Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

“La Finanziaria 2010 azzera i fondi alla cooperazione”, di Umberto De Giovannangeli

Hanno assassinato la Cooperazione allo Sviluppo. Mandante: il Governo Berlusconi. Lo strumento utilizzato: la Finanziaria 2010. Una denuncia argomentata. Un j’accuse pesantissimo che svela promesse mai mantenute, che inchioda alle loro responsabilità il Cavaliere parolaio e ministri di prima fila, come il titolare all’Economia, Giulio Tremonti, e il responsabile della diplomazia italiana, Franco Frattini. A investigare su questo assassinio annunciato è il Cini – Coordinamento Italiano Network Internazionali, composto da ActionAid, Amref, Save the Children, Terre des Hommes, Vis, Wwfe World Vision – in una affollato incontro pubblico al Senato, il Cini ha presentato un documento di analisi su «Finanziaria e Cooperazione allo Sviluppo». Le prove contro mandanti ed esecutori dell’assassinio della Cooperazione allo Sviluppo sono schiaccianti. PROMESSE MANCATE Mai così poche promesse mantenute come nell’anno del G8 italiano – denuncia il Cini – nonostante gli impegni e le dichiarazioni solenni dei leader mondiali, Italia in testa, con questa Finanziaria il «nostro Paese ignora gli impegni presi in ambito internazionale ed europeo per la Cooperazione allo Sviluppo e la lotta alla povertà nel mondo, e …

L’emergenza estetica nell’Italia maschilista, di M.Laura Rodotà

Per le donne in politica e in tv vige il Cun, il canone unico di bellezza. Allarme. Massima attenzione. Al­tro che emergenza democratica. Il Pa­ese sta attraversando un’emergenza estetica. Sulle nostre reti tv circolano ancora donne non corrispondenti al Canone Unico Nazionale (Cun) di gio­ventù e bellezza. Appena una settima­na fa, a Porta a Porta , il premier ha stanato Rosy Bindi. Non è bastato, an­zi: col suo «lei è più bella che intelli­gente », Berlusconi ha fatto imbestiali­re molte donne, chiaramente brutte e/o vecchie. Hanno molto protestato online; e tuttora, a giorni di distanza, frange estremiste di diversamente belle si aggirano per la penisola of­frendo le loro foto alla stampa estera e danneggiando l’immagine dell’Ita­lia. No, per carità, stavamo scherzan­do. L’ultima notizia non è vera. Le al­tre sì. E il Cun c’è sul serio, sottotraccia, da anni. Per anni non ci abbiamo fat­to caso; magari convinte di essere avanzate e spiritose. Non eravamo co­me le americane, che per un battuto­ne sul lavoro minacciano cause da ot­tocento milioni di dollari. Noi ne ri­diamo. Né come …

“Gelmini: mettiamo il voto in religione. PD: E’ propaganda contro lo stato laico”, di Jolanda Bufalini

Visto che alla Gelmini piacciono tanto i voti «le diamo zero in laicità e dieci in clericalismo bigotto e baciapile». La battuta è della senatrice radicale-Pd Donatella Poretti. Il ministro infatti se ne è uscita con un’altra spallata all’impianto della scuola pubblica che dovrebbe garantire l’eguaglianza delle diverse religioni o dei non credenti. Ed ha annunciato la reintroduzione del voto in religione: «La mia opinione è che essendo passati dai giudizi ai voti in tutte le materie questo debba valere anche per l’insegnamento della religione», Poi ha messo le mani avanti: «Chiederò un parere al consiglio di Stato». Ma non si vede perché rendere uniforme in pagella ciò che non è uniforme nel merito, visto che l’ora di religione è facoltativa in forza di quel trattato internazionale che va sotto il nome di Concordato, articolo 9, comma 2: «Nel rispetto della libertà di coscienza e della responsabilità educativa dei genitori, è garantito a ciascuno il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi di detto insegnamento… senza dar luogo ad alcuna forma di discriminazione». E …

“La faccia feroce dell’Italia”, di Miriam Mafai

Ecco una buona notizia per coloro che, in un’Italia che si è fatta sempre più incattivita e feroce, si muovono ogni notte, come cani da caccia, alla ricerca di una vittima da insultare, picchiare, trascinare per terra, sputacchiare, calpestare. Una vittima colpevole di una sua presunta “diversità”. Una buona notizia, insomma per quanti hanno imparato e hanno in serbo gli insulti più volgari da buttare in faccia a coloro che, uomini o donne, hanno abitudini e tendenze sessuali diverse da quanti si definiscono “normali”. Questi presunti “normali” si appostano nelle strade frequentate da gay o lesbiche, li aspettano all’uscita dei locali da loro abitualmente frequentati, li inseguono, li insultano, li picchiano, abbandonandoli poi sanguinanti per terra. In questi ultimi giorni è accaduto più di una volta, in molte nostre città. È successo ancora a Roma, nella notte tra lunedì e martedì, in pieno centro, dove due presunti “diversi” sono stati lasciati a terra, sanguinanti, da un gruppo di teppisti “normali”. Ecco dunque per questi presunti “normali” una buona notizia. Alla Camera ieri è stato affossata …

“«Dall’Italia all’Irlanda, si diffonde l’epidemia dei migranti-schiavi»”, di Alessandro Leogrande

Alcuni settori della nostra economia globale si fondano ormai sul lavoro di nuovi schiavi. E un recente rapporto dell’Osce sul “lavoro forzato” nel settore agricolo (Human Trafficking for Labour Exploitation in the Agricultural Sector in the Osce Region) lo conferma. Le nuove schiavitù nascono dall’incrocio di vari fattori: vulnerabilità dei lavoratori migranti (che costituiscono in ogni paese dell’Osce, anche in quelli meno ricchi, la base del nuovo bracciantato), brutalità dei rapporti di lavoro, assenza di tutele, bassi salari. Ma benché nasca da queste premesse, il “lavoro forzato” costituisce un salto ulteriore verso l’inferno, una tipologia di sfruttamento che le legislazioni di molti paesi fanno fatica a cogliere, e quindi a combattere: riguarda tutti quei casi in cui al grave sfruttamento lavorativo si aggiunge il controllo feroce sulla nuda vita da parte dei caporali o dei padroni. In Italia, le pesanti condanne emesse contro 20 caporali del foggiano, che avevano sfruttato centinaia di schiavi polacchi, sono state confermate in secondo grado. Ma il fenomeno è globale, non riguarda solo il nostro paese. Il rapporto Osce racconta …

“CDA proibito per donne e stranieri*”, di Andrea Goldstein

Emma Marcegaglia e Diana Bracco entrano nella classifica delle cinquanta donne-manager più potenti nel mondo stilata dal Financial Times. Basta questo per sostenere che la situazione delle dirigenti d’azienda è migliorata in Italia? Non proprio, perché nei consigli di amministrazione italiani il numero delle donne resta desolatamente basso. E non solo: anche i consiglieri stranieri sono molto pochi. Eppure, gli studi empirici indicano una relazione positiva significativa tra diversità del board e performance societaria. E allora ben vengano le quote rosa. Nell’autunno del 2007 nessuna italiana compariva nella classifica Top 25 businesswomen in Europe del Financial Times . Nella FT Top 50 women in world business del 25 settembre 2009 appaiono invece Emma Marcegaglia e Diana Bracco: un fatto che sembrerebbe suggerire enormi passi in avanti in un intervallo assai breve. (1) IL PROFILO DEI CONSIGLIERI Sfortunatamente, la composizione dei consigli d’amministrazione delle società del Mib30 mostra che la situazione rimane critica. Su 466 cariche consiliari, soltanto undici sono ricoperte da donne. (2) In ben ventidue società non siede nessuna donna, mentre soltanto in due …

“In America patrioti, in Italia discriminati”, di Fe. Gas.

Carl Levin, presidente della commissione forze armate del Senato, ha ricordato come l’esercito inglese e di molti altri paesi occidentali abbiano abolito le discriminazioni omosessuali negli ultimi anni, e “sarebbe un grande progresso” se ciò avvenisse anche all’interno della più grande forza armata del mondo. La nuova amministrazione americana vorrebbe procedere ad eventuali iniziative legislative in accordo con il Pentagono. Si ritiene necessaria la partecipazione dell’esercito come interlocutore in decisioni che lo coinvolgono. Richard B. Myers, ex capo di stato maggiore dell’esercito americano, in un’intervista televisiva, ha manifestato un giudizio favorevole a questo riguardo, pur non entrando nel merito della probabile riforma. L’America si pone nuovamente all’avanguardia dell’orizzonte storico, per il coraggio ed il progresso delle proprie prospettive politiche. Constatiamo come la realtà italiana viva assai lontana, sospesa in una dimensione di prostrazione. Proprio ieri a Roma è avvenuta l’ennesima aggressione nei confronti di una coppia omosessuale. Il fatto è accaduto in via del Collegio Romano, “erano fascisti, mi hanno preso di mira e aggredito perché non sono come loro, perché sono gay”, ha dichiarato …