Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

“Il bivio della crisi: protezionismo o cambiamento? New Deal globale”, di Stefano Fassina

«È oramai un luogo comune definire la crisi in corso come “epocale”. I rischi di depressione e prolungata stagnazione hanno spinto Governi ed autorità di controllo dei mercati finanziari e della moneta ad azioni straordinarie. Le risorse mobilitate sono state enormi. Le lezioni della storia apprese. Ora le condizioni del malato appaiono stabili. L’emergenza sembra superata. Ma rimane sullo sfondo un punto politico decisivo: viviamo un cambio di stagione. Un profondo movimento geo-economico e geo-politico. Infatti, non è soltanto imploso un castello finanziario. È saltato il meccanismo di alimentazione della domanda globale degli ultimi 15 anni. È saltato un ordine culturale, politico ed economico (temi del seminario di Nens “Uno sguardo oltre la crisi”, il 23 Aprile). Siamo ad un bivio. O un ordine globale regolato insieme alle economie emergenti, Cina, India, Russia, Brasile, Sud Africa. Un ordine sostenibile sul piano economico, sociale ed ambientale per ricostruire le condizioni per le democrazie delle classi medie. Un “New Deal globale”. Oppure, il ripiegamento protezionistico, nazionalista e corporativo verso democrazie elitarie profondamente diseguali e inevitabilmente populiste. Quest’ultimo …

“Ritardarne il pensionamento è davvero un favore alle donne?”, di Michele Raitano

Nello scorso novembre, come noto, la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia all’equiparazione dell’età pensionabile fra uomini e donne, ritenendo una discriminazione di genere la possibilità, offerta alle sole donne, di potersi pensionare per vecchiaia a 60 anziché a 65 anni.  Le motivazioni della sentenza – che, si noti, si riferisce unicamente  ai lavoratori del pubblico impiego (ovvero agli iscritti all’INPDAP) – discendono dal fatto che la Corte ha interpretato il regime INPDAP come professionale, ovvero al pari di un fondo occupazionale organizzato dal datore di lavoro (in questo caso lo Stato) per i suoi dipendenti. Ritenendo quindi la pensione come parte della retribuzione, l’Italia è stata giudicata inadempiente nel “garantire parità di retribuzione tra lavoratori di sesso diverso per lavori di pari valore”. La sentenza della Corte non si applica, invece, ai lavoratori iscritti ai cosiddetti regimi legali (ovvero le diverse gestioni dell’INPS): gli Stati Membri sono infatti liberi di scegliere regole previdenziali differenziate per i lavoratori iscritti a tali regimi.   Alla luce di questa sentenza, di cui non si intende valutare …

“Londra, guerra alle disparità salariali”

Previste ispezioni obbligatorie sugli stipendi. Le aziende britanniche saranno obbligate a svelare quanto pagano gli uomini in confronto alle donne LONDRA – Il governo britannico dichiara guerra alla disparità salariale: le aziende britanniche saranno obbligate per legge a svelare quanto pagano i lavoratori uomini in confronto alle donne, non lasciando spazio a “clausole segrete” che impediscano di conoscere lo stipendio dei colleghi, pratica diffusa in almeno un quarto delle società. IL PROGETTO – Ci saranno così “ispezioni obbligatorie sugli stipendi” con l’obiettivo di smascherare i datori di lavoro che normalmente pagano meno le dipendenti e stimolare queste ultime a chiedere un aumento in busta paga. La misura è stata annunciata lunedì nell’Equalities Bill, il progetto di legge sulle pari opportunità, che arriva 40 anni dopo l’entrata in vigore della prima Equal Pay Act (legge sulla parità salariale). LE REAZIONI – I vertici aziendali si sono detti scioccati – scrive il sito del Times – nell’apprendere che la misura sarà inclusa nella legge. Sono stati tuttavia rassicurati del fatto che durante la crisi non saranno sottoposti …

“I medici che non vogliono denunciare i clandestini”, di Alessandra Mangiarotti e Simona Ravizza

Medici-obiettori che per rendersi riconoscibili in corsia lo scrivono sul camice: «Io non ti denun­cio». Associazioni di categoria che invi­ano petizioni al governo per rafforzare il proprio «no»: «Quel provvedimento va contro il nostro codice deontologi­co». Regioni che rivendicano la pro­pria autonomia in fatto di sanità, riba­discono le norme in vigore, ne varano di nuove: «Le cure devono essere ga­rantite a tutti nel pieno rispetto della Costituzione e della privacy». La batta­glia contro il provvedimento che pre­vede la denuncia da parte dei medici dei clandestini è trasversale. Politica e di categoria. Un rincorrersi di iniziati­ve per fermare il disegno di legge. Per interrompere le denunce: tre quelle re­gistrate prima che la norma sia entrata in vigore. Ma anche per contenere il crollo di richieste di cure da parte de­gli stranieri: dei cittadini sprovvisti di permesso di soggiorno ma anche degli immigrati in regola. Da Milano a Roma. Da Torino a Ge­nova. Pur senza nomi e cognomi le sta­tistiche parlano chiaro. «Il numero di immigrati che nei primi tre mesi del­l’anno hanno chiesto cure è calato …

“Congedo di maternità: un passo in avanti verso la condivisione dei ruoli”, di Donata Gottardi

Ottimo risultato in Commissione Donne al Parlamento europeo per il voto sulla revisione della Direttiva comunitaria sul congedo di maternità, un voto che fa ben sperare per l’esito finale in Plenaria a maggio. È stato prima di tutto fermato il tentativo del Consiglio di condizionare il voto e quindi di rinviare il parere del Parlamento alla prossima legislatura, vanificando il lavoro fin qui svolto. Inoltre, con questo voto sono stati raggiunti tutti i risultati promossi dalla relatrice socialista Edite Estrela, come l’estensione del periodo minimo di congedo per maternità a 20 settimane, e la tutela dal licenziamento fino a dodici mesi dopo il parto. Sono state inoltre votate tutte le mie proposte aggiuntive, tra cui l’estensione del congedo in caso di adozione e di parti plurimi e la deroga al lavoro notturno per i genitori single o di bambini con gravi disabilità. Seguendo il percorso della nostra legislazione per la protezione della maternità, anche a livello europeo già la Direttiva adottata 1992 – destinata all’attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e …

“Thyssenkrupp: il governo mette a rischio il processo”, di Anna Maria Bruni

Lo denuncia la Fiom in conferenza stampa. Con le modifiche al testo unico sulla sicurezza la responsabilità degli incidenti sul lavoro può ricadere sui “livelli inferiori” fino dai lavoratori. Centosettanta sono gli articoli del Testo Unico modificati dall’ultimo Consiglio dei Ministri del 27 marzo scorso. Un lavoro incessante e metodico per stravolgere una legge che, sull’onda della tragedia della Thyssenkrupp, si configurava come un testo in grado finalmente di affrontare in modo articolato la drammatica questione della sicurezza sul lavoro. Ad un anno di distanza, quel testo è stravolto e i suoi effetti neutralizzati. “Dal dimezzamento delle sanzioni – elenca Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom e responsabile salute e sicurezza – alle visite preassuntive ai lavoratori vietate dall’art. 5 dello Statuto dei lavoratori, alla sottrazione della competenza ai delegati, anche questa prevista dall’art 9 dello Statuto, al rinvio della norma attuativa dell’elenco di rischi da stress correlato, alla deresponsabilizzazione degli Ispettori del lavoro. Queste sono solo alcune delle 170 modifiche di cui ancora stiamo valutando tutta la portata”. Ma al peggio non c’è fine: …

“A bordo tra malati e donne incinte”, di Felice Cavallaro e Alfio Sciacca

Sul mercantile-lazzaretto Al largo di Lampedusa. “Potevamo finire tutti in un sacco”. La nigeriana Maha: «Cinque giorni in mare dopo la sosta in Libia. La mia vita da due mesi è deserto e acqua» LAMPEDUSA – Ecco la fiancata blu con la torretta bianca del Pinar. Eccoci a venti miglia da Lampedu­sa, sotto il cargo respinto per quat­tro giorni da Italia e Malta. Ecco i 140 clandestini che s’affacciano agi­tandosi dalle ringhiere di prua, cor­rendo poi verso poppa, come se vo­lessero quasi lanciarsi sul guardaco­ste della Guardia di Finanza con cui ci affianchiamo sotto bordo alle cin­que della sera. Un mare incattivito dalle sferzate del vento sballottola anche la moto­vedetta della Capitaneria di porto che è arrivata carica di casse d’ac­qua e scatole di biscotti. L’essenzia­le per assetati costretti per due gior­ni a bere acqua di mare. Le onde im­pediscono a lungo l’allineamento. C’è calca sulla scaletta che scivola giù lungo la fiancata del Pinar. Biso­gna portare su i viveri e invece una ventina di ragazzi più forti di altri vorrebbero precipitarsi sotto, tratte­nuti a …