Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

“L’età delle primarie”, di Nadia Urbinati

Tenere insieme divisione e unità è un compito politico difficile, ma imprescindibile. A questo servono le regole democratiche, scritte e costituzionalizzate in previsione del disaccordo, non dell’armonia. La ricerca di costituire leadership democratiche passa attraverso la pratica del disaccordo e aspira a raggiungere un esito che benché unitario non è mai affossamento delle divisioni. Lo abbiamo appreso seguendo le recenti elezioni americane che, con sorpresa di molti osservatori stranieri, hanno rivelato al mondo un paese diviso eppure unito. Un mistero che di misterioso ha in effetti molto poco, se non il fatto che la divisione politica e ideologica è condizione per consentire la formazione di un’unità del potere di decisione. Chi meglio riesce in questo, conquista la leadership. Il sistema presidenziale e federale si adattano meglio a questa politica della concordia discordante rispetto a quello parlamentare, che è più pluralista e propenso a promuovere coalizioni invece che convergenze verticali intorno a un leader. La leadership democratica nelle democrazie parlamentari segue altre logiche che non sono, o sono raramente, personalistiche (il Parlamento, scriveva Max Weber, soffoca …

“Il Pd e la prova per i giovani”, di Alfredo Reichlin

La politica cammina in fretta. Il problema che già si pone è cominciare a pensare ciò che sarà il Pd. È vero che siamo ormai i garanti e la forza portante della democrazia italiana e che, come dice Bersani, a questo punto «non ci ammazza più nessuno». Ma la vicenda delle primarie ha reso chiaro che anche una intera fase della vita del Pd si è conclusa. Di fatto, questo nuovo rapporto con la gente ha già avviato un ricambio di gruppi dirigenti. Non per caso alcune componenti, tra cui quella cattolica ma anche quella che si rifà a una cultura più socialista, hanno avviato nuove riflessioni su se stesse e sul proprio ruolo. Comunque sia, le cose camminano in fretta. È chiaro che il Pd sarà presto sottoposto a una prova di governo (o di opposizione) molto impegnativa. Non nascondiamocelo. Si tratterà di ripensare il modi di essere di uno Stato vicino allo sfascio e di una società disgregata come quella italiana in rapporto alla necessità di adeguarsi a una realtà europea sempre più …

“Un Paese con l’acqua alla gola”, di Carlo Petrini

Nelle Langhe, tutte le volte che pioveva molto, e per alcuni giorni di fila, si diceva che i contadini iniziassero a “portare l’acqua a spasso”. Sulle colline e su qualsiasi altro terreno in pendenza gli agricoltori, armati di zappa, scavavano stretti e lunghi solchi pieni di curve: così aiutavano l’acqua a “camminare” per un po’ prima che scendesse a valle. Una precauzione perché non acquisisse forza distruttiva, sia per le coltivazioni sia, a valanga e nei casi più gravi, per le costruzioni. Torna questo frammento di memoria, che tanti anni fa sembrava più che altro un racconto colorito riferito alla civiltà contadina, ogni volta che in Italia un territorio va sott’acqua o un fiume esonda portando danni, tristezza e purtroppo morte. E viene da pensarci sempre più spesso, perché capita regolarmente ogni autunno da un po’ di anni a questa parte, e molte volte anche a fine inverno. Per curiosità, basta controllare l’elenco delle alluvioni di una certa importanza avvenute in Italia, che si trova facilmente su internet. Salta subito all’occhio come i fenomeni gravi …

“Il momento delle risposte”, di Guglielmo Epifani

La giornata europea di mobilitazione contro l’austerità e per l’occupazione e lo Stato sociale ha rappresentato effettivamente una novità e un bisogno. Al di là delle diverse scelte fatte, tra chi ha scioperato e chi ha manifestato in altro modo, il mondo del lavoro continentale ha espresso con forza l’insostenibilità sociale crescente della ricetta di più rigore e più disoccupazione, e l’inquietudine verso un presente ed un futuro in cui non si vedono rapide fuoriuscite dalla crisi. Non è più solo la Grecia il caso emblematico di questa vera e propria trappola in cui siamo caduti; e non sono soltanto sindacati, movimenti e forze progressiste a richiedere un cambiamento di scelte e strategie. Se è vero, come è vero, che da fonti insospettabili e dallo stesso Fondo monetario ormai si discute senza reticenza dei famosi moltiplicatori che oggi determinano, contrariamente ad altre fasi del ciclo economico, un rapporto superiore a due della incidenza dei tagli rispetto al prodotto interno lordo. Anche in Italia sciopero e manifestazioni hanno avuto un carattere importante, e hanno visto una …

“Due violenze sbagliate”, di Massimo Giannini

Ribellarsi è giusto. Non c’è bisogno di rispolverare Jean Paul Sartre, per sapere che le migliaia e migliaia di donne e uomini, giovani e meno giovani che hanno riempito le piazze d’Europa hanno ragione. Nell’Occidente disorientato, dove una finanza senza regole ha divorato l’industria manifatturiera e un mercato senza Stato ha prodotto la disuguaglianza di massa, uno «sciopero europeo» è sacrosanto, quando invoca pacificamente più lavoro, più diritti, più giustizia sociale. Dopo mesi di scontri e di manifestazioni in Grecia, in Portogallo, in Spagna, era ovvio che l’onda della protesta tornasse a sommergere anche l’Italia. A meno che non si pensi (o non si voglia) che l’immaginesimbolo dei ragazzi italiani di oggi sia solo quella dei 50mila spensierati teenager accorsi sabato scorso al flash-mob di Piazza del Popolo, per ballare sulle note di un rapper coreano. Quello che non è affatto giusto è che la rabbia di una generazione, derubata del futuro da una stagione di sacrifici che non promettono il riscatto ma producono solo altri sacrifici, sfoci in una violenza altrettanto cieca e fine …

“Sbloccati i fondi Ue per il sisma in Emilia”, di Marco Mongiello

A Bruxelles infuria la battaglia sul bilancio europeo, ma almeno i 670 milioni di euro di aiuti per il terremoto in Emilia Romagna sono stati sbloccati. Lo ha annunciato ieri il ministro dell’Economia Vittorio Grilli, dopo la decisione del Consiglio Ecofin di separare la questione del fondo di solidarietà da quella del correttivo da 9 miliardi di euro del bilancio 2012. I 27 ministri delle Finanze riuniti nella capitale belga hanno preso la decisione a maggioranza qualificata, con l’opposizione di Gran Bretagna, Finlandia e Svezia. Venerdì scorso gli stessi tre Paesi, più Germania e Olanda, si erano opposti alla richiesta di Commissione ed Europarlamento di aggiungere altri soldi per pagare le fatture del bilancio in corso. Nel braccio di ferro erano finiti così anche i soldi per il terremoto in Emilia, suscitando lo sdegno degli eurodeputati, del presidente del Parlamento europeo Martin Schulz e del premier Mario Monti. È seguito un week end di pressing italiano a tutti i livelli istituzionali che ha sbloccato la situazione. Ieri il presidente del Consiglio si è limitato ad …

“La controriforma”, di Michele Brambilla

Solo in Italia poteva succedere una cosa paradossale come quella che è accaduta ieri, quando il Senato ha approvato un emendamento presentato da Lega e Api per stabilire che la diffamazione a mezzo stampa va punita col carcere. La cosa paradossale non è tanto il contenuto di quell’emendamento, quanto il fatto che in Senato si stava discutendo della nuova legge sulla diffamazione a mezzo stampa proprio perché la politica – praticamente tutta – aveva annunciato solennemente di voler cancellare il carcere per i giornalisti. I fatti sono noti. Il direttore del «Giornale» Alessandro Sallusti è stato recentemente condannato per diffamazione a un anno e quattro mesi di reclusione, senza la condizionale. La cosa ha destato scalpore soprattutto perché l’Italia è praticamente l’unico, fra i Paesi dell’Occidente democratico, a prevedere la pena del carcere per i giornalisti. Negli altri, si prevedono multe, risarcimenti e magari sospensioni temporanee dal lavoro; ma la galera, no. Sull’onda emotiva del caso-Sallusti (in Italia ci si muove sempre così: su onde emotive) era dunque partita una campagna bipartisan per indurre il …