Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"L'Italia malata ora pretende risposte concrete", di Carlo Buttaroni

La risposta a quanti ritengono percorribile la strada che porta a un governo Pd-Pdl arriva da Bari e da Roma, dove hanno parlato Berlusconi e Bersani. Sono passati quasi cinquanta giorni dal voto e la distanza tra i leader delle due principali coalizioni non si è ridotta. Era prevedibile, altrimenti sarebbe nato subito un governo con una maggioranza analoga a quella che ha sostenuto Monti. Il passare del tempo, invece, ha complicato la ricerca di una soluzione coabitativi che non era nelle corde delle due principali forze politiche. Distanze marcate da vent’anni di bipolarismo che ha posto centrosinistra e centrodestra su piani diametralmente opposti. A complicare il quadro, un’area Monti che non è riuscita a diventare una forza parlamentare in grado di sostenere un governo di centrosinistra o di centrodestra. L’unica alternativa possibile sarebbe stata quindi nelle mani del movimento di Beppe Grillo che, però, ha continuato a escludere ogni ipotesi di collaborazione con il Pd. Dopo le manifestazioni di Bari e di Roma, si alzano di nuovo le probabilità di un rapido ritorno al …

"Sul lavoro l'allarme della Cgil. Non si ferma il boom della cassa", di Roberto Giovannini

La Cgia di Mestre dice – per quel che valgono i confronti – che questa crisi per l’Italia è peggio di quella del ’29. Certo è che gli effetti che l’attività economica sta subendo per questa recessione sono davvero rovinosi. Le imprese si fermano, la produzione si blocca, e i posti di lavoro vengono congelati. E si trasformano in cassa integrazione. Grazie agli ammortizzatori sociali i dipendenti non perdono il loro impiego; ma per chi lavora in un’azienda in crisi riuscire a vivere di cassa integrazione diventa una vera e propria impresa. Negli anni ’80 si diceva che i cassintegrati alla fine se la passavano meglio degli altri, potendo incassare un discreto assegno e magari svolgere qualche «lavoretto» al nero. Oggi lavoretti al nero o al bianco non ce ne sono, e allora per un operaio o un impiegato la questione è riuscire a far campare una famiglia con 850 euro al mese, invece dei 1800-2000 normalmente percepiti. Sono in tanti a vivere questa situazione di estrema difficoltà, quasi 520mila lavoratori dall’inizio del 2013. Secondo …

"Bersani: il governissimo no", di Marco Bucciantini

Striscia e bussa, Pierluigi. «Eh…», risponde lui, cercando con gli occhi la voce che si era fatta sentire, netta, in una pausa del discorso del leader del partito democratico. C’è poca luce nella sala del Mitreo, il centro policulturale del Corviale dove il Pd è venuto a parlare di soluzioni, in un posto pieno di problemi. «Striscia e bussa»: è una dichiarazione d’intenti del Tressette, gioco di carte e di popolo. Una mossa d’attacco: si bussa, le nocche sul tavolo, quando si hanno carte buone e si vuole “la migliore” dal compagno. Si striscia, spianando con la mano, quando le carte permettono un gioco lungo. Si striscia e si bussa, insieme, quando si vuole comandare. Ma servono le carte buone, in ogni partita. Cos’ha in mano Bersani? Il mandato elettorale: «Siamo la coalizione di maggioranza». La voglia di cambiare: «Si può fare. Questo centro è nato dopo una mia legge per aprire centri di aggregazione in zone “difficili”. Ero ministro dell’Industria e pensavo alle periferie: vengo da una storia e so che senza equità sociale …

"Il cantiere di una legge sui partiti", di Raffaele Simone

Qualche settimana fa, Pierluigi Bersani ha promesso una legge sui partiti per il prossimo luglio. La promessa, oltre a essere un po’ incauta (Bersani è certo di arrivare a ricoprire il ruolo giusto per promuovere la legge?), contiene una distorsione: quando si parla di legge sui partiti si pensa solo ai meccanismi del loro finanziamento. Studiando il caso M5S si capisce invece che l’orizzonte è molto più vasto. M5S è un partito- non-partito, privo di sede fisica e di strutture di direzione, senza iscritti né sedi territoriali, senza finanziatori (a quanto pare), basato su un “non-statuto”, con un capo che si presenta come “portavoce” (pur essendone il týrannos che governa gli eletti in modo coperto e inaccessibile), con meccanismi di elezione e cooptazione incentrati su referendum telematici in cui non c’è quorum né garanzia alcuna, totalmente privo di democrazia interna… Nel suo piccolo, per la verità, anche Forza Italia a suo tempo aveva costituito un caso rilevante, a cui non fu prestata attenzione: priva di segretario, con un presidente-padrone a vita capace di modificare a …

"Piano europeo anti-evasione, sì da 10 Paesi", di Stefania Tamburello

«L’evasione fiscale? Tolleranza zero. È un crimine inaccettabile soprattutto nei periodi difficili di crisi economica». Il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli sintetizza così la posizione espressa e condivisa dai ministri finanziari dei 5 maggiori Paesi — Germania, Francia, Italia, Spagna e Regno Unito — che a Dublino, dove si sono svolte le riunioni dell’Eurogruppo e dell’Ecofin, hanno chiesto l’adesione degli altri partner sul loro piano di intervento per rendere effettivo lo scambio automatico delle informazioni sui conti bancari e per allargarne il raggio d’azione. «Si tratta di passare dalle parole ai fatti», ha aggiunto Grilli spiegando che occorre costruire «le infrastrutture tecniche» per rendere possibile il potenziamento delle regole già previste dall’Europa. L’adesione è arrivata da altri 5 Paesi: Belgio, Olanda, Polonia, Romania e Repubblica Ceca ed altri ancora si uniranno. Significativo il passo fatto da Lussemburgo che ha annunciato l’avvio del percorso per rinunciare nel 2015 al segreto bancario mentre l’Austria resiste a non volerlo abbandonare, come ha ripetuto a Dublino il suo ministro Maria Fekter. «È una questione di mesi» per rendere operativo il …

Fassino: «Ci sono soltanto due strade Esecutivo Bersani o del Presidente», di Aldo Cazzullo

Piero Fassino, lei come segretario Ds fu cofondatore del partito democratico. Ora teme per la sua sopravvivenza? «Qui non è in gioco solo il destino di un partito, e neppure solo del Quirinale e del governo, ma della democrazia. Il voto del 24 febbraio ha segnato la conclusione di una lunghissima era politica, la Prima Repubblica. Dopo tanto blaterare di Seconda Repubblica, in realtà l’assetto seguito alla guerra finisce adesso». Perché dice questo? «Perché l’Italia in cui siamo cresciuti non c’è più. Siamo cresciuti in una democrazia rappresentativa che aveva come pilastro i grandi corpi intermedi: partiti, sindacati, associazioni di categoria; soggetti di rappresentanza, mediatori di conflitti, elaboratori di proposte. Oggi un quarto del Paese non solo non si riconosce nei partiti, ma si organizza contestando la funzione di quei corpi intermedi. Come siamo mortali noi, sono mortali le forme della politica; e la democrazia del 2000 non può essere la stessa del ‘900. Del resto, è normale che sia così. Ogni secolo è segnato dall’evoluzione delle forme della politica. Il ‘700 con l’Illuminismo vide …

I sette anni di Re Giorgio l’ex “comunista moderato” che ha conquistato il Paese, di Filippo Ceccarelli

Per quanto il finale sia amaro, che più amaro forse non si potrebbe, e perfino «surreale, trovandomi oggetto di assurde reazioni di sospetto e dietrologie incomprensibili, tra il geniale e il demente», ecco, come sempre toccherà alla storia il giudizio definitivo. Ma fin d’ora, e senza troppi timori, ci si può prendere la responsabilità di sostenere con dovizia di pezze d’appoggio che il settennato di Giorgio Napolitano è stato politicamente lunghissimo, quasi tutto eccellente, per certi versi magistrale e a tratti anche straordinario, nel duplice senso di inconsueto ed eccezionale nel suo dispiegarsi. Se proprio bisogna pescare il pelo nell’uovo, il dubbio, il sospetto, o forse la maliziosa suggestione è che le cose abbiano cominciato a girare male – intercettazioni e polemiche con la Procura di Palermo, morte di D’Ambrosio, malevolenze grilline, dissapori con Monti, equivoci con il Pd, impotenza e sfinimento dopo le elezioni, propositi poi rientrati di anticipare le dimissioni, accuse per la commissione dei dieci presunti saggi o facilitatori, critiche sulla grazia concessa in extremis agli americani del sequestro di Abu Omar …