Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

“Tre tentati omicidi in poche ore, il triste primato della famiglia”, di Susanna Turco

Aumentano i casi spesso mortali: da Bergamo alla capitale e nella provincia di Roma. Tre tentati omicidi (e due suicidi) in poche ore hanno confermato quel che dicono le statistiche: in Italia, ne ammazza più la famiglia che la mafia. E due volte su tre le vittime sono donne. In Italia, la famiglia ne uccide più della mafia. Non è un modo di dire, è quel che risulta dalla cronaca e dalle ricerche in materia, come quelle elaborate dall’Eures. Negli ultimi sei anni, le vittime di delitti familiari sono state 1300, in media un morto ogni due giorni. Nel 2006 (ultimi dati disponibili) i delitti compiuti nella cerchia familiare sono risultati al primo posto: il 31,7 per cento del totale, con 195 casi registrati su 621 (+12% rispetto al 2005). Di questi, 134 erano donne (+36,7%). come negli anni 50 Ieri tre casi in poche ore di tentati omicidi (seguiti o no da suicidio), hanno in qualche modo confermato la tendenza. A Bergamo un pensionato ha ferito la consorte con un coltello e si è …

Crisi, migliaia in piazza a Torino. PD “assegno a chi perde il lavoro”

Il segretario dei democratici Franceschini: “Berlusconi porti il provvedimento in aula, noi lo sosterremo” Decine di migliaia di persona stamattina in piazza a Torino per il lavoro, alla marcia promossa dalla Cgil Piemonte, sessantamila persone secondo il sindacato, diecimila per le forze dell’ordine. Qualche ora dopo, parlando a Bari, il segretario del Pd, Dario Franceschini, lanciava la sua proposta per aiutare chi perde il lavoro: “La prima proposta contro la crisi è di dare un assegno mensile di disoccupazione per tutti quelli che perdono il posto di lavoro. Berlusconi porti il provvedimento in aula, noi lo sosterremo”. “Se vuole presenti pure un decreto legge, visto che ne ha già fatti tanti”, ha aggiunto il n.1 dei democratici. Il corteo nel capoluogo piemontese era aperto dallo striscione “Contro la crisi una soluzione c’è: lavoro e contratti”. Tra le centinaia di lavoratori che sono scesi in piazza, cartelli gialli che riportano le ore di cassa integrazione ordinaria e straordinaria aggiornate allo scorso gennaio con percentuali che evidenziano aumenti a tre cifre in tutta la regione. Numerosi gli …

“Costituzione, i diritti che non invecchiano”, di Giovanni Sartori

La costituzione è la legge suprema, la carta fondamentale e fondante dello Stato di diritto, dello Stato regolato dal diritto. La parola «costituzione» è moderna, non discende dalla constitutio e le constitutiones dei romani, e non si afferma nel suo significato attuale fino alla seconda metà del Settecento. I puritani inglesi, che pur furono i primi estensori di testi che noi diremmo «costituzionali», non li designarono mai così. Furono i costituenti americani, a cominciare dal 1776 in Pennsylvania e poi nel 1787 a Philadelphia per il nuovo Stato federale, ad adottare «costituzione» intesa come suprema legge. Li seguirono i rivoluzionari francesi del 1789. E la dizione si affermò un po’ dovunque, in Europa, nel corso dell’Ottocento. Fece eccezione Carlo Alberto di Savoia, che nel 1848 concesse al Piemonte uno «statuto», così detto perché era «ottriato», e cioè unilateralmente concesso dal sovrano. Ma lo statuto albertino ricalcava la costituzione belga del 1831, ed era una costituzione alla stessa stregua del suo modello. Il punto è, allora, che sin dalla fine del Settecento alla fine della Prima …

Nel carcere dei ‘sex offenders’. “Qui riusciamo a recuperarli”, di Stefania Culurgioni

Nella subcultura carceraria sono “gli infami”. Nel gergo tecnico di psicologi e operatori penitenziari sono i “sex offenders”. Qualunque sia il modo di chiamarli, una cosa è certa: quando entrano in galera, le persone che si sono macchiate di un reato sessuale vengono spedite dritte nei reparti protetti, e lì confinate. Separate da tutti, isolate dal resto dei detenuti, esiliate in un girone a parte. Ovunque, tranne nel carcere di Bollate. Si chiama “Progetto di trattamento e presa in carico di autori di reati sessuali in Unità di Trattamento Intensificato e sezione attenuata” ed è una sperimentazione avviata nell’istituto di reclusione milanese solo tre anni fa. L’unico caso in Italia in cui, dopo un anno di terapia in un’unità specializzata all’interno del carcere, i detenuti possono lasciarsi alle spalle il reparto protetto e vivere quotidianamente insieme agli altri detenuti di reati “comuni”. “I sex offenders seguono un trattamento avanzato – spiega la direttrice del carcere Lucia Castellano – un percorso studiato appositamente per chi ha commesso reati sessuali. Qui a Bollate in questo momento sono …

“A piccoli passi verso l’inciviltà”, di Gad Lerner

UN governo estremista e irresponsabile introduce d’urgenza nel nostro ordinamento le ronde dei cittadini, nonostante le perplessità manifestate dalle stesse forze di polizia, accampando la più ipocrita delle motivazioni: lo facciamo per contenere la furia del popolo. Spacciano le ronde come freno alla “giustizia fai-da-te”, cioè alle ormai frequenti aggressioni di malcapitati colpevoli di essere stranieri o senza fissa dimora. Ma tale premura suona come una cinica beffa: la violenza, si sa, è stata fomentata anche dai messaggi xenofobi di sindaci e ministri. Il decreto governativo giunge come una benedizione delle camicie verdi padane e delle squadracce organizzate dalla destra romana. Propone agli italiani di militarizzarsi nell’ambito di un “Piano straordinario di controllo del territorio” fondato sul concetto di “sicurezza partecipata”. I benpensanti minimizzeranno, come già hanno fatto con le “classi ponte” per i bambini stranieri, i cancelli ai campi rom, l’incoraggiamento a denunciare i pazienti ospedalieri sprovvisti di documenti regolari. Cosa volete che sia? Norme analoghe sono in vigore altrove, si obietta. Mica vorremo passare per amici degli stupratori? Così, un passo dopo l’altro, …

Ignazio Marino: «Un partito serio decide a maggioranza Anche sull’etica», di Concita De Gregorio

Ignazio Marino, 54 anni, è tornato in Italia da tre anni. Viveva a Pittsburgh, poi a Philadeplhia. Dirigeva il centro trapianti di una delle più antiche università americane, il Jefferson medical college. Trapianti di fegato. «Ho scelto di occuparmi del fegato perché è l’intervento ancora oggi tecnicamente più difficile. Ero attratto, da ragazzo, dall’idea di poter fare qualcosa che non tutti sono in grado di fare». Opera ancora, la domenica e il lunedì, a Verona. E’ nato a Genova, ha una figlia adolescente, ha studiato alla Cattolica. E’ cattolico, cresciuto con gli scout. A chi entra nel suo ufficio – una mansarda a Sant’Ivo alla Sapienza – mostra una lettera indirizzata da Paolo VI ai medici cattolici nel 1970. «Legga, io non avrei saputo dire parole così». Scriveva il Papa: nella fase terminale di una malattia incurabile dovere del medico è «alleviare la sofferenza e non prolungare con qualunque mezzo una vita che non è più pienamente umana». Non pienamente umana. Parliamo della legge sul testamento biologico proprio oggi che in commissione il gruppo del …

Quando il Parlamento è ridotto solo a “notaio”, di Beppe Del Colle

Su 45 leggi approvate nell’attuale legislatura, 44 portano la firma del Governo, una soltanto quella delle Camere; per di più, 25 di esse sono conversioni di decreti legge. Prima la tragedia di Eluana Englaro e subito dopo la successione di gravi violenze sulle donne, spesso giovanissime, hanno portato alla ribalta della politica un problema, fra i tanti di questo difficile momento: i rapporti fra le istituzioni, e in primo luogo quello fra Governo e Parlamento, ma anche quelli con la presidenza della Repubblica, la magistratura, la stampa e infine la Costituzione stessa. Per restare al primo di questi rapporti in crisi, basterà citare una cifra, segnalata da una fonte insospettabile, Il sole 24 ore: su 45 leggi approvate nell’attuale ancora breve legislatura, 44 portano la firma del Governo, una soltanto quella delle Camere; per di più, 25 di esse sono conversioni di decreti legge. Il Governo ha posto in questi 10 mesi 11 volte la questione di fiducia, come quello di Romano Prodi, con la differenza che, rispetto a quest’ultimo, Berlusconi dispone in Parlamento di …