Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Se lo share ora fa calare il consenso", di Massimo Gramellini

L’ultima fatwa di Beppe Grillo colpisce una sua attivista, Federica Salsi, macchiatasi della colpa grave di avere partecipato a Ballarò. Per Grillo i salotti televisivi inoculano il virus del sistema da abbattere e perciò vanno assolutamente evitati: solleticando il punto G di chi vi partecipa, provocano narcisistici orgasmi che hanno un effetto nefasto sulle sorti politiche del movimento. Come rappresentante della comunità maschile, mi scuso con l’interessata per l’allusione gratuita: dubito fortemente che Grillo avrebbe tirato in ballo il punto G se l’attivista di Cinque Stelle fosse stato un uomo. Come piccolo conoscitore dei meccanismi mediatici, devo riconoscere che ha ragione: oggi andare in tv significa perdere voti. Stavolta sotto la lente infuocata di Grillo non è finita la televisione in generale, ma quei programmi di informazione politica che prevedono la presenza contemporanea in studio di una pluralità di ospiti. Questa formula si sta lentamente estinguendo per mancanza di nuove facce disponibili a ravvivare il gioco. Oggi qualsiasi personaggio pubblico in grado di dettare le condizioni pretende quella che in gergo si chiama «intervista chiusa»: …

“Se lo share ora fa calare il consenso”, di Massimo Gramellini

L’ultima fatwa di Beppe Grillo colpisce una sua attivista, Federica Salsi, macchiatasi della colpa grave di avere partecipato a Ballarò. Per Grillo i salotti televisivi inoculano il virus del sistema da abbattere e perciò vanno assolutamente evitati: solleticando il punto G di chi vi partecipa, provocano narcisistici orgasmi che hanno un effetto nefasto sulle sorti politiche del movimento. Come rappresentante della comunità maschile, mi scuso con l’interessata per l’allusione gratuita: dubito fortemente che Grillo avrebbe tirato in ballo il punto G se l’attivista di Cinque Stelle fosse stato un uomo. Come piccolo conoscitore dei meccanismi mediatici, devo riconoscere che ha ragione: oggi andare in tv significa perdere voti. Stavolta sotto la lente infuocata di Grillo non è finita la televisione in generale, ma quei programmi di informazione politica che prevedono la presenza contemporanea in studio di una pluralità di ospiti. Questa formula si sta lentamente estinguendo per mancanza di nuove facce disponibili a ravvivare il gioco. Oggi qualsiasi personaggio pubblico in grado di dettare le condizioni pretende quella che in gergo si chiama «intervista chiusa»: …

"Berlusconi e il prestigio dell'Italia", di Thomas Schmid

C’è almeno una cosa che va riconosciuta a Silvio Berlusconi: la sua inesauribile capacità di sorprendere. In Germania un politico con un curriculum come il suo, intessuto di scandali, promesse elettorali non mantenute e un mix di clientelismo, paternalismo e sconcezze non avrebbe il minimo spazio. Se dico questo, non è per compiacermi di essere cittadino di un Paese ordinato, anche se, devo ammetterlo, sono contento che la Germania possa contare su istituzioni relativamente solide, servite da politici mediamente affidabili. Lungi da me l’idea di proporre ad esempio il modello tedesco. Peraltro non posso nascondere che in un certo senso la personalità del Cavaliere sollecita il mio rispetto. Ci vuole una forza davvero straordinaria per sostenere un così gran numero di processi, scandali, sconfitte e rialzarsi ogni volta in piedi. A mio parere, questa sua capacità è dovuta solo in parte ai mezzi economici e al potere televisivo di cui dispone; da quando è entrato pubblicamente (nel 1994) nell’arena politica, ha saputo trovare i toni giusti per far vibrare determinate corde nell’animo di molti italiani. …

“Berlusconi e il prestigio dell’Italia”, di Thomas Schmid

C’è almeno una cosa che va riconosciuta a Silvio Berlusconi: la sua inesauribile capacità di sorprendere. In Germania un politico con un curriculum come il suo, intessuto di scandali, promesse elettorali non mantenute e un mix di clientelismo, paternalismo e sconcezze non avrebbe il minimo spazio. Se dico questo, non è per compiacermi di essere cittadino di un Paese ordinato, anche se, devo ammetterlo, sono contento che la Germania possa contare su istituzioni relativamente solide, servite da politici mediamente affidabili. Lungi da me l’idea di proporre ad esempio il modello tedesco. Peraltro non posso nascondere che in un certo senso la personalità del Cavaliere sollecita il mio rispetto. Ci vuole una forza davvero straordinaria per sostenere un così gran numero di processi, scandali, sconfitte e rialzarsi ogni volta in piedi. A mio parere, questa sua capacità è dovuta solo in parte ai mezzi economici e al potere televisivo di cui dispone; da quando è entrato pubblicamente (nel 1994) nell’arena politica, ha saputo trovare i toni giusti per far vibrare determinate corde nell’animo di molti italiani. …

Legge stabilità: Bersani, no tagli lineari su welfare, scuola e sanità

“In queste ore intense e difficili per la vita politica del nostro Paese, voglio che arrivi in modo formale e convinto il sostegno del Partito Democratico alla vostra manifestazione e all’impegno costante e tenace delle vostre organizzazioni sia nel garantire una qualita’ della vita dignitosa a tante persone in difficolta’, sia nel rappresentare quei bisogni e quelle potenzialita’ che spesso la politica in questi anni sembra aver dimenticato”. Lo afferma il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, in un messaggio inviato questa mattina in occasione della manifestazione ”Cresce il welfare, cresce l’Italia” organizzata dalla rete composta da decine e decine di associazioni impegnate nel sociale per chiedere al governo e al Parlamento piu’ investimenti. “In questi mesi – ricorda Bersani – con molti dei vostri rappresentanti ci siamo incontrati ì sia per un confronto sulla carta d’intenti, sia nella festa nazionale di Piacenza che ci ha consentito di affrontare insieme tutti i temi che voi richiamate. Sapete bene che il Partito Democratico non ha mai accettato il ridimensionamento del welfare operato dal precedente Governo e …

Crocetta: "La mafia contro l'intesa Pd-moderati", di Jolanda Buffalini

Sulla scrivania c’è una rosa screziata, gliel’ha regalata una signora, coordinatrice delle donne del Pdl dicendogli: «Ci ha liberato!». «Capito?», fa lui, «Ho liberato le donne di destra!». Rosario Crocetta, il giorno dopo, è pimpante, scoppiettante, scherza in trasmissione con Radio 2 sulla castità dei politici: «Io sono casto da 50 anni perché non mi vuole nessuno». Deve partire per Gela, lo aspettano due feste, la prima politica la seconda in parrocchia, ma – per la proclamazione – è festa anche a Palermo. Cita Berlinguer e Gramsci per polemizzare con Vendola, Pasolini per dire «Io so ma non ho le prove» a proposito dell’uso distorto dei fondi per la formazione. Ha dormito bene, dice, «anche l’altra notte quando un sondaggio falso mi dava addirittura terzo». Sente al telefono il ministro Cancellieri e si preoccupa per Librino, il quartiere popolare di Catania, dove «100.000 abitanti non hanno scuole superiori, non hanno piante, non hanno negozi». Ogni tanto si ferma e esclama: «È un fatto epocale che la Sicilia abbia eletto un presidente come me». Cioè uno …

Bersani: "Vince il patto progressisti-moderati", di Adolfo Pappalardo

Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani dice «bisogna evitare che alcune candidature solitarie, come in Sicilia, diventino pura testimonianza», perché i progressisti, ragiona, hanno un’ispirazione di governo e non di testimonianza. Imprimendo un’accelerazione per un patto con moderati e centristi e dando una stoccata a Vendola. «Insisto: la nostra proposta è quella di un’alleanza dei progressisti che si apra al confronto con le forze politiche e civiche moderate per ricostruire il Paese», dice l’ex ministro mentre viaggia in un mini tour tra Caserta, Avelli no e Benevento in vista delle primarie che «fanno bene ai partiti. Anche il Pdl dovrebbe farle a dispetto di un Berlusconi che si rimette in campo anche se quel campo oggi mi pare piuttosto malmesso». Segretario, addirittura una “cosa da pazzi” la vittoria in Sicilia. Ma vince l’astensione più che un partito. «Suvvia siamo seri: quella era solo una battuta. Ma la vittoria c’è perché in un mare di sfiducia bisogna riconoscere che il Pd e i suoi candidati sono all’incrocio dell’esigenza di cambiamento e di un nuovo governo. …