"Ru486. Il turismo dei diritti", di Stefano Rodotà
Strane parole percorrono l´Italia. “Federalismo etico” è una formula che descrive bene non solo un clima, ma una deriva istituzionale già avviata e che può dare il vero tono all´annunciata stagione delle riforme. Quando il neopresidente del Piemonte ha parlato di pillole RU 486 che sarebbero “rimaste in magazzino”, si è materializzata davanti ai nostri occhi un´Italia nella quale i diritti fondamentali non sono più un patrimonio che accompagna ogni persona, quale che sia il luogo in cui si trova. Ma dipendono dalla regione in cui vive, dai capricci della maggioranza d´un momento. Non è una novità in assoluto. Ricordate le ultime fasi della drammatica vicenda Englaro, quando i suoi familiari erano alla ricerca di una struttura ospedaliera dove Eluana potesse trovare quella morte dignitosa che i giudici avevano riconosciuto essere un suo diritto? Il presidente della Lombardia levò alte mura intorno alla sua regione, mentre la presidente del Piemonte correttamente disse che non si sarebbe opposta al ricovero. I giudici amministrativi ritennero illegittima la decisione di Formigoni, ma una rottura si era già consumata …
