Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

"Il governo e la lotta alla povertà", di Chiara Saraceno

Ancora una volta Berlusconi ha dichiarato che il suo governo ha risposto alla crisi economica meglio di altri e soprattutto fornendo una protezione più adeguata a chi dalla crisi è stato più colpito. Chi dice il contrario è disfattista e semina odio, per giunta scoraggiando i consumi. Il fatto è che, contrariamente a quanto dichiarato da Berlusconi, Tremonti e Sacconi, le cose non stanno affatto così. La platea di chi è totalmente privo di protezione in Italia rimane molto ampia e le misure pur messe in campo (social card, bonus fiscale, bonus elettrico, cassa integrazione in deroga per co.co.pro. con monocommittente) sono ancora una volta categoriali, e per ciò stesso non adatte a proteggere tutti coloro che sono in un identico stato di bisogno. Inoltre spesso mancano il bersaglio per difetto di impostazione. Molti studi (uno per tutti, Flexi-insecurity, di Berton, Richiardi e Sacchi, il Mulino 2009) hanno documentato l´inadeguatezza del sistema di protezione di chi perde il lavoro, stante non solo la frammentarietà ed eterogeneità degli istituti, ma i molti lacci e lacciuoli che …

"Statali, donne in pensione più tardi. In 3.500 restano in servizio", di Mariolina Iossa

Scattano i nuovi requisiti: a riposo con 61 anni. Entro il 2018 il tetto a 65. Risparmi per 2,5 miliardi destinati alle politiche sociali. Sono 3.500 le dipendenti statali che non potranno andare in pensione nel 2010 e dovranno restare al lavoro per un altro anno. Sono 3.500, secondo i nuovi conti fatti dall’Inpdap, sulle 6 mila che avrebbero raggiunto i requisiti a fine dicembre 2009 secondo la vecchia normativa. Da ieri sono entrate in vigore le nuove norme, che portano l’età pensionabile delle dipendenti della pubblica amministrazione da 60 a 61 anni fino ad arrivare nel 2018 a 65 anni al pari degli uomini, con l’aumento di un anno ogni due. La legge è stata approvata prima dell’estate per adeguare l’Italia, ha sempre sostenuto il governo e in particolare il ministro Brunetta, a una direttiva europea che parifica i criteri pensionistici tra uomini e donne, e dopo il pronunciamento della Corte di giustizia europea. Ma sono state molte le polemiche che hanno preceduto quel provvedimento e durante il dibattito che ne è seguito si …

"Cittadinanza la legga va condivisa", di Giovanna Zincone

Le decisioni pubbliche dovrebbero formare un puzzle dotato di qualche logica. Abbiamo sul tavolo la riforma della cittadinanza e il problema dei rinnovi dei permessi di soggiorno: è utile ripensarli insieme. Bisogna aspettare fino a 15 mesi per ottenere il rinnovo di un permesso, e 500 mila immigrati sono ancora in attesa. A un sondaggio che consentiva di dare tre risposte alla domanda sul perché la cittadinanza fosse desiderabile, il 57% degli immigrati intervistati ha scelto «per non dovere più rinnovare il permesso di soggiorno». Se si vuole che la cittadinanza non rappresenti solo una scelta opportunistica, bisogna offrire l’alternativa di una residenza regolare meno difficile: snellire le pratiche di rinnovo, rafforzare le questure sguarnite, premiare quelle efficienti. Evitiamo che la buona conoscenza della lingua italiana costituisca una barriera per l’accesso alla carta di soggiorno. Non è ragionevole penalizzare lavoratori anziani o con bassa istruzione che hanno difficoltà a imparare una nuova lingua: rinnovi superflui costano non solo a loro, ma anche alla nostra amministrazione. È bene quindi che si stia elaborando il regolamento attuativo …

“Le riforme e la fermezza del Quirinale”, di Stefano Rodotà

Massima apertura e massima fermezza. Questa potrebbe essere la sintesi della linea adottata dal presidente della Repubblica nella materia, delicatissima, non solo e non tanto delle riforme istituzionali, ma del contesto costituzionale all’interno del quale deve sempre muoversi la politica. In questo senso, il discorso tenuto davanti ai rappresentanti delle istituzioni è molto esplicito e, più che essere considerato una novità, deve essere letto come un forte chiarimento di una linea da lungo tempo perseguita. Grande è la confusione sotto il cielo d’´Italia ma, a differenza della conclusione di uno dei “pensieri” del presidente Mao, la situazione è pessima. Più che venir considerata oggetto della attenzione riformatrice, la Costituzione sembra essere evaporata, scomparsa, lasciando una pagina bianca sulla quale esercitarsi liberamente. Proprio contro questo modo di vedere, che si è venuto diffondendo e rafforzando nell’ultimo anno, si leva il monito di Giorgio Napolitano. La sua analisi del funzionamento delle istituzioni è spietatamente realistica, ma in essa non si coglie nessuna tentazione di presentarsi come unico “custode della Costituzione”, luogo dove si determina una progressiva concentrazione …

“Quali diritti di cittadinanza”, di Fiorella Farinelli

Davvero irriconoscibile il ruolo che viene attribuito all’istruzione dal testo “Norme sulla cittadinanza”, uscito il 22 dicembre dalla commissione Affari Costituzionali e di cui la Camera dovrebbe cominciare a discutere dopo le elezioni regionali. Riconoscibilissima, invece, la mano della Lega, anche se il provvedimento porta la firma di Isabella Bartolini, parlamentare PdL. L’impressione è quella di ritrovarsi tra le mani una moneta falsa. Da diritto ( universale ) e da libertà (fondamentale ), scuola e formazione si ribaltano in qualcosa d’altro. Costrizione, misura di controllo, impedimento, allungamento dei tempi, forse anche strumento di assimilazione. Come è noto il testo, finalizzato a evitare che una campagna elettorale troppo ammorbata da temi razzisti regali altri consensi alle truppe di Bossi, liquida ogni proposta di riconoscimento dello status di cittadini ai figli nati in Italia da genitori stranieri. Sono 460.000 , secondo l’istituto di ricerca delle ACLI ( 67.000 solo nel 2007 ), affiancati dai molti arrivati in Italia prima dell’età scolare. Chi incontra i più giovani nelle aule scolastiche si rende conto di quanto sia poco lungimirante …

“Famiglie in crisi. A fine mese il 17% è in rosso”, di Stefano Lepri

Nel Sud la percentuale dei poveri sale al 29%. La Cgil: troppa cassa e disoccupazione. In difficoltà con mutui e spese per la casa. I più colpiti sono dipendenti e pensionati. E’ in crescita il numero delle famiglie italiane che dichiarano di avere difficoltà ad arrivare la fine del mese, oppure a pagare rate di mutuo e bollette. Sono dati in realtà di un anno fa quelli diffusi dall’Istat ieri, perché è occorso tempo a elaborarli nel dettaglio. Ma è assai improbabile le cose possano essere migliorate oggi, con mezzo milione di occupati in meno rispetto alla fine del 2008. Le «Condizioni di vita e distribuzione del reddito» vengono rilevate nell’ambito di un progetto europeo, con domande standardizzate, che indaga un po’ su tutto (perfino su chi ha il gabinetto in casa e chi no; in quello l’Italia sta a posto, pare ce l’abbiano tutti). Nel confronto con gli altri paesi, da anni gli italiani appaiono o più malmessi o più pronti a lamentarsi degli altri. In Francia solo il 3% dichiara problemi di fine …

“L’Iran brucia, scontri e arresti”, di Marina Mastroluca

Non sono più solo i siti web a parlare di carneficina. «Oltre 15 persone sono state uccise nei disordini» di domenica a Teheran, A dirlo è la tv di Stato iraniana, che corregge al rialzo – altre fonti parlano di 8 vittime – il bilancio degli scontri nella giornata dell’Ashura, la festa sciita che ha visto l’opposizione riprendersi la piazza e la repressione tornare a colpire. «Cinque persone uccise da gruppi terroristici», «più di 10 appartenenti a gruppi anti-rivoluzionari», questa l’aritmetica del ministero dell’intelligence. Sessanta i feriti, secondo il ministero della salute, mentre la polizia nega di aver aperto il fuoco, anzi lamenta il ferimento di numerosi agenti. I manifestanti, questa è l’insinuazione, sono vittime della loro stessa violenza. Terroristi, in ogni caso. Zittiti gli sms che avevano fatto da tam tam per le vie di Teheran, la reazione alla domenica di protesta ha puntato in alto. Gli apparati di sicurezza ieri mattina hanno fatto una vera e proria retata tra le file dell’opposizione. Tre stretti collaboratori dell’ex candidato alle presidenziali Mir Hossein Moussavi sono …