Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

"Il perché di una pagina bianca", di Ezio Mauro

Una prima pagina bianca, per testimoniare ai lettori e al Paese che ieri è intervenuta per legge una violenza nel circuito democratico attraverso il quale i giornali informano e i cittadini si rendono consapevoli, dunque giudicano e controllano. Una violenza consumata dal governo, che con il voto di fiducia per evitare sorprese ha approvato al Senato la legge sulle intercettazioni telefoniche, che è in realtà una legge sulla libertà: la libertà di cercare le prove dei reati secondo le procedure di tutti i Paesi civili – nel dovere dello Stato di garantire la legalità e di rendere giustizia – e la libertà dei cittadini di accedere alle informazioni necessarie per conoscere e per sapere, dunque per giudicare. La violenza di maggioranza è qui: nel voler limitare fino all’ostruzionismo irragionevole l’attività della magistratura nel contrasto al crimine, restringendo la possibilità di usare le intercettazioni per la ricerca delle prove dei reati. E nel voler impedire che i cittadini vengano informati del contenuto delle intercettazioni, impedendo ai giornali la libera valutazione delle notizie, nell’interesse dei lettori. Tutto …

"Non e l`articolo 41 della Costituzione a frenare la liberta di impresa" di Pietro Ichino

Caro Direttore, il ministro dell`Economia ha ragione quando, nella sua intervista al Corriere del 1° giugno scorso, osserva che l`articolo 41 della Costituzione, in materia di libertà d`impresa, richiederebbe un po` di restyling. Ma – mi sembra – egli sbaglia quando presenta questa riscrittura della norma come necessaria per l`eliminazione dei molti lacci e lacciuoli che frenano la nostra già troppo pigra economia: l`articolo 41 non impedisce affatto né gli interventi di liberalizzazione né quelli di semplificazione. Una sua riscrittura parziale sarebbe opportuna per introdurre nella Carta un principio che fa già parte della nostra «costituzione materiale», ma era stato sottovalutato dai padri costituenti: quello che viene comunemente indicato con l`espressione «antitrust» e che ha come corollari la tutela della libertà di concorrenza nei mercati e la necessità di scioglimento dei monopoli in tutti i casi in cui questo è materialmente possibile. L`intervento del legislatore costituzionale potrebbe anche essere l`occasione buona per togliere dall`articolo 41 quel tanto di dirigismo che si esprime nel terzo comma, dove si prevedono «programmi e controlli» necessari per «indirizzare a …

"Quella falsa parità", di Lietta Tornabuoni

Parlare di parità tra donne e uomini a proposito di pensioni è una menzogna sfacciata, e magari anche una gran porcheria. Eppure con aria virtuosa, convinti di dire qualcosa di equo, civile, moderno, tutti sembrano d’accordo: fissare l’età pensionabile a 65 anni per le lavoratrici pubbliche è un nuovo passo sulla via della parità; del resto corrisponde a un ordine europeo, non ci sono rimedi, bisogna farlo ed è giusto così. Ma dovremmo sapere tutti che le indicazioni europee non sono mai state considerate ultimatum o diktat (altrimenti i conti pubblici, nostri e altrui, sarebbero in altre condizioni): sono appunto indicazioni, con le quali si può patteggiare, rinviare, limitare e arrangiarsi, almeno nel Paese delle pensioni baby. Dovremmo sapere tutti che le indicazioni europee diventano imperiose e impossibili da non rispettare soltanto quando convengono ai governi, quando rappresentano un buon pretesto per fare quanto serve ai governi e far sì che siano i cittadini a pagarne il prezzo. Quanto alla parità, è vergognoso usare una causa giusta per ottenere un risultato ingiusto. Nel lavoro, tra …

Approvata la Legge sulla dislessia. Soddisfazione dell’On. Ghizzoni, relatrice del provvedimento

La Camera ha approvato all’unanimità la legge sulla dislessia. Ora l’iter della legge prosegue al Senato. Soddisfazione è stata espressa dall’on. Manuela Ghizzoni (Pd), relatrice del provvedimento e presentatrice di una proposta di legge. Ecco la sua dichiarazione. «Esprimo grande soddisfazione per l’approvazione all’unanimità della nuova legge sulla dislessia e sui disturbi specifici d’apprendimento. L’ampia condivisione del testo e il finanziamento di ben 2 milioni di euro per la formazione del personale scolastico sono certamente una buona notizia per le famiglie dei ragazzi con Dsa. Adesso l’iter legislativo proseguirà al Senato dove ci auguriamo si possa arrivare rapidamente all’approvazione definitiva. L’obiettivo è quello di dare risposte a migliaia di bambini con difficoltà specifiche di apprendimento nella lettura, nella scrittura e nel calcolo. Stiamo parlando di una realtà molto numerosa che rappresenta tra il 3 e il 5 per cento degli alunni in età scolare ai quali per troppo tempo è stato precluso, se non contrastato, il diritto allo studio, al successo scolastico e ad un apprendimento appagante. Auspichiamo inoltre che lo stanziamento a favore della …

Ichino: "Proposta choc. Tremonti abbassi le tasse alle lavoratrici", di Carlo Bertini

Credo sia giusto accettare questo vincolo non considerandolo una sconfitta nè subendolo, ma assumendo come interesse nazionale prioritario questo passaggio ad un nuovo equilibrio. Bisogna cogliere questa occasione preziosa che l’Europa ci offre per uscire dal nostro vecchio “equilibrio mediterraneo” anche perché i periodi di grave crisi sono quelli in cui scelte del genere si possono fare con maggiore incisività». Il senatore Pietro Ichino, uno dei massimi esperti italiani di diritto del lavoro, è solito assumere posizioni controcorrente nel suo partito, il PD. Ma in questo caso va anche oltre, rivolgendo una «proposta choc» a Tremonti. Cosa dovrebbe fare il governo, professore? «L’Europa non ci chiede soltanto questa misura di parità previdenziale, ma anche un drastico aumento del tasso di occupazione femminile, dal 46% al 60%. Noi oggi siamo gravemente inadempienti su entrambi i fronti. L’Europa ci chiede di non usare anche le. pensioni per tenere le donne lontane dal lavoro professionale e l’Italia ha bisogno proprio di questo per ripartire». Intanto è giusto mettersi in regola sulle pensioni? «Sì e aggiungo che per ogni …

"Veneto, no ai trapianti per gli handicap gravi", di Maria Zegarelli

Uno scivolone, l’ennesimo, che stavolta ha fatto fare all’Italia una figuraccia davanti al mondo scientifico internazionale. Uno scivolone e un uso maldestro – preferiamo pensarla così – delle parole e del loro significato che hanno costretto la Lega a a ingranare la retromarcia. L’handicap e il trapianto Questa la storia: nell’allegato A delle «linee Guida per la Valutazione e l’assistenza psicologica in area donazione -trapianto» del marzo 2009, la Regione Veneto ha escluso dai trapianti di organo le persone con danni cerebrali irreversibili; quelle con ritardo mentale fissando il quoziente intellettivo inferiore a 50 e coloro che hanno tentato da poco il suicidio. Fattori questi ritenuti «controindicazioni assolute». Di questa gravissima discriminazione non se ne è fatta parola fino a quando due docenti cattolici del Gemelli di Roma, Nicola Pannocchia e Maurizio Bossola e uno psicologo dell’Università della California, Giacomo Vivanti, non hanno sollevato il caso raccontandolo su una delle più prestigiose riviste americane, «American Jorunal of Transplantation». «Non c’è nessuna prova scientifica che giustifichi l’esclusione dal trapianto delle persone con disabilità intellettiva – hanno …

"La previdenza flessibile", di Tito Boeri

La nostra infrazione è figlia di un´entrata in vigore troppo lenta della riforma che ha introdotto il sistema contributivo. La Svezia invece ha previsto una transizione molto più rapida. È passata una sola settimana e il governo deve tornare a mettere mano al capitolo pensioni. Anche questa volta colpendo soprattutto le donne. Vediamo perché, come si è arrivati a questa situazione, quali risparmi siano conseguibili con le misure che il governo si appresta a varare e come cercare di ridurre le iniquità di questi interventi. La Commissione Europea non interviene sui regimi previdenziali degli stati membri, non ne ha la facoltà. Deve però garantire, come guardiana del Trattato istitutivo della Comunità Europea, una parità di trattamento tra uomini e donne da parte dei loro datori di lavoro. Lo Stato è il datore di lavoro dei pubblici dipendenti. Come tale, secondo la Corte di giustizia europea, non può trattare diversamente uomini e donne, offrendo a queste ultime la possibilità di andare in pensione a 60 anziché a 65 anni. Se lo Stato non è datore di …