Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"L’ambiguità del leader tra annunci e smentite", di Mattia Feltri

Il punto di forza di Grillo resta l’asimmetria comunicativa. Comunica con tutti, ma nessuno può parlare a lui Tutti impazziti, come dice Petra Reski, giornalista tedesca di Focus. Ognuno alla frenetica ricerca del segnale giusto, ognuno smarrito nell’approccio a un movimento che sovverte l’ordine costituito nel rapporto dei leader coi leader, dei leader con la stampa, per non dire dello sbigottimento nell’apprendere che i leader del MoVimento 5 Stelle sono non-leader, sebbene andranno alle consultazioni (senza non) con Giorgio Napolitano. Un’ambiguità che fa impazzire tutti. Beppe Grillo si ritrova a smentire l’intervista con la Reski e la Reski stessa smentisce l’interpretazione che è stata data della sintesi del suo sito. Cioè, scrive in mattinata l’ Ansa attribuendo le parole a Grillo, «se il Pd di Pierluigi Bersani e il Pdl di Silvio Berlusconi» proponessero un cambiamento immediato della legge elettorale, l’abolizione dei rimborsi elettorali e introducessero il tetto di due legislature per deputato, «noi sosterremmo naturalmente subito un governo del genere. Ma non lo faranno mai». Qualcuno, e neanche molti, decifra l’editto come una disponibilità …

"Quei punti d'intesa nella Costituzione", di Salvatore Settis

La spietata eloquenza dei numeri azzera la retorica liquidatoria che fino a ieri bollava di “antipolitica” ogni sillaba di ogni grillino e porta il Movimento Cinquestelle, divenuto il primo partito italiano, al centro della politica. «Antipolitica, parola violenta e disonesta», ha scritto Gustavo Zagrebelsky in queste pagine; violenta specialmente in bocca a chi ha sdoganato in passato, in nome della Realpolitik, indiscussi campioni dell’antipolitica come Berlusconi e la Lega. Oggi i numeri del Senato impongono la scelta fra due strade: la prima è l’abbraccio mortale con Berlusconi per un cosiddetto governissimo che sarebbe un governicchio incapace di gestire non dico la crisi ma l’ordinaria amministrazione, in una legislatura breve destinata a finire rovinosamente sfociando in nuove elezioni con Grillo sopra il 50%. La seconda, verso la quale si registrano faticose aperture, è una maggioranza d’obiettivo Pd-5Stelle. Ezio Mauro ha detto quale dovrebbe essere il programma, peraltro obbligato, di un’alleanza come questa: nuova legge elettorale, drastiche misure contro il conflitto di interessi, riduzione dei costi della politica, revisione del bicameralismo perfetto; Stefano Rodotà ha aggiunto diritti …

“Misura e senso di responsabilità” l’appello di Napolitano ai partiti, di Umberto Rosso

Dal Capo dello Stato no a “categoriche determinazioni di parte” Raccomanda «misura, realismo e senso di responsabilità ». Chiede di evitare «premature categoriche determinazioni di parte». E si riserva «ogni autonoma valutazione» quando dopo la consultazioni si tratterà di affidare l’incarico di governo. Tirate le somme, insomma, deciderà lui in piena libertà. Giorgio Napolitano, appena rientrato dalla difficile missione in Germania, lancia un forte richiamo ai partiti impegnati in uno scontro durissimo alla ricerca di una maggioranza che non si intravede. Si rivolge a tutti, però nel mirino del capo dello Stato sembra esserci da un lato il braccio di ferro dei grillini e dall’altro le parole di Bersani, che si è candidato a guidare il governo con un esecutivo di minoranza e chiudendo la porta a larghe intese col Pdl. Dietro le quinte, il capo dello Stato nei suoi colloqui riservati con tutti i leader politici, condotti al telefono anche durante la visita a Berlino, aveva raccomandato calma e gesso, per evitare di restringere con ipotesi secche ed esclusioni “a tavolino” un sentiero per …

"Le virtù del buon politico", di Massimo Gramellini

Anticipando il probabile duello finale dei prossimi mesi, Grillo ha attaccato Renzi dandogli della «faccia come il c.» (in comproprietà con Bersani) e del «politico di professione». Per lui e per una parte dei suoi elettori le due definizioni sono sinonimi. Tralascio ogni giudizio sull’uso del turpiloquio, uno dei tanti lasciti di questo ventennio che ancora prima delle tasche ci ha immiserito i cuori, portandoci a considerare normale e persino simpatico che un leader politico si esprima come un energumeno. Ma vorrei sommessamente segnalare che essere professionisti della politica non è una vergogna né una colpa. E’ colpevole, e vergognoso, essere dei professionisti della politica ladri e incapaci. In questi ultimi decenni ne abbiamo avuti un’infinità e la stampa porta il merito ma anche la responsabilità di averli resi popolari, preferendo esibire i fenomeni acchiappa audience piuttosto che il lavoro serio ma noioso di tanti membri delle commissioni parlamentari. Dando agli elettori la percezione che tutti i politici fossero uguali a Fiorito o a Scilipoti e che chiunque potesse fare meglio di loro. Non è …

"Quanto tempo ci rimane", di Tito Boeri

QUANTO tempo abbiamo a disposizione per risolvere la crisi politica? Possiamo, come il Belgio, sopravvivere a lungo senza un governo nel pieno delle sue funzioni? Sono domande ricorrenti. Soprattutto nel momento in cui si affronta una crisi politica senza precedenti, nel mezzo di un’emergenza economica anch’essa senza precedenti. Ci sono tre fattori che ci danno un po’ di tempo, anche se non molto, per cercare di risolvere la crisi politica. Il primo è che il governo in carica per la gestione degli affari correnti non è un governo qualsiasi, ma è un governo guidato da Mario Monti, il politico italiano che oggi gode di maggiore credibilità sul piano internazionale. Deve però essere un esecutivo vero, pienamente operativo, il che ci porta al secondo fattore: in condizioni di emergenza la nozione di affari correnti non può che risultare molto dilatata. È una nozione peraltro molto vaga di par suo, che rimanda più a limiti dettati dalla prassi e dalla correttezza costituzionale che ad altro. Ad esempio, nulla impedisce ad un governo dimissionario di adottare misure emergenziali …

"I milioni del golpe bianco così fecero cadere Prodi", di Sebastiano Messina

SILVIO Berlusconi le aveva dato un nome in codice che aveva il suono degli ideali e il profumo dei sogni: «Operazione Libertà». Più prosaicamente, Sergio De Gregorio, il senatore dipietrista che si fece comprare al non modico prezzo di tre milioni di euro, ha usato il lessico militare: «Sabotaggio». Sabotaggio del governo Prodi, buttato giù il 24 gennaio 2008, si scopre adesso, con la corruzione dei parlamentari che erano stati eletti nella sua maggioranza e dovevano votargli la fiducia. Mettendo sul tavolo i soldi, tanti soldi, tutti in nero. Usando segreti giudiziari per destabilizzare un capopartito. Offrendo patti inconfessabili a chi doveva semplicemente restarsene a casa, facendo mancare il suo voto decisivo. Non è solo uno spaccato sconcertante e scandaloso della corruzione eletta a strumento della politica, quello che affiora dalle carte dell’inchiesta napoletana che coinvolge Berlusconi, De Gregorio e l’editore-faccendiere Valter Lavitola. È SOPRATTUTTO l’illuminante radiografia di un’operazione che configura «un attentato alla democrazia», come dice la vittima di quel complotto, Romano Prodi: «Un vero e proprio atto di corruzione che, se confermato, avrebbe …

Berlusconi se la prende con le toghe mentre il Paese affonda

Non cambia, i suoi problemi vengono prima delle priorità del Paese “La disoccupazione in Italia non è mai stata così alta. Sono tre milioni le persone nel nostro Paese senza lavoro. Ai massimi livelli anche la disoccupazione giovanile. I consumi sono crollati e la pressione fiscale è alle stelle. Questi sono i dati economici diffusi oggi dall’Istat, dati drammatici che descrivono una situazione davvero preoccupante”. “Berlusconi propone di scendere in piazza. Peccato che lo faccia non per manifestare contro la situazione insostenibile e di precarietà assoluta in cui versa il Paese ma per prendersela con la magistratura, una delle istituzioni che sono alla base della nostra democrazia”. Lo dichiara Nico Stumpo, responsabile Organizzazione del Pd, dopo l’annuncio da parte di Silvio Berlusconi di voler scendere in piazza il 23 marzo “contro l’attività di una parte della magistratura che usa la giustizia per combattere ed eliminare gli avversari politici”. L’ultima vicenda in cui Berlusconi si trova coinvolto è quella della compravendita di senatori all’epoca della caduta del governo Prodi, per la quale l’ex premier è indagato …