Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

“Liste pulite, ecco la legge incandidabili i condannati fuori da Parlamento e Regioni”, di Liana Milella

“Liste pulite” subito. Anche per il voto nel Lazio, in Lombardia e in Molise a fine gennaio. È pronto — mancano solo gli ultimi ritocchi — il decreto legislativo con le nuove regole sulla non candidabilità a qualsiasi carica elettiva e di governo, pena l’immediata decadenza, di chi ha addosso una condanna definitiva per una pena minima di due anni. Cancellieri, Patroni Griffi e Severino sono stati di parola. Oggi i tre ministri — Interno, Giustizia, Funzione pubblica — si vedranno per chiudere il testo che, in settimana, passerà al vaglio di palazzo Chigi. Poi le commissioni parlamentari avranno 60 giorni per un parere consultivo che il governo è libero di accogliere o ignorare (come, in parte, è avvenuto per il taglio dei tribunalini). A quel punto il decreto sarà operativo. Se le elezioni regionali si terranno, come appare probabile, il 27 gennaio, c’è tutto il tempo per la piena operatività della legge. Che, merita ricordarlo, prevede anche la decadenza degli eventuali condannati eletti. Quindi i partiti, anche se il decreto non dovesse fare in …

"La logica dello sfascio", di Claudio Sardo

Pensavamo che era quasi impossibile fare peggio del porcellum. Ma Berlusconi e il Pdl stanno pensando di approvare un emendamento-trappola che ha il solo scopo di impedire al Pd di governare (o comunque di aumentare di molto il coefficiente di difficoltà), senza correggere alcuna delle mostruosità della legge elettorale. È un affronto, tanto più provenendo dalle stesse menti che hanno partorito nel 2006 questo sistema che non ha uguali in Occidente. È una porcata che va respinta non in nome di un’aspirazione di parte, ma dell’interesse del Paese di ricostruire una relazione efficace tra Parlamento, maggioranza e governo. Se passasse questo piano scellerato i cittadini sarebbero comunque nell’impossibilità di scegliere i parlamentari, perché nulla cambierebbe sulle liste bloccate. Se passasse il piano non ci sarebbe alcuna limitazione alla frammentazione politica e al trasformismo parlamentare, perché lo sbarramento al 4% resterebbe aggirabile all’interno delle coalizioni. Se passasse il piano una sola cosa cambierebbe: il premio attualmente previsto per la coalizione prima classificata (che la fa crescere fino al 55% dei seggi della Camera) scatterebbe solo qualora …

“La logica dello sfascio”, di Claudio Sardo

Pensavamo che era quasi impossibile fare peggio del porcellum. Ma Berlusconi e il Pdl stanno pensando di approvare un emendamento-trappola che ha il solo scopo di impedire al Pd di governare (o comunque di aumentare di molto il coefficiente di difficoltà), senza correggere alcuna delle mostruosità della legge elettorale. È un affronto, tanto più provenendo dalle stesse menti che hanno partorito nel 2006 questo sistema che non ha uguali in Occidente. È una porcata che va respinta non in nome di un’aspirazione di parte, ma dell’interesse del Paese di ricostruire una relazione efficace tra Parlamento, maggioranza e governo. Se passasse questo piano scellerato i cittadini sarebbero comunque nell’impossibilità di scegliere i parlamentari, perché nulla cambierebbe sulle liste bloccate. Se passasse il piano non ci sarebbe alcuna limitazione alla frammentazione politica e al trasformismo parlamentare, perché lo sbarramento al 4% resterebbe aggirabile all’interno delle coalizioni. Se passasse il piano una sola cosa cambierebbe: il premio attualmente previsto per la coalizione prima classificata (che la fa crescere fino al 55% dei seggi della Camera) scatterebbe solo qualora …

“Il bivio della sinistra”, di Claudio Sardo

La frammentazione politica è una delle malattie che hanno portato al collasso della seconda repubblica. Ci mancherebbe solo che qualcuno provasse ora a spacciarla come la medicina. Una nuova legittimazione della politica e delle istituzioni passa necessariamente dalla ricostruzione di partiti solidi, almeno nel senso di capienti, non marginali, capaci di fare sintesi tra diversi e perciò di assumersi delle responsabilità di fronte al Paese. Se le leggi elettorali degli ultimi vent’anni, attraverso il maggioritario di coalizione, hanno premiato il ricatto dei «piccoli» e le liste personali di ogni taglia, anziché lo sforzo di comporre partiti democratici a vocazione maggioritaria, occorre moltiplicare gli sforzi per cambiare il Porcellum. Ma, anche nel caso disgraziato di sconfitta della riforma, guai ad assecondare la (presunta) convenienza di coalizioni ampie e multiformi. Vorrebbe dire che non si è compresa la profondità della crisi di fiducia, né la portata della sfida storica che avrà di fronte il governo del dopo-elezioni, né la forza che dovrà esprimere per tenere insieme risanamento e cambio di indirizzo su scala europea. Per quanto riguarda …

"Il bivio della sinistra", di Claudio Sardo

La frammentazione politica è una delle malattie che hanno portato al collasso della seconda repubblica. Ci mancherebbe solo che qualcuno provasse ora a spacciarla come la medicina. Una nuova legittimazione della politica e delle istituzioni passa necessariamente dalla ricostruzione di partiti solidi, almeno nel senso di capienti, non marginali, capaci di fare sintesi tra diversi e perciò di assumersi delle responsabilità di fronte al Paese. Se le leggi elettorali degli ultimi vent’anni, attraverso il maggioritario di coalizione, hanno premiato il ricatto dei «piccoli» e le liste personali di ogni taglia, anziché lo sforzo di comporre partiti democratici a vocazione maggioritaria, occorre moltiplicare gli sforzi per cambiare il Porcellum. Ma, anche nel caso disgraziato di sconfitta della riforma, guai ad assecondare la (presunta) convenienza di coalizioni ampie e multiformi. Vorrebbe dire che non si è compresa la profondità della crisi di fiducia, né la portata della sfida storica che avrà di fronte il governo del dopo-elezioni, né la forza che dovrà esprimere per tenere insieme risanamento e cambio di indirizzo su scala europea. Per quanto riguarda …

"Quel che manca alla manovra", di Guglielmo Epifani

Sia pure faticosamente, tra migliaia di emendamenti e di voti controversi, la legge di stabilità sta cambiando profilo. Le correzioni vanno quasi tutte nella giusta direzione. Era la richiesta che tanti avevano avanzato. È scomparsa la retroattività delle norme fiscali rispettando lo statuto dei contribuenti e i comportamenti dei cittadini onesti. Si rinuncia a ridurre le aliquote fiscali in favore dell’eliminazione dell’aumento dell’Iva del 10 per cento – che riguarda generi di prima necessità compresi gli alimentari – di una diversa rimodulazione di tetti e franchigie alle detrazioni e deduzioni, e di un intervento in favore dei redditi da lavoro e delle famiglie numerose. Così riscritta, la manovra è sicuramente più equa e sostenibile, prevedendo un vantaggio più distribuito tra le diverse aree sociali. Privilegia due condizioni – lavoro e famiglia – e alleggerisce l’effetto sull’inflazione per tutti e soprattutto per i più indigenti. Si tratta ora di selezionare con attenzione le voci da escludere dai tetti delle detrazioni e dalle franchigie delle deduzioni, avendo come priorità casa e spesa sanitaria, in una fase in …

“Quel che manca alla manovra”, di Guglielmo Epifani

Sia pure faticosamente, tra migliaia di emendamenti e di voti controversi, la legge di stabilità sta cambiando profilo. Le correzioni vanno quasi tutte nella giusta direzione. Era la richiesta che tanti avevano avanzato. È scomparsa la retroattività delle norme fiscali rispettando lo statuto dei contribuenti e i comportamenti dei cittadini onesti. Si rinuncia a ridurre le aliquote fiscali in favore dell’eliminazione dell’aumento dell’Iva del 10 per cento – che riguarda generi di prima necessità compresi gli alimentari – di una diversa rimodulazione di tetti e franchigie alle detrazioni e deduzioni, e di un intervento in favore dei redditi da lavoro e delle famiglie numerose. Così riscritta, la manovra è sicuramente più equa e sostenibile, prevedendo un vantaggio più distribuito tra le diverse aree sociali. Privilegia due condizioni – lavoro e famiglia – e alleggerisce l’effetto sull’inflazione per tutti e soprattutto per i più indigenti. Si tratta ora di selezionare con attenzione le voci da escludere dai tetti delle detrazioni e dalle franchigie delle deduzioni, avendo come priorità casa e spesa sanitaria, in una fase in …