Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

«Donne e pensione, la flessibilità è la vera risposta», di Cesare Damiano e Sandro Gozi

Il governo italiano è stato nuovamente bocciato in Europa. Ieri la Commissione europea ha dichiarato che la soluzione proposta dall’Italia sull’età pensionabile non risolve nulla, poiché mantiene il trattamento discriminatorio tra uomini e donne. Va chiarito innanzitutto che l’Europa non ci impone un’età determinata – 60, 65 o 70 anni -, ma ci chiede di eliminare tutte le discriminazioni. La sentenza del 2008 della Corte di Giustizia è stata invece strumentalizzata dal governo italiano per raggiungere obiettivi ben lontani da quelli previsti dai trattati europei. Oggi, il governo italiano si nasconde dietro l’Europa per imporre un semplice innalzamento dell’età pensionabile delle donne a 65 anni senza, peraltro, una esplicita destinazione delle risorse risparmiate a vantaggio delle donne stesse. Il risultato sarebbe un netto peggioramento delle condizioni delle lavoratrici presentato come “imposto da Bruxelles”, utilizzando di nuovo l’Unione europea come comodo capro espiatorio.Quali soluzioni alternative a quelle di Brunetta e Sacconi? Partiamo dalla sentenza stessa. Secondo la Corte, la motivazione all’origine della differenza di età pensionabile tra uomini e donne – risarcire le donne per la …

Errani: "Le misure manderanno in tilt gli ospedali si mettono in gioco i livelli di assistenza", di Stefania Parmeggiani

«La manovra finanziaria deve essere modificata. Non può intaccare il livello dei servizi e delle cure erogate». Vasco Errani, governatore dell´Emilia Romagna, appena riconfermato presidente della conferenza delle Regioni, condivide e rilancia l´appello dell´Aiom, l´associazione italiana di oncologia medica. E fa una proposta: «I risparmi sulla spesa farmaceutica restino alla Sanità». Presidente, gli oncologi temono il taglio trasversale del personale, che potrebbe indurre strutture già sofferenti a chiudere con un aumento dei viaggi della speranza. Ritiene la previsione azzardata? «Condivido la preoccupazione perché c´è un problema molto serio legato al turnover. Corriamo il rischio che il blocco indiscriminato nel corso dei prossimi due anni sottragga personale specializzato all´assistenza ospedaliera e territoriale». Stiamo parlando di reparti a rischio chiusura e di macchinari inutilizzabili? «Dico semplicemente che prima di applicare una misura come questa è necessario verificare i suoi effetti. Ci vuole un esame attento e puntuale. Non possiamo ritrovarci con una carenza di organico che rallenti o, a seconda delle situazioni, blocchi l´attività. E´ impensabile un calo della qualità nelle cure anti-cancro». Si temono anche ripercussioni …

"A Gaza, dove s’impara a sopravvivere senza cibo né acqua", di Umberto De Giovannangeli

Ragazzini. Un milione e mezzo di abitanti, il 54% ha meno di 18 anni. La sete. Il 90% dei pozzi è contaminato, si compra da bere dai privati. La fame. Tra le merci proibite anche pasta, riso datteri e marmellata. Hamas. È ovunque, controlla l’economia dei tunnel e le opere «caritatevoli» La Flottilla. «Quei morti per noi sono degli eroi sono shahid, martiri». Shayma, 13 anni: «Prima della guerra ero davvero brava a scuola, ora non posso studiare». Muhammad, 7 mesi: «È morto perché con l’embargo non abbiamo strumenti per operare» Nemmeno al tuo peggior nemico puoi augurare di «vivere» in questa prigione sventrata, con le fogne a cielo aperto, con i bambini che giocano a scalare montagne di rifiuti in una gabbia ridotta ad un cumulo di macerie, isolata dal mondo. Il caldo soffocante moltiplica il bisogno di acqua. Quasi un miraggio, un bene divenuto di lusso dopo tre anni di embargo. Perché nella Striscia il 90% dei pozzi è chimicamente contaminato e l’acqua di casa non è potabile, per cui la gente è …

"La battaglia non è finita", di Stefano Rodotà

Ora che sembra profilarsi una qualche marcia indietro, varrebbe la pena di stilare un impietoso catalogo delle dichiarazioni tracotanti che, nei giorni scorsi e nei luoghi più disparati, erano venute da “autorevoli” esponenti di governo e maggioranza per difendere le norme contenute nel disegno di legge sulle intercettazioni. Norme di cui si proclamavano l´assoluta necessità e immodificabilità per tutelare i diritti delle persone, l´intangibilità dello Stato di diritto, e via imbrogliando. Sarebbe un buon servizio per i cittadini, almeno per quelli che vogliono mantenere una attitudine critica verso chi li rappresenta e governa. Ma non credo che avrebbe alcun effetto su un ceto politico ormai abituato ad una disinvoltura che sconfina in una sfrontatezza che fa negare l´evidenza, dimenticare le dichiarazioni del giorno prima, dire tutto e il suo contrario. Per questo bisogna mantenere un giusto distacco, essere massimamente cauti di fronte all´annuncio di emendamenti che dovrebbero migliorare quel testo sciagurato. Costretti a rimettere le mani su norme di cui al Senato si erano addirittura induriti gli aspetti più aggressivi, Berlusconi e i suoi hanno …

«Le mogli lavorano già adesso due ore al giorno più dei mariti», di Barbara Ardù

Il pensionamento ai 65 anni? L´unica parità con gli uomini in un mare di disparità Nel mondo del lavoro tra uomini e donne forse l´unica parità raggiunta, almeno in Italia, è sull´età pensionabile nel pubblico impiego. A casa non prima dei 65 anni. Per il resto è tutta una disparità. Quando lavorano le donne guadagnano meno degli uomini e in poche arrivano a ruoli dirigenziali. Sono, insieme ai giovani, le nuove protagoniste del precariato, tant´è che pur rappresentando il 38 per cento degli occupati, raggiungono il 51 per cento tra i lavoratori instabili. E per finire quando “staccano” sono loro a sobbarcarsi la fatica del vivere quotidiano: la cura dei figli, la spesa, gli anziani, la casa. Un doppio lavoro che secondo l´Istat vale quasi due ore in più al giorno rispetto a quanto faticano mariti, fratelli o compagni. Comunque uomini. Pulire, cucinare, fare ordine è, per il 90 per cento delle famiglie italiane, un lavoro da donne. Esclusivamente femminile, se parliamo di lavare e stirare. Va un po´ meglio, secondo i dati Istat, solo …

"Noi e loro più distanti", di Michele Brambilla

Di fronte al profluvio di notizie che da settimane si riversa sui giornali a proposito dell’inchiesta sulla cosiddetta «cricca» gran parte dei politici sono indotti a cedere alla tentazione di reagire con le maniere forti. L’inchiesta sta alzando il velo, più ancora che su responsabilità penali personali, sulla disinvoltura con cui un certo mondo gestisce il proprio potere, con i suoi regali agli amici degli amici e i suoi «aumma-aumma». Le «maniere forti» che i politici sono tentati di usare non consistono nella volontà di punire quel malcostume: ma nel mettere una museruola a coloro che quel malcostume lo rendono noto. Si dice infatti che tutto questo parlare di appalti e politica, di case e di massaggi, non sia altro che «macelleria mediatica». E’ il termine usato ad esempio da Guido Bertolaso, che ha negato di avere avuto in omaggio dal costruttore Anemone l’affitto di una casa. Ha naturalmente il diritto di difendersi, così come ciascuno di noi ha il dovere di non ritenerlo colpevole prima di una prova provata. C’è però da riflettere su …

"Moni Ovadia: io sono solidale col popolo palestinese, proprio perché sono ebreo", di Alberto Baldazzi

Moni Ovadia: anche oggi i telegiornali, forse di fronte alla gravità estrema di quello che è successo nei mari antistanti i territori palestinesi questa notte, hanno proprio difficoltà a rendere agli italiani l’assurdità di quello che è accaduto . Il problema di questa notte, di queste ore, ma in generale della questione medio – orientale. Ecco: tu come pensi che i nostri Media, e non soltanto quelli italiani, abbiano rappresentato questo dramma, e lo stiano rappresentando? “No, non lo rappresentano, perché sono … con rarissime eccezioni … presi da se stessi, cioè: la prima preoccupazione che hanno è “ stiamo attenti a quello che diciamo”, non “ stiamo attenti a quello che dobbiamo dire”, e quindi “ diciamolo bene, in modo da mettere l’accento sulla gravità e sulla responsabilità”, ma “ stiamo attenti a come lo diciamo, che poi non ne dobbiamo subirne delle conseguenze …”. La pavidità, e l’auto-perpetuazione di un sistema che non è più di informazione , ma di auto comunicazione; è questo che domina.” Sarebbe facile dire: stanotte è stato compiuto …