Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

"Ru486. Il turismo dei diritti", di Stefano Rodotà

Strane parole percorrono l´Italia. “Federalismo etico” è una formula che descrive bene non solo un clima, ma una deriva istituzionale già avviata e che può dare il vero tono all´annunciata stagione delle riforme. Quando il neopresidente del Piemonte ha parlato di pillole RU 486 che sarebbero “rimaste in magazzino”, si è materializzata davanti ai nostri occhi un´Italia nella quale i diritti fondamentali non sono più un patrimonio che accompagna ogni persona, quale che sia il luogo in cui si trova. Ma dipendono dalla regione in cui vive, dai capricci della maggioranza d´un momento. Non è una novità in assoluto. Ricordate le ultime fasi della drammatica vicenda Englaro, quando i suoi familiari erano alla ricerca di una struttura ospedaliera dove Eluana potesse trovare quella morte dignitosa che i giudici avevano riconosciuto essere un suo diritto? Il presidente della Lombardia levò alte mura intorno alla sua regione, mentre la presidente del Piemonte correttamente disse che non si sarebbe opposta al ricovero. I giudici amministrativi ritennero illegittima la decisione di Formigoni, ma una rottura si era già consumata …

"La Lega ha già diviso l'Italia: a Bari c'è la Ru486 a Torino no", di Maria Zegarelli

«Noi siamo pronti, mercoledì avremo a disposizione le dieci scatole di Ru486 ordinate dalla farmacia centrale e poi valuteremo caso per caso a quali donne somministrare la pillola abortiva». Il dottor Nicola Blasi, responsabile delle interruzioni di gravidanza del Policlinico di Bari Giovanni XXIII stamattina incontrerà il direttore generale per stabilire se sarà necessario o meno il ricovero di tre giorni nella struttura ospedaliera e poi, domani procederà alle prime somministrazioni. Sono circa sette le donne che hanno chiesto di poter effettuare l’aborto farmacologico, «ma considerati i tempi lunghi in cui si è finalmente delineata questa vicenda, presumo che alcune di loro abbiano già superato le sette settimane di gravidanza entro le quali è possibile optare per la Ru486», spiega il medico. Non è affatto preoccupato dalle polemiche esplose di nuovo intorno alla pillola abortiva all’indomani delle regionali con l’annuncio dei neo governatori di Veneto e Piemonte, Zaia e Cota, di voler bloccare il farmaco nelle loro regioni. «Noi applichiamo la legge», ribadisce il medico. In un paese che di normale ha sempre meno, dove …

"Immigrati, l'accoglienza parte dalle donne", di Naomi Wolf

Il decennio appena trascorso ha dimostrato (ed è l’ennesima volta) che dare più potere alle donne è la chiave per risolvere molti problemi all’apparenza intrattabili. La povertà nei Paesi in via di sviluppo sembrava impossibile da sradicare finché il micro-credito non ha cominciato a vedere milioni di donne a basso reddito e abbandonate a se stesse come potenziali imprenditrici. Coinvolgere le donne africane nelle decisioni sulle produzioni agricole ha reso possibili nuove pratiche agricole eco-sostenibili. L’esplosione demografica è diventata controllabile quando le donne hanno avuto accesso alle opportunità di istruzione e di business al pari della contraccezione. Le tensioni e i conflitti che circondano l’immigrazione in Europa potrebbero essere un altro problema per il quale dare più potere alle donne recherebbe con sé la soluzione? In una recente visita a Copenhagen per la giornata internazionale della donna ho preso parte a molte discussioni che replicavano altre già avute in varie parti d’Europa: cittadini di ogni sezione dello spettro politico si confrontavano a fatica con la questione dell’immigrazione non-europea e le tensioni culturali che ne sono …

Continuavano a chiamarlo “equo compenso”, di Marco Pierani

Alt! Chi siete? Cosa fate? Cosa Portate? … Sì, ma quanti siete?…un fiorino!!! Ricorderete sicuramente la surreale quanto esilarante gag valorizzata dal genio di due dei migliori comici italiani alle prese con un ottuso “doganiere” medioevale nel film Non ci resta che piangere. Benigni e Troisi, cittadini del ventesimo secolo, catapultati per uno scherzo del destino nel 1492 in un’Italia allora divisa in numerosi principati, ducati e staterelli ne passano di tutti i colori e, nel caso di specie, si trovano ad una frontiera, messa lì solo per succhiare danaro ai sudditi, vessati dal potere costituito. Sembrerebbe una realtà lontana nel tempo di cui poter sorridere senza remore oggi nel 2010. Ebbene, le cose non stanno proprio in questo modo se è vero che, al lordo della più volte dichiarata – ma difficilmente attuabile – volontà politica di ridurre le aliquote IRPEF, continuano di fatto ad esistere in alcuni settori vere e proprie gabelle in tutto a questa comparabili ed anzi, a volte, senza alcun passaggio parlamentare ne viene addirittura allargata la portata ad opera …

"Il balletto degli ignavi", di Lorenzo Mondo

Tristissimo e crudamente emblematico ciò che è accaduto in una scuola media di Salò. Durante la lezione di francese, una ragazza dodicenne è stata indotta da tre compagni a prestazioni sessuali, mentre altri, anziché protestare, facevano scudo e l’insegnante continuava imperterrito a interrogare tre allieve, privandole – si direbbe – del piacere di assistere al «gioco». Sogghigni, ribalde allusioni, e nei giorni successivi un’insegnante di italiano, per vederci chiaro e ottenere una indiretta confessione del fatto, ha assegnato un tema a commento di alcuni versi di Dante che condannano gli ignavi, quelli che nella vita non si sono mai schierati: «Ed elli a me, come persona accorta: / “Qui si convien lasciare ogne sospetto; ogne viltà convien che qui sia morta”». Era utile proporre un argomento di riflessione per dei ragazzi che, usi a considerare il sesso nella sua rozza istintualità, avevano mostrato indifferenza o compiacimento davanti al vergognoso episodio. Ma il tema avrebbero dovuto svolgerlo, prima degli allievi, anche gli adulti, in diversa misura corresponsabili. La preside ha decretato dei giorni di sospensione per …

Dopo il record di critiche da Cota e Zaia retromarcia sulla RU486

Tutti contro la crociata leghista: PD, governo, medici. Agostini: “Più fondi ai consultori e per le politiche sociali”. Umberto Veronesi: “Sono incostituzionali”. E invece il neogovernatore piemontese è partito dalla crociata contro la somministrazione della pillola RU4486. Per poi tornare sui suoi passi in tempi record, seguito da Zaia e dal vicepresidente in pectore della Lombardia il leghista Andrea Gibelli, che strafà e come denunciato a Filippo Penati, “si spinge anche più in là e dice che la legge 194 sull’aborto ha fatto il suo tempo. Tanto per cominciare, vorrei ricordargli che ogni rappresentante dello Stato è tenuto a rispettare le leggi, non ad eluderle”. E dalla Calabria anche il neoletto Giuseppe Scopelliti si scopre contrario alla pillola. Oggi il senatore PD Umberto Veronesi, il più famoso degli oncologi italiani e presidente dell’Istituto europeo di Oncologia di Milano, scrive in un articolo su la Repubblica che “le dichiarazioni dei neo-governatori di Piemonte e del Veneto sull’intenzione di non distribuire la pillola sono anticostituzionali”. Un bel pasticcio per Cota, così appena partita la distribuzione tutta Italia …

Lite al Tg1, la Busi resiste «C'è libertà di espressione»

Scontro aperto al Tg1. Da una parte Augusto Minzolini, direttore dal 20 maggio 2009 (voto contrario dei tre consiglieri di opposizione su nove). Dall’altro alcuni conduttori storici (Tiziana Ferrario, Paolo Di Giannantonio e Piero Damosso, sostituiti da Minzolini a partire da lunedì con Francesco Giorgino, Laura Chimenti e Francesca Grimaldi) e soprattutto Maria Luisa Busi, per ora non rimossa ma «richiamata» da Minzolini con una lettera dopo un’intervista rilasciata dalla conduttrice a la Repubblica in cui contestava duramente le «epurazioni» del direttore. La Busi ha risposto a Minzolini con un’altra lettera rivendicando «la libertà di espressione sancita dalla Costituzione e dallo Statuto dei lavoratori e come membro del Consiglio nazionale della Federazione nazionale della Stampa». Il dissidio tra i due è aperto da tempo, soprattutto da quando Maria Luisa Busi, inviata all’Aquila il 21 febbraio (nelle ore della protesta delle carriole) e contestata sul posto al grido di « Tg1 scodinzolini» commentò: «Non posso rispondere dell’informazione in generale che il Tg1 ha dato in questi dieci mesi di terremoto». Le replicò Minzolini: «Giudizi inaccettabili, perché …