Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

Scuola, in tre mosse il PD archivia Gelmini, di Mario Castagna

Risorse, stabilità, fiducia. Si potrebbe sintetizzare così il programma del PD sulla scuola del futuro. «Siamo qui per presentare le idee che abbiamo messo nel nostro documento e con le quali ci presentiamo alle elezioni – ha sostenuto Francesca Puglisi, responsabile scuola del Pd insieme a Manuela Ghizzoni, Maria Coscia, Maria Grazia Rocchi e Simona Malpezzi, nel corso della conferenza stampa di presentazione – la scuola ha bisogno di risorse, stabilità e fiducia dopo anni di tagli. Le emergenze, come quella legata all’edilizia scolastica, devono trovare una risposta». Primo punto dell’agenda è infatti il contrasto a tre emergenze che oggi colpiscono la scuola italiana: la sicurezza degli edifici scolastici, la dispersione e l’abbandono scolastico e il settore 0-6, cioè quello degli asili nidi e della scuola dell’infanzia. Sulla prima emergenza Pierluigi Bersani aveva già anticipato il piano straordinario per la manutenzione e la ristrutturazione degli edifici scolastici. Una vera e propria emergenza che minaccia in primis la sicurezza dei nostri ragazzi. Da uno studio della Krls Network of Business Ethics, emerge che in Italia solo …

I condoni, di Roberto Petrini

La strizzatina d’occhio c’era stata nell’estate del 2011, quando il governo Berlusconi ancora in carica cominciava a navigare nella tempesta della crisi finanziaria che avrebbe portato il paese sull’orlo del baratro. Un manipolo di quaranta deputati guidati dall’azzurro Amedeo Laboccetta firmò una lettera a favore di un condono fiscale tombale. In autunno Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera disse che si doveva discutere dell’argomento «senza tabù». Arrivò anche Scilipoti che affermò senza pudore: «Milioni di italiani ci chiedono il condono ». Il governo cadde nelle settimane successive e non se ne fece nulla ma il meccanismo che si era messo in moto era assai simile a quello del dicembre del 2001 quando, durante la discussione della Finanziaria, l’azzurro Gianfranco Conte lanciò l’idea del «condono di Natale»: in prima battuta l’operazione fu bloccata ma sei mesi dopo le truppe d’assalto, da Daniela Santanché allo stesso Cicchitto, tornarono a chiedere a viva voce la sanatoria, che Berlusconi annunciò a settembre, a Bari, alla Fiera del Levante. Fu una carneficina: forse il più grande condono della storia …

Bersani: «Un piano per scuole e ospedali», di Simone Collini

Un piano di riqualificazione per scuole e ospedali da finanziare con i fondi strutturali europei e con quanto recuperato da una riduzione delle spese militari. Pier Luigi Bersani evita di inseguire Silvio Berlusconi limitandosi a dire «con noi mai più condoni», e invece mette sul piatto un’operazione che se attuata avrebbe un impatto immediato dal punto di vista economico, sociale, ambientale, occupazionale. Il leader del Pd ha fatto mettere a punto dai diversi dipartimenti del partito un piano di riqualificazione per gli ospedali e le 10.761 scuole statali dove studiano e lavorano 9 milioni di persone. Secondo i calcoli effettuati al quartier generale del Pd, le operazioni per la messa in sicurezza, l’efficienza energetica, la manutenzione e la bonifica da amianto dovrebbero ammontare a 7 miliardi e mezzo da investire nell’arco di tre anni. Per la copertura di questa spesa, il Pd ha lavorato su una diminuzione delle spese militari, che sono state di 19,96 miliardi di euro, pari all’1,2% del Pil, nel 2012, e che in prospettiva dovrebbero aumentare a 20,93 miliardi di euro …

Non chiedete al Pd di inseguirlo, di Stefano Menichini

Neanche il tempo per Berlusconi di completare l’esternazione sulle sue “proposte shock”, e subito tutti girano lo sguardo verso il Pd con l’interrogativo espresso o inespresso: «E ora come rispondete?». Domanda alla quale fa di solito seguito una serie fitta di critiche, in genere contraddittorie fra loro: non dovete dare corda alle sparate di quell’uomo; siete troppo mosci; sbagliate a demonizzarlo; gli avete lasciato il centro della scena; non fate proposte altrettanto forti; dovete distinguervi per serietà; non inseguitelo; inseguitelo. Premere sui democratici perché in questa campagna elettorale facciano di più e meglio è giusto. Qualche segnale interessante da questo punto di vista c’è, come conferma la notizia data ieri in rete da Europa sui prossimi appuntamenti comuni di Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi. Pretendere che essi regolino la propria marcia sulle uscite di Berlusconi è invece un grossolano errore, dovuto alla solita ansia tipica dell’elettorato progressista di cui abbiamo già scritto (senza alcuna speranza di placarla). Oltre tutto, come s’è visto ieri sul “condono tombale”, non fai in tempo a contestare una sparata …

Franceschini: “Silvio ha perso ogni credibilità ma chi non vota per noi favorisce lui”, di Giovanna Casadio

Franceschini, dopo la restituzione dell’Imu, ora è la volta del condono tombale. Berlusconi lancia proposte appetitose per l’elettorato e che mandano in tilt i mercati? «È un copione che abbiamo già visto 6 volte in vent’anni, sempre uguale. Diciamo che normalmente un uomo politico ha un confine rispetto alle cose che può dire. Pensa alla propria credibilità, alla faccia. Berlusconi ha superato ogni limite. Avendo perso faccia e credibilità dappertutto, sente di potere dire e fare qualsiasi cosa, dalla restituzione dell’Imu al condono tombale. Non ha più confini ». Però interpreta il malcontento degli elettori? «Non ha nessuna possibilità di conquistare elettori nuovi. E quindi cerca solo di riprendersi i suoi elettori che hanno scelto l’astensionismo o Grillo. Anche questo fatto prova il danno culturale e diseducativo di questi anni: in qualsiasi altro paese un elettore che ha votato partito conservatore, e che è deluso, vota progressista e viceversa. Qui da noi, i delusi di Berlusconi votano Grillo, passando da un populismo ad un altro che sembra opposto ma è confinante: Berlusconi fa la battuta …

La demagogia irresponsabile, di Ezio Mauro

A tre settimane dalle elezioni, i mercati hanno votato ieri, segnalando tutto il loro allarme. Borsa in calo di 4 punti e mezzo (la più debole d’Europa), le banche che arrivano a perdere più di 6 punti, lo spread che risale di 20 punti base, a quota 285. La tregua è finita, il recupero di credibilità del governo Monti rischia di essere mangiato pezzo a pezzo, insieme col rigore e le riforme dell’ultimo anno, dalla confusione politica che porta nuovamente a galla – com’è inevitabile – tutte le debolezze drammatiche dell’Italia. Un Paese, non dimentichiamolo, che nel 2013 dovrà collocare sul mercato ben 410 miliardi di titoli per finanziarsi il debito: appena 60 in meno del 2012, l’anno peggiore del dopoguerra. Quel che è successo è sotto gli occhi di tutti. Gli scandali Mps e Saipem trasmettono l’immagine di un sistema inaffidabile, che trucca i conti in un caso e nell’altro inganna la stessa vigilanza: Siena in più manda il segnale d’allarme di una contiguità di interessi e di potere tra la terza banca del …

Diritto allo studio, PD: governo fuori tempo massimo, dopo elezioni cambieremo sistema

Meloni e Carrozza: “E’ del tutto inopportuno Che il governo adotti, in regime di ordinaria amministrazione e a meno di venti giorni dalle elezioni, un provvedimento che incide in maniera così significativa sulla condizione degli studenti”. “La discussione in atto sull’ipotesi di decreto ministeriale sul diritto allo studio arriva fuori tempo massimo e deve essere rimandata a dopo le elezioni. Dunque i rappresentanti degli studenti hanno fatto benissimo ad agire in modo da evitare la sua approvazione”. Lo dichiarano Marco Meloni, responsabile Università e ricerca Pd e Maria Chiara Carrozza, presidente del Forum Università e ricerca del partito. “E’ del tutto inopportuno – proseguono Meloni e Carrozza – che il governo adotti, in regime di ordinaria amministrazione e a meno di venti giorni dalle elezioni, un provvedimento che incide in maniera così significativa sulla condizione degli studenti. Così come sarebbe altrettanto inopportuna l’adozione di qualsiasi atto capace di influire in modo improprio sulle scelte del prossimo governo”. “Nel merito il provvedimento – sostengono ancora i due esponenti del PD – contiene molti aspetti a nostro …