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“Sanatoria con moduli fantasma”, di Angela Manganaro

«La sensazione è che i datori siano ancora al mare: leggono i giornali, ascoltano la tv, stanno cercando di capire come si fa. Gli immigrati prendono informazioni con il passaparola, l’amico, molti vengono qui. Credo che sarà una cosa imponente». La previsione di Maurizio Crippa, responsabile immigrazione della Camera del lavoro di Milano, si basa sul fatto che nell’ultima settimana ha contato un centinaio di lavoratori irregolari al giorno in cerca di notizie sulla sanatoria di colf e badanti.
La Cgil di Porta Vittoria è un buon punto di osservazione: per il decreto flussi 2007 che fissava il limite di 170mila posti in tutto il paese (65mila solo per colf e badanti), ha inoltrato al sito del Viminale «80mila pratiche».

Calma piatta agli sportelli
Sarà forse una cosa imponente – il ministero dell’Interno calcola tra le 500mila e le 750mila domande che porterebbero nelle casse dello stato 1,6 miliardi nel primo anno di lavoro – ma per ora agli sportelli è calma piatta. Ieri era il primo giorno in cui poteva essere pagato il forfait di 500 euro che sana il lavoro clandestino dal 1° aprile al 30 giugno (una finzione di legge in realtà, perché non c’è modo di verificare il lavoro sommerso e la sua durata). Ma agli uffici postali delle città più grandi non c’era nessuno.

Le Poste e l’F24
Milano, caldissima e semideserta, non fa eccezione. La posta centrale come l’ufficio postale di piazzale Maciachini, zona in cui le teste velate sono quasi quanto quelle scoperte, è vuoto. Ma attaccata al vetro c’è la notizia del giorno: gli F24 con cui pagare i 500 euro di forfait, passo obbligatorio che precede l’invio della domanda online possibile dal 1° al 30 settembre, non ci sono. Né ci saranno la prossima settimana, quando si prevede la prima ondata agli sportelli di poste e banche.

Poste italiane fa sapere che il modello, non il solito F24 ma una versione diversa pensata per l’occasione, è scaricabile solo da internet sui siti di agenzia delle Entrate, ministeri dell’Interno e del Lavoro e Inps. A Roma alcuni uffici postali hanno scaricato e fotocopiato il modulo «come cortesia agli utenti e per offrire un servizio in più ai cittadini».

La conta del 1° settembre
Il giorno in cui si capirà la portata della sanatoria decisa con la manovra anticrisi di luglio sarà il 1° settembre, giorno da cui è possibile inviare le domande online al sito del ministero. Una grossa parte delle richieste potrebbe arrivare da chi non è rientrato nel decreto flussi 2007. Molti non hanno ricevuto risposta e possono rifare domanda (la vecchia sarà annullata, verrà esaminata la nuova). Certo è che la diminuzione delle assunzioni di lavoratori immigrati prevista da Unioncamere non riguarda le badanti, immuni alla crisi.

Finte colf?
L’Arci intanto parla di finte colf. «Dai dati raccolti ai nostri sportelli, circa la metà di quanti chiedono informazioni per la sanatoria, in realtà danno lavoro a lavoratori di altro tipo» dice Filippo Miraglia, responsabile immigrazione. «Per una grossa fetta – continua – la sanatoria sarà una regolarizzazione di false colf e badanti». Sarebbe già in atto «un giro di posti fasulli e relativa regolarizzazione messi in vendita: costano fino a 5mila euro».

Miraglia denuncia che molti potrebbero «tentare di far passare un muratore, finora pagato in nero, per un collaboratore familiare. Dopo poco tempo, una volta fatta e accettata la domanda di regolarizzazione, nulla impedirà a quel datore di lavoro di far riprendere al proprio addetto la precedente mansione». Conclude: «Sappiamo di persone che si fanno pagare dai 3mila ai 5mila euro per vendere un posto di lavoro fasullo, e tutta la documentazione necessaria alla regolarizzazione».

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da Il Sole 24 Ore

1 Commento

  1. dall’Unità
    “Badanti, affare «sanatoria». È una tassa da 450 milioni”, di GIUSEPPE VITTORI

    Partita ieri la sanatoria per colf e badanti. Qualche problema agli sportelli con i moduli telematici. Sant’Egidio accusa e l’Arci avverte: «Rischio regolarizzazioni fasulle, già casi di imprenditori che si fanno pagare».

    È iniziata ieri la sanatoria per badanti e collaboratrici familiari voluta dal ministero dell’Interno.Una partita che secondo il Viminale potrebbe mettere in gioco fino a 750 mila richieste. Da ieri fino al 30 settembre, infatti, si possono versare i 500 euro necessari per accedere alla sanatoria. Che potrebbe rivelarsi un toccasana per le disastrate casse statali. Intanto ieri nè a Roma, nè a Milano ci sono stati intoppi e code alle poste. Nei prossimi giorni si vedrà se la situazione resterà sotto controllo. Qualche problema, però, lo ha creato la scelta del Viminale di distribuire moduli e documentazione necessaria soltanto attraverso Internet. Molti infatti gli anziani e gli stranieri che ieri hanno ritirato allo sportello (e inutilmente compilato) moduli F24 non adatti alla regolarizzazine.
    OSSIGENO PER LO STATO
    Intanto è sull’onere che le famiglie italiane si troveranno a sostenere, che cominciano a circolare perplessità e qualche polemica. E se la Comunità di Sant’Egigio parla di «tassa», le Acli ricordano che da pagare ci sono anche i contributi a partire dal primo luglio. Dubbi arrivano anche dall’Arci, secondo cui c’è il rischio che il 50% delle regolarizzazioni riguardi, in realtà, colf e badanti fasulle. Di certo c’è che il valore complessivo della sanatoria non è di poco conto. Il ministero dell’Interno, si attende tra le 500 mila e le 750 mila domande. Attraverso queste stime, è possibile avere un’idea di quanto potrebbe entrare nelle casse dello Stato. Da qui a fine settembre se le istanze arriveranno a 750mila, l’incasso sarà di 450 milioni di euro, considerato il solo forfait di 500 euro che serve a sanare il lavoro in nero dal 1 aprile al 30 giugno. Se a questo si aggiungono tasse e contributi versati per e dagli immigrati nell’arco del primo anno di lavoro l’introito sale e oscilla tra 1,2 e 1,6 miliardi.
    POLEMICHE E ALLARMI
    La comunità di Sant’Egidio bolla i 500 euro richiesti ai datori di lavoro come una «tassa per le famiglie». Il rischio, osserva il portavoce dell’organizzazione Mario Marazziti, è che «una minoranza potente e rumorosa metta in atto una politica contro le famiglie, oltre che contro la dignità degli immigrati». Oltre a questa somma, ricorda inoltre Pino Gulia, responsabile immigrazione delle Acli, «molte famiglie non sanno che bisogna versare i contributi all’Inps per il periodo che va dal primo luglio fino al momento in cui le famiglie saranno convocate allo sportello unico». «Il pagamento dei contributi è giustissimo – osserva Gulia -, ma l’onere complessivo è molto alto per le famiglie. La spesa da sostenere scoraggia molti e spesso viene richiesto ai lavoratori di compartecipare». Ma c’è un altro aspetto. «Dai dati dei nostri sportelli – fa sapere Filippo Miraglia, responsabile immigrazione Arci – circa metà di quanti sono venuti a chiedere informazioni per la sanatoria di colf e badanti, impiega lavoratori di altro tipo». In sostanza, molti «tenteranno di far passare per esempio un muratore, finora pagato in nero, per un collaboratore familiare. Già da ora – conclude Miraglia – sappiamo di casi di chi si fa pagare dai 3.000 ai 5.000 euro per vendere un posto di lavoro fasullo e agganciata la regolarizzazione».

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