Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Bersani: dalle regionali mi aspetto una brusca letterina a Berlusconi…

Berlusconi rifiuta il confronto televisivo, perchè «è in difficoltà ad affrontare i problemi reali dei cittadini e a confrontarsi su questi». Lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, incontrando i cittadini del XV municipio di Roma, nella zona di Viale Marconi. Interpellato dai cronisti sul mancato confronto televisivo, Bersani ha risposto: «Penso che sarebbe stato utilissimo se, in modo fermo ma civile, ci si fosse confrontati davanti agli italiani, per mostrare a loro che conosciamo i problemi e per presentare le nostre proposte. Non può essere – ha aggiunto – che ci si parli sempre da comizio a comizio; però registro che questo è il modo di fare di Berlusconi». «Credo – ha proseguito il segretario del Pd – che abbia difficoltà ad affrontare i problemi reali e a confrontarsi su questi, e penso anche che abbia un’attitudine di fondo, nel concepire la politica come un eterno comizio». «Tira un’aria buona, credo che siamo nelle condizioni di aspettarci che gli elettori mandino una letterina un pò brusca a questo governo, a questa …

"Il premier esperto in monologhi davanti ai duelli diretti scappa", intervista a Piero Fassino di Alberto D'Argenio

Onorevole Piero Fassino, Berlusconi rifiuta il duello in tv con Bersani perché, dice, con l’opposizione non si può avere uno scambio credibile, Come risponde il Pd? «Intanto Berlusconi ogni volta che si profila un confronto scappa perché è abituato a monologhi solitari in cui può dire qualsiasi cosa senza che nessuno possa obiettare. Quanto alla credibilità, non credo proprio che Berlusconi possa invocarla di fronte alle tante promesse mancate e ai tanti annunci propagandistici a cui spesso non sono seguiti fatti concreti. In ogni caso, se Berlusconi è convinto di avere degli argomenti, non dovrebbe avere paura di nessuno. Perché non accetta il confronto?». Oltre al faccia a faccia ha anche chiuso le porte alle riforme con l’opposizione. «Fin qui Berlusconi ha dimostrato di non saper fare nessuna riforma da solo. Nonostante abbia un’ampia maggioranza, nel primo anno e mezzo di legislatura non se ne è vista nessuna. Se poi si riferisce alle riforme istituzionali o costituzionali, la stessa Costituzione prevede che siano fatte con maggioranze ampie che coinvolgano tutte le forze politiche del Parlamento. …

"Popolo senz’anima Unito solo dal culto del capo", di Beppe Sebaste

È il Giornale di Feltri sottobraccio il mio passepartout, con la gigantografia di Berlusconi e una grafica anni Sessanta che chiama “tutti in piazza” a caratteri cubitali. E li vedo, i frammenti di questo popolo che si mette in piazza, che mi piove incontro a grappoli scendendo verso San Giovanni la via Appia Nuova, mentre io vado incontro al corteo. Guardo l’umanità di questo popolo che non riesce ad essere comunità, frammentato e un po’ alla deriva, pur unito dalle parole d’ordine. Non è disagio che provo. Ho sentito, per questa umanità sparpagliata avvolta nelle bandiere di «Berlusconi Presidente», annodate dietro come immensi bavaglini, per questo popolo degli ipermercati e delle tv commerciali, facce non belle, non solcate da pensieri o da dubbi, un’immensa tristezza. Uomini che scherzano come italiani in gita, donne dal volto imbronciato, anziani sperduti con la bandiera in mano avvolta nell’asta. Prima, a San Giovanni, ho visto i primi indolenti corpi seduti alla bell’e meglio di fronte al megapalco, l’aria di chi aspetta che inizi lo spettacolo. E, prima ancora, al …

«Il colore della democrazia», di Barbara Spinelli

L’8 marzo scorso, forse per rassicurare gli italiani, il Presidente della Repubblica ha fatto alcune considerazioni singolari, sul coraggio e la politica. Ha detto che «in un contesto degradato, di diffusa illegalità, essere ragazzi e ragazze perbene richiede talvolta sacrifici e coraggio»: in questi casi estremi sì, «è bello che ci sia» questa virtù. Ma in una democrazia rispettabile come la nostra, «per essere buoni cittadini non si deve esercitare nessun atto di coraggio». Profonda è infatti negli italiani «la condivisione di quel patrimonio di valori e principi che si racchiude nella Costituzione». Legge e senso dello Stato sono nostre doti naturali: il che esclude il degrado della legalità. I toni bassi sono lo spartito di sì armoniosa disposizione. Il fatto è che non siamo in una democrazia rispettabile, e forse il Presidente pecca di ottimismo non solo sull’Italia ma in genere sullo stato di salute delle democrazie. Certo, non s’erge un totalitarismo sterminatore. Ma Napolitano avrà forse visto il terribile esperimento mostrato alla televisione francese, qualche giorno fa. Il documentario si intitola Il Gioco …

«Ritorno a L'Aquila, città fantasma che fatica a trovare il suo domani», di Michele Brambilla

In città si lavora ancora per la messa in sicurezza degli edifici Un anno dopo il sisma: il centro è morto, negozi chiusi, macerie Ci siamo dimenticati dell’Aquila, o almeno abbiamo pensato che da quelle parti le cose andassero, se non bene, molto meglio. Abbiamo visto in tv la consegna delle casette antisismiche, la gente sorridente, abbiamo sentito la canzone che dice domani è già qui, e di nuovo la vita sembra fatta per te. Così ci siamo distratti. Ma L’Aquila è una città fantasma, e il domani chissà quando arriverà. Il centro – che sono 170 ettari, e che di fatto è tutta L’Aquila: il resto sono 63 frazioni sparse qua e là – è morto. Non c’è una sola casa abitata. Quelle poche rimaste agibili non possono riaprire perché mancano i servizi – l’acqua, il gas – e perché c’è sempre il rischio che crolli qualche edificio accanto. Quattro milioni di tonnellate di macerie attendono di essere portate via. Si lavora, non è che non si lavori: ma gli operai, i vigili del …

«Una bella piazza, un pessimo discorso», di Eugenio Scalfari

Ho aspettato il discorso di Berlusconi sul palco di piazza San Giovanni prima di scrivere queste righe. Pensavo che avesse in serbo qualche idea nuova, qualcuna delle sue promesse elettorali – per altro mai mantenute – che sorprendesse il Paese e spiazzasse l’opposizione. E intanto, mentre si attendeva l’arrivo sul palco del Capo dei Capi, il Capopopolo, il Capopartito, il Capo del governo, ho guardato la piazza, le facce della gente, le loro parole ai microfoni delle televisioni. Le facce erano pulite, serene, allegre. Doveva essere una festa, la festa dell’amore verso tutti, verso gli altri; una festa di popolo con le sue idee, i suoi bisogni, le sue speranze, come ce ne sono in tutte le piazze democratiche di questo mondo. Così era stato detto dagli organizzatori e così sembravano aspettarsi i partecipanti. Ma poi è arrivato lui e l’atmosfera è cambiata. Le gente allegra è diventata tifoseria, quella che inveisce contro i giocatori avversari e contro gli arbitri ai quali è affidato il rispetto delle regole di gioco. Una piazza, sia pure affollata, …

Lega taglia 180 milioni per interventi

”La Lega usa il Po per dividere il Paese ma alla fine lo abbandona”: lo affermano in una nota i deputati del Pd che oggi, a bordo del pullman del partito, hanno visitato l’area golenale di Occhiobello (Rovigo). Denunciando la scelta del Governo di tagliare 180 milioni di euro ”che servivano a finanziare il progetto voluto da tutte le province che si affacciano sul fiume, dal Piemonte all’Adriatico”, i deputati Pierpaolo Baretta, Alessandro Naccarato, Delia Murer, Rodolfo Viola e Paolo Giaretta aggiungono che ”Luca Zaia, come ministro di questo Governo, è uno dei principali responsabili di questo scippo. Altro che autonomia – concludono – è l’ennesima scelta centralista del governo Berlusconi”.