Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Gotor: "Governissimo? Senza Pier Luigi", di Carlo Bertini

Gotor, lei è uno dei più stretti consiglieri di Bersani. Nel Pd son già scattate le faide contro il segretario. Si dovrebbe dimettere? «Per semplificare: se si farà il governissimo, con dentro il Pdl e Berlusconi, non ci sarà Bersani. Abbiamo già dato. E in ogni caso nel Pd ci sono organi dirigenti che dovranno esprimersi con un voto e un percorso per il congresso. E se ci sarà una richiesta in tal senso ci si conterà. Bersani da mesi dice che non si ricandiderà alla segreteria e non è disponibile a guidare il Pd in un governissimo. In questo caso, si dovrà trovare un altro segretario, ma per farlo bisogna avere i numeri. Eviterei di dare la rappresentazione di un Pd che continua a farsi del male nel chiuso di se stesso, e l`ultima cosa di cui il partito avrebbe bisogno in un momento così delicato è mettere in discussione un centro di responsabilità e di prospettiva per l`Italia. Vedo riflessi di veterocomunismo e veterodemocristianismo in questo dibattito incentrato su autocritiche di facciata e …

"Napolitano: l'Italia non è allo sbando", di Lina Palmerini

«Non c’è un’Italia allo sbando e non vedo la possibilità di un contagio perché noi non abbiamo preso nessuna malattia». Le prime parole di Giorgio Napolitano a Berlino cercano di fermare la scia di polemiche e preoccupazioni sull’instabilità politica italiana e la possibilità che contamini l’area dell’euro. I giornali tedeschi sono zeppi di titoli in prima pagina sull’Italia, non solo per l’incidente provocato da Peer Steinbrück sui due «clown» – Berlusconi e Grillo – ma anche per le frasi del ministro delle Finanze tedesco Schäuble sul «rischio contagio» da un Paese che appare sempre più simile alla Grecia. E allora tocca al capo dello Stato – che ha un ruolo chiave nella soluzione del puzzle politico – rassicurare i suoi interlocutori tedeschi. Aveva già incontrato a Monaco il presidente della Repubblica federale Joachim Gauck ma ieri, a Berlino, il faccia a faccia è durato a lungo, così come lungo è stato il colloquio con Angela Merkel. Le pressioni affinché si trovi – in fretta – una via d’uscita sono molte ma altrettanto forti sono le …

"Le riforme della ricostruzione", di Stefano Rodotà

L’invenzione politica e istituzionale battezzata “Seconda Repubblica” è crollata miseramente e rischia di seppellire il paese sotto le sue rovine. Un esito purtroppo prevedibile, viste le illusioni sulle quali quella nuova fase era stata fondata. Ricordiamole. Il bipolarismo come bene in sé, che avrebbe inevitabilmente prodotto stabilità governativa, governabilità a tutto campo, efficienza, fine della corruzione grazie all’alternanza al governo di diverse coalizioni. Oggi sarebbe persino impietoso ricordare con nomi e cognomi chi ha assecondato questa deriva, anche se prima o poi bisognerà pur farlo. Ma, intanto, si deve almeno sottolineare come non si sia voluto vedere l’abisso crescente tra quelle illusioni e la realtà, tanto che si arrivò addirittura a dire, dopo le elezioni del 2008, che l’orribile “Porcellum” aveva comunque avuto come effetto quello di stabilizzare il bipolarismo. Se vogliamo comprendere il presente, e progettare il futuro in maniera meno avventurosa, si dovrà partire proprio da una severa lettura critica dell’intera storia della cosiddetta Seconda Repubblica. In questo momento, il criterio di analisi e di valutazione è ovviamente rappresentato dalle vere novità politiche …

"L’ombra dei Lavitola sulla Terza Repubblica", di Filippo Ceccarelli

E nell’Italia sconvolta dalle attese e dai pericoli, dalle novità e dai vuoti, l’unica certezza è il ritorno di Lavitola e De Gregorio, il gatto e la volpe del berlusconismo più oscuro e ruspante. TOH, guarda chi si rivede! Non si dirà qui che i morti afferrano il vivo, le due condizioni risultando piuttosto relative in un paese decisamente in bilico. Ma certo questa duplice e graziosa ricomparsa, con un corredo antropologico e giudiziario di risonante attualità, non rischia solo di tradursi in un ulteriore colpo a uno dei presunti vincitori, che il Cavaliere oltretutto si aspettava, ma soprattutto alla speranza di chiudere un ciclo di ricordi e di potere. Mentre queste due figure, più che riaprirlo, lo squarciano, lo spalancano, lo squadernano riportando l’orologio a tempi ormai lontanissimi. La storia ha infatti a che fare con l’«acquisto» – così crudamente definito in atti – di un certo numero di senatori che avrebbero dovuto mandare a casa il governo Prodi. Sembra di ricordare che Berlusconi aveva battezzato tale proposito «Operazione Spallata», o qualcosa del genere. …

"Se la propaganda fa i conti con la Costituzione", di Enrico De Mita

La proposta di trattenere il 75% delle imposte riscosse nelle regioni del Nord appartiene a una forma di propaganda che non è idonea ad essere proposta politica. Non è stata alla base del successo elettorale della destra nelle ultime competizioni elettorali. È una proposta di una piccola parte dello schieramento politico sulla quale non c’è stata discussione e accettazione delle forze che contano di più nel Nord. Basta qui ricordare che quando il centro-destra è stato al governo ha tentato una ipotesi di federalismo fiscale che è stato un autentico fallimento, soprattutto per mancanza di idee sui concetti di autonomia fiscale, di tributi propri degli enti locali e di partecipazione al gettito dei tributi erariali. La verità è che con proposte come quella di «trattenere le imposte riscosse» nel territorio di un indefinito Nord si allude a un’ipotesi di secessione sulla quale non c’è accordo di una larga parte dello schieramento politico. E, poi, la secessione, si realizza con la forza, non è una proposta politica che possa essere negoziata. Giuridicamente la vaghezza della proposta …

#GrilloDammiFiducia, di Viola Tesi

Caro Beppe, scrivo a te e intendo parlare a tutti i nuovi parlamentari del Movimento 5 Stelle. Mi chiamo Viola, ho 24 anni. Ho votato, e l’ho fatto con molta speranza, il M5S. Sono tra quei milioni di giovani che credono in una rivoluzione gentile: in un Paese solidale, più pulito e giusto, capace di tutelare i cittadini, il loro lavoro, l’ambiente in cui vivono. Io vorrei un’Italia in cui le persone tornino a essere cittadini e smettano di essere sudditi, un’Italia che rispetti i nostri sogni e li sostenga. Vi ho votati con queste speranze nel cuore. Il M5S ha ottenuto una vittoria alla quale in pochi credevano. Ma un sistema elettorale malato ha prodotto un risultato che non garantisce governabilità. Il mandato del Presidente della Repubblica Napolitano è in scadenza, le Camere non possono essere sciolte, non da lui: non si può tornare subito alle urne. Questo Parlamento avrà forse vita breve, ma non brevissima. Ti scrivo, e spero saranno in tanti a sottoscrivere questo mio appello, perché gli eletti del M5S hanno …

"È in gioco l’unità del Paese", di Alfredo Reichlin

Cerchiamo di capire i massaggi molto seri e gravi che ci manda questo Paese. Essi interrogano non solo le capacità politiche di chi dovrà mettere insieme una maggioranza di governo, investono il pensiero sull’Italia di oggi e il sentimento di ciò che è in gioco. Spero che alla luce del terremoto elettorale sia più chiaro che cosa era (ed è) in discussione. Non una normale scelta tra progressisti e conservatori ma un problema costituente, di futuro della nazione. Il dilemma era chiaro. Non c’era (e non c’è) altra speranza di evitare un destino di decadenza e di marginalità rispetto al mondo nuovo che non sia quella di ricollocare il grande, ma sempre più dissipato patrimonio storico italiano (produttivo, culturale, di capacità umana), in una vicenda più vasta; che è la creazione di una federazione europea, cioè uno strumento senza il quale e fuori dal quale un Paese come l’Italia non ha le risorse per affrontare i suoi problemi. Insomma il rischio di finire ai margini del mondo nuovo e di non contare più niente. Questo …