirsi meno sole” Ci voleva «un gesto di teatro», dice Francesca Comencini, per lanciare una mobilitazione di idee, proposte e desideri che riguarda le donne di oggi. Quelle, spiega l’attrice Lunetta Savino, «che non si riconoscono nelle storie e nelle immagini rimandate da certe cronache», quelle «contrarie alle scorciatoie», quelle che bando alla «lagna, perchè bisogna essere vitali e propositive». Ci voleva un atto creativo che mettesse insieme, come accade stasera a Roma, all’Accademia Nazionale della Danza, donne di diverse generazioni e le facesse dialogare, anche per ritrovare il senso perduto della comunità: «Quando mi hanno chiamata – dice un’attrice giovane e sulla cresta dell’onda come Isabella Ragonese – mi sono sentita meno sola». Lo spettacolo si chiama Libere, lo firma Cristina Comencini e la regia è della sorella Francesca. Sulla scena si fronteggiano due interpreti di età differenti, molto amate dal pubblico del cinema e della tv, molto premiate, molto richeste. Due che, in questo momento della loro carriera, …

"La battaglia dei post-it", di Stefano Rodotà

La manifestazione di oggi, che da piazza Navona a Roma si diramerà in tante piazze italiane, assume un significato politico e una forza simbolica che la proiettano al di là di altre iniziative di opposizione al disegno di legge sulle intercettazioni. In quelle piazze si parlerà di tre bavagli: al lavoro della magistratura, al diritto all´informazione, alla cultura. È ormai chiaro, infatti, il legame stretto che unisce gli attacchi alla legalità, all´esistenza stessa di un´opinione pubblica vigile, alla formazione del sapere critico. Una strategia che va avanti da tempo e che si vuol far arrivare al suo momento finale, ad una conclusione che negherebbe alcuni dei fondamenti che consentono ad un Paese di poter continuare a definirsi democratico. Il presidente del Consiglio non ha mai nascosto la sua ostilità a qualsiasi forma di controllo del potere. E ora, dopo aver messo il Parlamento nella condizione di non nuocere, vuole liberarsi in un colpo solo dell´odiata magistratura, di un sistema dell´informazione contro il quale aizza i cittadini, delle istituzioni culturali (università, in primo luogo) affamate con …

"L'indecenza istituzionale", di Massimo Giannini

I giuristi inglesi dell´800 sostenevano che ci sono solo due modi per governare una società: l´opinione pubblica e la spada. Con l´affondo sulla legge che limita le intercettazioni Silvio Berlusconi li sta pericolosamente sperimentando tutti e due. Impone il bavaglio ai mass-media, per evitare che i cittadini sappiano ciò che si muove dentro e intorno al potere politico. Dispone il blitz in Parlamento, per costringerlo a votare questa legge-vergogna prima della pausa estiva. Quanto accaduto alla Camera la dice lunga sullo stato di esaltazione e insieme di confusione che anima la maggioranza e il suo leader. C´è un presidente del Consiglio che alterna episodici momenti di ragionevolezza e drammatici sprazzi di dissennatezza. Ieri sono andati in scena i secondi: il premier ha voluto a tutti i costi che la conferenza dei capigruppo di Montecitorio calendarizzasse per il 29 luglio la discussione in aula del testo sulle intercettazioni. E ci è riuscito. Con il risultato, paradossale, che il dibattito sulla legge-bavaglio finirà per intrecciarsi a quello sulla manovra economica. Con buona pace degli appelli del presidente …

"La manovra rallenta i pendolari", di Michele Meta*

Si stanno per abbattere sul trasporto pubblico locale e sul diritto costituzionale alla mobilità dei cittadini, ingiustificati e irresponsabili tagli che condanneranno senza appello milioni di pendolari a gravissimi disagi e disservizi. Il ministro Matteoli, purtroppo, persevera nell’errore di negare l’evidenza dei 3,5 miliardi di euro di tagli per il Trasporto pubblico locale (Tpl) previsti dalla Manovra, smentendo le stesse denunce dei Governatori e l’allarme lanciato, tra i primi, dal Presidente Formigoni. Rileviamo che il ministro dei Trasporti, invece di svolgere il suo ruolo e tentare di arginare i danni per la mobilità del Paese, in particolare per quella sostenibile su ferro che produce il 92 per cento in meno di anidride carbonica rispetto alle automobili e l’88 per cento in meno rispetto all’aereo, si preoccupa di altro e scarica sulla congiuntura economica e sulle Regioni la soluzione di problemi non più rinviabili. Questo governo ha smarrito il senso del servizio universale e del dovere di dare risposte ai 13 milioni di pendolari. Tutto ciò è ancor più vero se, per stessa ammissione di Matteoli, …

"L´anello di congiunzione tra i boss e il cavaliere", di Giuseppe D'Avanzo

Una sentenza ripete per la seconda volta, in appello, una verità tragica: Marcello Dell´Utri, l´uomo che ha accompagnato passo dopo passo, curva dopo curva, tutt´intera l´avventura imprenditoriale di Silvio Berlusconi è stato un amico dei mafiosi, l´anello di un sistema criminale, il facilitatore a Milano degli affari e delle pretese delle “famiglie” di Palermo, prima del 1980. Dei Corleonesi, almeno fino al 1992 quando cadono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Se sarà confermata dal giudizio della Cassazione, è una “verità” tragica perché ricorda quanto le fortune del Cavaliere abbiano incrociato e si siano sovrapposte agli interessi mafiosi e rammenta come – ancora oggi – possa essere vigoroso il potere di ricatto di Cosa Nostra su chi governa, sui soci di Berlusconi, forse sullo stesso capo del governo. È stupefacente, alla luce di queste osservazioni, il vivamaria che minimizza, ridimensiona, sdrammatizza l´esito della sentenza di Palermo. Come naufraghi al legno, ci si aggrappa – uno per tutti, lo spudorato Minzolini retribuito con pubblico denaro – alla riduzione della pena di due anni. Dai nove del primo …

"Più immigrati più crimine? dipende dalla politica", di Francesco Fasani

I risultati di una indagine sul Regno Unito mostrano che la presenza di immigrati non necessariamente si trasforma in un aumento dei tassi di criminalità. Anzi. Se agli stranieri viene lasciata la libertà di entrare e uscire dal paese ospitante, lavorare in regola e scegliere i mercati del lavoro locali in cui inserirsi, non si registrano effetti negativi dal punto di vista della criminalità. Quando la politica migratoria preclude loro queste possibilità, possono finire per scegliere attività criminose per far fronte alle necessità di sostentamento. Il rapporto tra immigrazione e criminalità è uno dei temi caldi e ricorrenti del dibattito politico italiano. L’evidenza empirica di cui disponiamo per il caso italiano non conferma l’esistenza di una chiara relazione causale tra presenza di immigrati nell’area e tassi di criminalità. (1) Eppure, per molti politici e commentatori la relazione è scontata. (2). MIGRANTI NEL REGNO UNITO Proviamo ad abbandonare l’idea che gli immigrati abbiano, per qualche misterioso motivo, una maggiore propensione dei nativi a commettere crimini. Come economisti, assumiamo invece che gli immigrati rispondano agli incentivi nelle …

"Un rischio per tutti i cittadini", di David Sassòli

La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire». George Orwell la pensava così. Come mettere freni, limiti, alle libertà? Come regolare una materia che dev’essere pubblica per definizione, nel momento che la giustizia si amministra in nome di tutti? Le intercettazioni pongono problemi certo,mail governo ha deciso di non risolverli e di imporre un bavaglio. Due i punti di partenza: da quando un atto è pubbliconon possono esservi limiti alla diffusione delle informazioni; tutto ciò che non serve al processo dev’essere eliminato. Il governo invece che fa? Colpisce il diritto di cronaca e l’autonomia della magistratura. Sono troppe le intercettazioni? Non so giudicare il troppo o il poco, in un Paese che ogni giorno fa emergere casi di corruzione, attività mafiose, collusioni fra politica, finanza, criminalità e apparati dello Stato. I dati sono allarmanti e ci riferiscono di un’emergenza criminalità che mette in pericolo la sicurezza anche di altri Paesi. Non è un caso che il sottosegretario alla giustizia Usa, Lanny Breuer, abbia ribadito che le …