Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

Intercettazioni, tutti contro tutti nella maggioranza

Botta e risposta tra Finie Schifani. Migliavacca: “E per fortuna dovevano essere il partito dell’amore”. Sulle intercettazioni Fini attacca Schifani,che replica, Fini rireplicae e Bondi e Quagliarello lo attaccano. Scene di un ordinario pomeriggio della maggioranza che coinvolgono però la seconda e la terza carica dello Stato… L’Aula del Senato affronta l’esame del ddl intercettazioni, il presidente della Camera Gianfranco Fini, attacca il provvedimento: “Ho dubbi sul testo al Senato del ddl sulle intercettazioni, è opportuno che il Parlamento rifletta ancora su questo testo»” Fini cita in particolare la norma transitoria (una modifica che rende applicabile il nuovo giro di vite anche ai procedimenti in corso)in contrasto con il principio di ragionevolezza: “Mi inquieta un po’ anche il limite di tempo. Io non so se i 75 giorni sono un numero giusto o sbagliato: ma se si capisce che il giorno successivo al 75esimo accade qualcosa non si può continuare?”». Per il presidente della Camera “nn si può perciò usare la mannaia”. “Il ruolo del presidente del Senato è un ruolo di garanzia dei diritti …

"Disubbidienza civile per garantire il rispetto della Costituzione", intervista a Nadia Urbinati di Jolanda Buffalini

Malacoscienza è la definizione che alla fine trova Nadia Urbinati, politologa “pendolare” fra Stati Uniti (dove insegna alla Columbia University) e l’Italia. È la cattiva coscienza di una maggioranza che forza il dettato costituzionale sapendo di farlo. Ed è questa la ragione che spiega, sul piano etico e politico, perché si sta producendo in Italia una situazione che dà senso alla disubbidienza civile. Malacoscienza perché quella maggioranza «sa bene che è altamente probabile che il testo sulle intercettazioni non potrà superare il vaglio della Corte Costituzionale. Però potrà sfruttare ai propri fini il lasso di tempo in cui la legge sulle intercettazioni sarà quella approvata dalla maggioranza in Parlamento, e questo produrrà un danno alle nostre libertà». Lei considera quindi opportuna la disubbidienza civile in queste circostanze? «La disubbidienza civile è l’ultima risorsa, l’estrema ratio. È un’azione certamente politica ma che è messa in atto da individui, dal singolo giornalista, dal singolo magistrato che rischia. Prima di questo, la situazione ottimale sarebbe la mobilitazione politica più ampia possibile, attraverso l’impegno individuale e collettivo dei cittadini, …

Un attacco ingiustificato

Israele attacca nave con aiuti umanitari a bordo: 19 morti. Bersani: “Israele deve rispondere alla comunità internazionale di quello che è successo”. Fassino: “Il gravissimo assalto alle navi delle Ong è gravido di conseguenze negative per il processo di pace in Medio Oriente e rischia di neutralizzare ogni sforzo da parte della comunità internazionale” Israele attacca. La marina e gli elicotteri israeliani hanno assaltato la nave turca della Freedom Flotilla con a bordo volontari delle ong internazionali diretti verso la Striscia per portare aiuti umanitari ai palestinesi. Il bilancio è tragico: 19 morti. Un gesto ingiustificato e spropositato motivato da dichiarazioni molto paradossali: per il governo di Netanyahu l’attività dei pacifisti era una “provocazione premeditata. Abbiamo trovato armi a bordo e sono stati feriti i nostri soldati”. La Ue ha aperto un’inchiesta dopo la protesta diplomatica in molti Paesi. Dal canto suo Israele si è chiusa in un silenzio assordante chiedendo il rimpatrio immediato dei suoi cittadini dalla Turchia. Dal Ministero degli Esteri italiano arrivano notizie rassicuranti: “Non risultano italiani tra vittime” Per Pier Luigi …

"Stesso sangue stessi diritti. Braccianti indiani in piazza", di Roberto Rossi

Stesso sangue, stessi diritti”. Tra piazza della Libertà e largo caduti di Nassirya, in una Latina deserta e indifferente, davanti al tetro palazzo della Prefettura e sotto un cielo coperto e afoso, per la prima volta nel nostro Paese la rappresentanza di un’intera comunità di immigrati, quasi tutti indiani e braccianti agricoli, ha scioperato e manifestato. Lo ha fatto per reclamare giustizia, dignità e, come recitava, lo striscione di apertura “stessi diritti” degli italiani. Lo ha fatto, sotto le insegne della Flai-Cgil, in modo ordinato e pacifico, per far capire a una città intera, e forse anche a una nazione che ignora o, peggio, tollera la loro condizione, di non volere mai più essere, come cantavano durante la marcia, “schiavi” o “animali”ma“delle persone normali”. Eppure sciopero per “i nuovi cittadini”, come si definiscono, è una parola che ancora spaventa. Dei 500 presenti ieri in piazza, ci spiega Vicky, un giovane Sikh tra gli artefici della manifestazione, solo una fetta, circa il 70%, ha veramente incrociato le braccia. Il resto ha lavorato nei campi la mattina, …

Intercettazioni: il governo fa un passo indietro…e inciampa

A volte la toppa è peggio dello strappo. È un peccato che il Pdl non abbia dato retta a questo saggio detto popolare per evitare una brutta figura per se e l’ennesimo danno al Paese. Dopo il vergognoso ddl intercettazioni, arrivano gli emendamenti, se è possibile ancora più deleteri del testo messo a punto dalla commissione Giustizia del Senato. 11 modifiche targate Pdl e Lega e destinate, a loro modo di vedere, a placare il dissenso dell’opposizione, della società civile, della magistratura, dell’informazione e addirittura della stampa estera. Purtroppo i nuovi emendamenti non soddisfano, anzi confermano lo sbando di un governo preoccupato solo di compiacere il capo. Nonostante qualche limatura per quanto riguarda le sanzioni alla stampa e le pubblicazioni delle intercettazioni, negli emendamenti concesse per riassunto dopo la conclusione delle indagini preliminari, rimane il nodo delle intercettazioni ambientali. Per richiederle sono ancora necessari fondati motivi di ritenere che in quel momento sia in atto un fatto criminoso. Un presupposto che di fatto le rende inutilizzabili, praticamente inesistenti. Il Pd ha promesso ostruzionismo in aula …

"Dilettanti allo sbaraglio sulla non autosufficienza", di Chiara Saraceno

Una proposta di legge affronta due temi finora trascurati nel nostro sistema di welfare: le necessità di cura delle persone non autosufficienti e la conciliazione con il lavoro remunerato. Ma la norma riesce a essere contemporaneamente vecchia, ingiusta e inefficace. Perché lo strumento scelto è il pre-pensionamento, che favorisce l’uscita dal mercato del lavoro e non la conciliazione. Perché non adotta un approccio universalista e garantisce condizioni più vantaggiose ai lavoratori pubblici. Perché scarica ancora una volta sulle famiglie l’onere del lavoro di cura. Nella seduta del 14 maggio la Camera ha approvato quasi all’unanimità le “Norme in favore dei lavoratori che assistono familiari gravemente disabili”. (1) Il testo, che ora passa all’esame del Senato, rappresenta la sintesi di ben quattordici proposte di legge presentate da esponenti di pressoché tutte le parti politiche. La norma affronta due temi fin qui troppo trascurati nel sistema di welfare italiano: (1) le necessità di cura delle persone non autosufficienti; (2) la conciliazione tra lavoro remunerato e cura dei familiari non autosufficienti. La soluzione proposta, tuttavia, riesce a essere …

Il giudice: «Ruffini torni al suo posto, la Rai agì per discriminazione»

«Reintegrare Paolo Ruffini alla direzione di Raitre». Lo ha disposto il giudice del lavoro di Roma, accogliendo il ricorso presentato da Ruffini dopo la sua sostituzione, alla fine dello scorso novembre, con Antonio Di Bella. «Indizi gravi, precisi e concordanti» collegano la sostituzione di Paolo Ruffini alla direzione di Raitre all’aperta critica al contenuto di alcuni programmi della rete. Per cui la «delibera di sostituzione del vertice di Raitre non appare dettata da reali esigenze di riorganizzazione imprenditoriale presentando invece un chiaro connotato di motivazione discriminatoria e quindi illecita». Si è espresso così il giudice del lavoro del tribunale civile di Roma che con un’ordinanza ha ordinato alla Rai di adibire Ruffini «all’attività lavorativa come dirigente editoriale direttore di Raitre». Sulla vicenda, la Rai prende atto dell’ordinanza e proporrà immediato reclamo al Giudice superiore. Lo rende noto l’azienda con un comunicato stampa. «Rai sottolinea – prosegue la nota – che l’ordinanza peraltro non caduca la delibera di nomina del nuovo Direttore di Raitre che pertanto potrà continuare a svolgere regolarmente il proprio mandato». E Di …