Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

“Un anno, 4 mesi e 21 giorni viaggio dalla morte all’Italia”, di Ezio Mauro

Il racconto di Titti e Hadengai due dei cinque sopravvissuti sul gommone maledetto. Italia? È una stanza bianca e blu, la numero 1703, pneumologia 1, primo piano dell’ospedale “Cervello”. Un tavolino con quattro sedie, due donne coi capelli bianchi negli altri due letti, dalla finestra aperta le case chiare del quartiere Cruillas, le montagne di Altofonte Monreale, il caldo d’agosto a Palermo. Sui due muri, in alto, la televisione e il crocifisso, una di fronte all’altro. È quel che vede Titti Tazrar da ieri mattina, quando apre gli occhi. Quando li chiude tutto balla ancora, ogni cosa gira intorno, il letto è una barca che si inclina e poi si piega sulle onde. Titti cerca la corda per reggersi, d’istinto, come ha fatto per 21 giorni e 21 notti, con la mano che da nera sembra diventata bianca per la desquamazione, una mano forata dalle flebo per ridare un po’ di vita a quel corpo divorato dalla mancanza d’acqua. La gente che ha saputo apre la porta e la guarda: è l’unica donna sopravvissuta – …

“Jerry Masslo, 20 anni «immobili» di schiavitù delle braccia nere”, di Alessandro Leogrande

Vent’anni fa, in quella calda estate che precedette la caduta del Muro di Berlino, il barbaro omicidio di Jerry Masslo produsse uno spartiacque nella percezione del razzismo e del «lavoro migrante» in Italia. Un fremito scosse il paese. Il 28 agosto i funerali furono trasmessi dalla Rai; il 20 settembre in Terra di Lavoro fu organizzato il primo sciopero «nero» contro i caporali legati alla camorra; il 7 ottobre un corteo di oltre 200 mila persone sfilò per le strade di Roma. Dopo l’assassinio sorsero e si moltiplicarono le prime associazioni antirazziste e si arrivò, nel 1990, alla legge Martelli sull’immigrazione. Da allora altre leggi (non sempre migliori) sono state promulgate fino alle nefandezze del recente «pacchetto sicurezza», mentre l’universo degli immigrati in Italia è profondamente mutato. Vista da questa prospettiva, il 1989 può apparire un’epoca lontana. Eppure non lo è, perché dopo la morte di Jerry Masslo altri braccianti stranieri sono stati uccisi come lui. Le nostre campagne si sono globalizzate. Da Villa Literno a Castelvolturno, da Orta Nova a Cerignola, da Vittoria a …

“I punti variabili della xenofobia”, di Bruno Ugolini

Sono quelli incaricati di far progredire cure e medicine per la nostra salute, ovvero la ricerca scientifica dentro il servizio sanitario nazionale. Lavorano in strutture importanti come l’Istituto dei tumori di Milano e l’Istituto Gaslini di Genova. Ovverosia i diciotto IRCCS (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico). Sono in gran parte precari e hanno dato vita ad un sito:www.precariirccs.org. Rappresentano duemilacinquecento ricercatori senza posto fisso e con stipendi non oltre i due mila euro. Hanno mandato, via Internet, una missiva a Renato Brunetta Il ministro che ha contato i precari pubblici sostenendo che in definitiva sono pochissimi ma dimenticandosi, per esempio, proprio di loro. Un censimento, hanno scritto, che ha escluso i lavoratori con contratti Co.Co.Co. e a progetto, le borse di studio, le notule, le partite IVA, i contratti di somministrazione. Così un grande numero di lavoratori sono cancellati e allontanati dai percorsi di stabilizzazione-assunzione. Senza tener conto del merito e della «quotidiana dimostrazione di saper fare il proprio lavoro». Nel sito dell’IRCCS compare anche una testimonianza pubblicata da «Il Sole-24 ore» …

“L’amore impossibile”, di Vera Schiavazzi

All´inizio, assomiglia all´imbarazzo, quel disagio sottile che ti fa esitare prima di andare in un certo posto, scambiare un gesto d´affetto, frequentare una certa strada quando è buio. Poi diventa tensione, poi paura. E magari voglia di scappare, quella voglia di andare altrove, verso la Spagna, la Germania, l´Inghilterra: «I gay che lo hanno già fatto sono tantissimi, è giusto parlare di una vera e propria fuga», racconta Andrea Benedino, ex portavoce di Gay Left. Che aggiunge: «Il mio compagno e io preferiamo non scambiarci effusioni in pubblico, e neppure tenerci per mano. Lui non si sente tranquillo, e anche se lo fosse sono troppi i luoghi e le situazioni dove potrebbe essere pericoloso. Può sembrare un dettaglio, invece è una privazione, grande, della libertà personale». Andrea, che ieri ha lanciato – come provocazione ma non solo – l´idea dell´addio gay all´Italia sul blog di Sandro Ruotolo, fa parte di una minoranza nella minoranza, quella che – come la parlamentare Paola Concia (Pd) ha ribadito anche ieri – ritiene che sia urgente una legge contro …

“Sanatoria con moduli fantasma”, di Angela Manganaro

«La sensazione è che i datori siano ancora al mare: leggono i giornali, ascoltano la tv, stanno cercando di capire come si fa. Gli immigrati prendono informazioni con il passaparola, l’amico, molti vengono qui. Credo che sarà una cosa imponente». La previsione di Maurizio Crippa, responsabile immigrazione della Camera del lavoro di Milano, si basa sul fatto che nell’ultima settimana ha contato un centinaio di lavoratori irregolari al giorno in cerca di notizie sulla sanatoria di colf e badanti. La Cgil di Porta Vittoria è un buon punto di osservazione: per il decreto flussi 2007 che fissava il limite di 170mila posti in tutto il paese (65mila solo per colf e badanti), ha inoltrato al sito del Viminale «80mila pratiche». Calma piatta agli sportelli Sarà forse una cosa imponente – il ministero dell’Interno calcola tra le 500mila e le 750mila domande che porterebbero nelle casse dello stato 1,6 miliardi nel primo anno di lavoro – ma per ora agli sportelli è calma piatta. Ieri era il primo giorno in cui poteva essere pagato il forfait …

“L’umanità calpestata” di Gad Lerner

La prima reazione del governo italiano alla morte di 73 cittadini eritrei nel Canale di Sicilia è stata di fastidio e incredulità. Per bocca del suo ministro dell’Interno, che si è ben guardato dall’esprimere cordoglio e pietà, si è gettato discredito sul racconto dei cinque sopravvissuti. Sopravvissuti che – non fossero apparsi in pericolo di vita – sarebbero stati quasi certamente respinti, nonostante il diritto internazionale assegni loro lo status di rifugiati politici. I notiziari televisivi hanno fatto da cassa di risonanza a tale ignominia, lasciando sottintendere l’insinuazione che i disperati giunti a Lampedusa dopo aver visto morire di stenti i loro congiunti, potessero avere chissà quale interesse a mentire. Sul piano morale, una tale prova di cinismo nei confronti di vittime inermi, che non ha precedenti nella storia repubblicana, giustifica il paragone avanzato ieri da Marina Corradi su Avvenire: evoca cioè l’indifferenza di tanti europei, 65 anni fa, di fronte alla discriminazione e alla deportazione degli ebrei considerati untermensch, sottouomini. Pure allora una martellante propaganda sollecitava a distinguere fra vite degne e vite indegne. …

“Un mare di indifferenza. La legge del non vedere”, di Iv.Gia

Partiti in 78 dalle coste libiche. Sbarcati in 5 sul suolo italiano. Si è trasformato in un inferno l’ennesimo viaggio della speranza, che ha consegnato al mare ben 73 vittime. È stata una motovedetta della Guardia di Finanza ad avvistare il gommone a largo di Lampedusa. A bordo solo 5 persone, due uomini, due ragazzi e una donna, tutti di origine eritrea. “Siamo partiti 23 giorni fa. Eravamo in 78” spiega uno di loro. Gli altri sono morti. L’incubo rivive nelle parole dei sopravvissuti. Il ricordo del gommone in deriva e dei compagni morti e abbandonati alle acque del Mediterraneo. L’unica donna sopravvissuta racconta che la prima a morire è stata una ragazza di vent’anni, inghiottita dal mare, poi ricorda solo un crescendo di stenti e dolore, e un bilancio terrificante di vittime, 55 uomini e 17 donne. “Arrivati in Eritrea dopo un mesi di viaggio, in Libia avevamo atteso il bel tempo. Alla partenza per l’Italia, un uomo stava alla guida del motore ma non era esperto. Ha perduto la rotta quella sera di …