Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

"Gli inconsulti attacchi alla Consulta", di Enzo Costa

Quella dei pm di sinistra che per boicottare il centrodestra ne impugnano le leggi rinviandole alla Consulta che le boccia essendo di sinistra, la spara a tormentone: comiziando al vertice del Ppe a Bonn, tuonando all’assise di Federalberghi, sparlando sul web, imbonendo (ieri) all’assemblea di Confcommercio. La tecnica è la reiterazione ossessiva di un’affermazione, parole standard scandite con esibito trasporto, così da colorarle di autenticità e inevitabilità: della serie “Quando ci vuole, ci vuole”. Più le ripete con quella studiata esasperazione (è un maestro del vittimismo feroce), più suonano vere ficcandosi nella testa della “ggente”, facilmente penetrabile dai megafoni catodici. Una tesi opinabile, per usare un eufemismo, o ad essere espliciti basata su bugie diffamatorie (pm e Consulta che avversano e cancellano leggi per faziosità politica, e non perché sono leggi incostituzionali), diventa verità per moltissimi cittadini, disinformati dalle tv del Capo, spargitore del refrain. Se questa è la sperimentata tecnica di costruzione di una bufala, perché non opporvi una tecnica di decostruzione? Ci si limita all’automatismo di un generico sdegno per l’attacco alla magistratura, …

Il Pd ad Alfano: subito il nuovo magistrato di sorveglianza

Il rinvio sine die delle udienze sta provocando la reclusione forzata di molti detenuti e internati negli istituti modenesi. L’on. Ghizzoni: “Grave lesione della libertà personale” Il trasferimento del Magistrato di sorveglianza di Modena, avvenuto lo scorso 10 giugno, sta provocando la reclusione forzata di molti detenuti e internati negli istituti modenesi. La denuncia arriva dall’on. Manuela Ghizzoni del Pd che in un’interrogazione al ministro Alfano chiede di “verificare urgentemente la situazione presso il competente Tribunale di Sorveglianza di Bologna” e provvedere al più presto alla nomina del nuovo magistrato. Il Magistrato di Sorveglianza di Modena è competente a decidere per i detenuti nella Casa Circondariale Sant’Anna (oltre 550 persone), per gli internati sottoposti a misura di sicurezza nella Casa di Lavoro di Saliceta San Giuliano e nella Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia (Modena) che ospita anche detenuti in custodia attenuata. “Il trasferimento del magistrato – spiega la parlamentare del Pd – ha impedito lo svolgimento dell’udienza del 16 giugno che è stata rinviata sine die. E nemmeno per le udienze del 30 giugno …

"Ru486, il Lazio si mobilita contro lo stop di Polverini", di Gioia Salvatori

«Ru486, liberatela». Con questo slogan ieri alcune decine di persone hanno manifestato sotto le finestre della Regione Lazio dove la neo-eletta governatrice Renata Polverini si è rimangiata le aperture della campagna elettorale per emanare un decreto che di fatto ha stoppato la somministrazione della pillola abortiva. Il provvedimento della governatrice, che è anche commissario alla sanità, è arrivato dopo l’uso, all’ospedale Grassi di Ostia, di una pillola abortiva. La Polverini impone all’Asp (agenzia di sanità pubblica) di fare una ricognizione dei posti letto dedicati e delle strutture idonee alla somministrazione della pillola. Un modo goffo e macchinoso per proibire di fatto l’uso della Ru486, dicono Radicali, Sel, Pd, Cgil, Rifondazione e Idv, riuniti in protesta. «È evidente che tutti i reparti di interruzione volontaria di gravidanza dove si applica la 194 sono idonei a praticare l’aborto farmacologico e che è assurdo scrivere il numero dei posti letto dedicati: se nessuna donna si presenta in quel reparto per prendere la Ru486, che succede? Li lasciamo vuoti, i letti dedicati? L’Asp decida e decida subito, perché le …

"La buona democrazia e il pericolo delle oligarchie", di Gustavo Zagrebelsky

Nel nostro Paese chi distingue la cattiva democrazia dalla buona incappa solitamente in un interdetto: se critichi la democrazia è perché non sei democratico o non lo sei abbastanza, non accetti il responso delle urne, vuoi «delegittimare» chi ha vinto le elezioni. Vorresti che le cose andassero altrimenti da come le vedi tu; che la maggioranza seguisse le tue, non le sue, idee. Tu dici e pensi questo e quello, ma la maggioranza fa tutt´altro. Non te ne dai pace e, invece d´adeguarti in nome del popolo, ti ostini, in nome di non si sa quale altro principio o diritto, anzi in nome della tua presunzione, a non riconoscere d´avere torto. Così, sei non lealmente democratico, ma subdolamente aristocratico, perché pensi tu d´avere, solo o con i tuoi (pochi) amici, la verità in tasca. Non capisci d´essere fuori della storia, uno sconfitto che avrebbe solo il dovere di tacere, mettersi da parte e lasciare il passo ai tempi che avanzano, alla storia che si realizza. In breve: cosciente o non cosciente, sei un «azionista», tra …

"La protesta continua", di Vincenzo Mulè

Scendono ancora in piazza gli abitanti de L’Aquila, trasferiti in paesi irraggiungibili ed esclusi da ogni tipo di ricostruzione. Intanto nel centro della città tutto è fermo e il governo non ha i soldi per proseguire. Il suo volto peggiore, L’Aquila lo rivela di notte. Quando le case, che di giorno sembrano “normalmente” abitate, rimangono buie. E in silenzio. Quando cala il buio, poi, il centro vive un’anomala agitazione. Proprio nella zona rossa, quella interdetta agli abitanti e dove in molti nella fretta di fuggire al sisma hanno lasciato tutto, uno strano via vai di furgoni attira l’attenzione. «è il secondo turno degli operai – affermano gli aquilani -. Di giorno sono impegnati nella ricostruzione. Di notte, arricchiscono il proprio portafogli entrando nelle case ormai abbandonate». Un meccanismo perverso, spiegano le stesse persone che ne sono rimaste vittime. «Chi ha ottenuto un’abitazione con il pano C.a.s.e., infatti, è costretto a lasciare tutto nelle strutture pericolanti. Questo perché nei nuovi alloggi «non si può attaccare nemmeno un quadro». L’Aquila è un caso che andrebbe attentamente studiato. …

Nessuno tocchi i blog

Art.1, comma 29 del ddl intercettazioni: i blogger devono pubblicare le richieste di rettifica in 48 ore o pagare fino a 12.500 euro. Aboliamo questa norma Da pochi giorni in Senato la maggioranza con la trentesima fiducia ha approvato il ddl intercettazioni: un testo che tutela meglio i criminali dei cittadini e uccide il diritto ad essere informati. Tra i commi del testo ci sono attacchi e censure anche alla Rete. Una pagina davvero brutta per la democrazia italiana, il ddl intercettazioni dopo 2 anni di gestazione si dimostra un grande esproprio della democrazia e dell’informazione, dove le notizie cattive si sommano, e ora toccano anche il controllo e la censura della Rete. Come hanno indicato i senatori del Pd Vincenzo Vita e Felice Casson tra i tanti passaggi liberticidi e censori del maxiemendamento sulle intercettazioni ce n’è anche uno devastante per la rete. Infatti, per ciò che attiene alla ‘rettifica’, si equiparano i siti informatici ai giornali, dando ai blogger l’obbligo di rettifica in 48 ore. Il comma 29 dell’art. 1 prevede che la …

"La fabbrica che non spreca un minuto così nasce l´operaio a ciclo continuo", di Paolo Griseri

Si riducono al minimo i tempi morti, tutti i pezzi sono più vicini alla postazione, il lavoratore deve solo muovere il busto. A Pomigliano arriva la metrica del lavoro alla giapponese, con tanto di computer e tabelle cronometriche da far rispettare. Nella giornata della tuta blu di Pomigliano saranno 25.200. Non uno di meno, non uno di più. 25.200 secondi per lavorare, per ripetere 350 volte la stessa operazione che dunque non può durare meno di 72 secondi. Perché così dice la metrica. Anche le fabbriche, come le orchestre, ce l´hanno. Sono le regole che danno il ritmo alla linea e che dunque stabiliscono l´intensità di lavoro dei singoli operai. Tutti devono, inevitabilmente, muoversi allo stesso ritmo. Una danza faticosa. Da un secolo le regole di quella danza sono al centro della contrattazione sindacale. Hanno nomi astrusi: Tmc1, Tmc2, Ergo-Uas. Il primo a imporle fu, nel 1911, un ingegnere della Pennsylvania, Frederick Taylor, che spezzettò il lavoro degli operai in decine di micro movimenti stabilendo per ciascuno un tempo massimo di svolgimento. Dalla nascita del …