Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Più di un giovane su tre non fa il lavoro che voleva", di Enrico Marro

Tra i principali Paesi europei, l’Italia è la più arretrata nell’affiancare scuola e lavoro. Solo il 10% dei giovani associa allo studio una qualche esperienza lavorativa, contro il 60% della Danimarca e il 50% di Germania e Regno Unito. E uno su 3 ha occupazioni inferiori al proprio livello di istruzione. Fondamentale per la crescita dell’economia è «il capitale umano», come dicono quelli che vogliono fare bella figura. L’americano Gary Becker, dimostrandolo con i suoi studi, ci ha vinto il premio Nobel per l’economia nel 1992. Ma il concetto è comprensibile a chiunque: più è alto il livello di istruzione e formazione dei lavoratori più ciò andrà a vantaggio del sistema produttivo, a patto di utilizzarlo. Bene, da noi il capitale umano non è né elevato né ben impiegato. Una costante nella storia d’Italia, che spiega non poco della perdita di competitività del 20% negli ultimi dieci anni rispetto alle altre economie dell’area euro. Lo sottolinea il Rapporto sul mercato del lavoro che verrà presentato oggi al Cnel, Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, presieduto …

"Più di un giovane su tre non fa il lavoro che voleva", di Enrico Marro

Tra i principali Paesi europei, l’Italia è la più arretrata nell’affiancare scuola e lavoro. Solo il 10% dei giovani associa allo studio una qualche esperienza lavorativa, contro il 60% della Danimarca e il 50% di Germania e Regno Unito. E uno su 3 ha occupazioni inferiori al proprio livello di istruzione. Fondamentale per la crescita dell’economia è «il capitale umano», come dicono quelli che vogliono fare bella figura. L’americano Gary Becker, dimostrandolo con i suoi studi, ci ha vinto il premio Nobel per l’economia nel 1992. Ma il concetto è comprensibile a chiunque: più è alto il livello di istruzione e formazione dei lavoratori più ciò andrà a vantaggio del sistema produttivo, a patto di utilizzarlo. Bene, da noi il capitale umano non è né elevato né ben impiegato. Una costante nella storia d’Italia, che spiega non poco della perdita di competitività del 20% negli ultimi dieci anni rispetto alle altre economie dell’area euro. Lo sottolinea il Rapporto sul mercato del lavoro che verrà presentato oggi al Cnel, Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, presieduto …

"Il vestito nuovo di Renata", di Filippo Ceccarelli

OH Polverini vestita di nuovo… Si perdoni qui l’approccio frivolo, ma tutto lascia immaginare che prima della commediaccia strappa core la signora abbia riservato molta attenzione al suo costume di scena. E infatti durante la replica, allestita sotto il livido neon della Pisana per riscattare un certo andazzo di buffoni e ladroni, la presidente ha chiarito: «Questo abito l’ho pagato 200 euro e me lo so’ pagata da sola». Per il resto non si ha idea di quante altre ragguardevoli e reboanti confidenze – dal dimagrimento alle «ciabatte» da mare, fino all’identificazione granguignolesca tra i tumori «estirpati dalla mia gola e quelli da estirpare in quest’aula» – Polverini, con il suo elegante abito smanicato bianco sur créme, ha offerto al pubblico vanamente eccitatissimo dei giornalisti e al popolo degli staff consiliari, per lo più composto dalle due specie antropologiche dei «gattoni» brizzolati post- democristoidi e delle bionde «trampoliere» di ascendenza tardo- berlusconiana. Tutti avevano raggiunto questo luogo lontanissimo nel silenzio della campagna romana costeggiando ruderi, canneti, autospurghi, venditori di ricotta e fermate dell’autobus gremite di …

"Il vestito nuovo di Renata", di Filippo Ceccarelli

OH Polverini vestita di nuovo… Si perdoni qui l’approccio frivolo, ma tutto lascia immaginare che prima della commediaccia strappa core la signora abbia riservato molta attenzione al suo costume di scena. E infatti durante la replica, allestita sotto il livido neon della Pisana per riscattare un certo andazzo di buffoni e ladroni, la presidente ha chiarito: «Questo abito l’ho pagato 200 euro e me lo so’ pagata da sola». Per il resto non si ha idea di quante altre ragguardevoli e reboanti confidenze – dal dimagrimento alle «ciabatte» da mare, fino all’identificazione granguignolesca tra i tumori «estirpati dalla mia gola e quelli da estirpare in quest’aula» – Polverini, con il suo elegante abito smanicato bianco sur créme, ha offerto al pubblico vanamente eccitatissimo dei giornalisti e al popolo degli staff consiliari, per lo più composto dalle due specie antropologiche dei «gattoni» brizzolati post- democristoidi e delle bionde «trampoliere» di ascendenza tardo- berlusconiana. Tutti avevano raggiunto questo luogo lontanissimo nel silenzio della campagna romana costeggiando ruderi, canneti, autospurghi, venditori di ricotta e fermate dell’autobus gremite di …

Riforme, Bersani sfida il Pdl: "Le proposte alla luce del sole", di Simone Collini

Ora ci sarà, se non un salto di qualità, quanto meno un cambio di fase nella discussione sulla legge elettorale. Giorgio Napolitano ha chiesto un’accelerazione non solo nei colloqui che ha avuto la scorsa settimana con il presidente del Senato Renato Schifani e con quello della Camera Gianfranco Fini. Il monito a uscire dall’impasse è stato consegnato anche alle forze che sostengono Monti in Parlamento. E registrato il fallimento del tentativo di arrivare a un accordo in sede di comitato ristretto, adesso il confronto tra Pd, Pdl e Udc, a Palazzo Madama, dovrà trasferirsi in tempi rapidi in Aula. Così domani, quando si riunirà la capigruppo del Senato, si deciderà di far tornare la pratica in commissione Affari costituzionali, prevedendo non più di due settimane di discussione in questa sede per poi andare entro la prima metà di ottobre al confronto in Aula. Non è infatti soltanto il Colle, a questo punto, che preme per imprimere un’accelerazione. COLLOQUIO NAPOLITANO-BERSANI Pier Luigi Bersani è salito al Quirinale dopo i colloqui con Schifani e Fini, e quel …

Riforme, Bersani sfida il Pdl: "Le proposte alla luce del sole", di Simone Collini

Ora ci sarà, se non un salto di qualità, quanto meno un cambio di fase nella discussione sulla legge elettorale. Giorgio Napolitano ha chiesto un’accelerazione non solo nei colloqui che ha avuto la scorsa settimana con il presidente del Senato Renato Schifani e con quello della Camera Gianfranco Fini. Il monito a uscire dall’impasse è stato consegnato anche alle forze che sostengono Monti in Parlamento. E registrato il fallimento del tentativo di arrivare a un accordo in sede di comitato ristretto, adesso il confronto tra Pd, Pdl e Udc, a Palazzo Madama, dovrà trasferirsi in tempi rapidi in Aula. Così domani, quando si riunirà la capigruppo del Senato, si deciderà di far tornare la pratica in commissione Affari costituzionali, prevedendo non più di due settimane di discussione in questa sede per poi andare entro la prima metà di ottobre al confronto in Aula. Non è infatti soltanto il Colle, a questo punto, che preme per imprimere un’accelerazione. COLLOQUIO NAPOLITANO-BERSANI Pier Luigi Bersani è salito al Quirinale dopo i colloqui con Schifani e Fini, e quel …

"La fiducia a Monti. Senza Europa non c’è politica", di Carlo Buttaroni Presidente Techné

Crescita negativa, calo della produzione e dei consumi, aumento della disoccupazione, diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie: questo è lo scenario economico e sociale del Paese. Per il presidente del Consiglio è il prezzo da pagare per uscire dalla crisi. In altre parole, affrontare una crisi con un’altra crisi, resa inoltre più acuta dalle politiche del governo perché, come ha precisato il premier «solo uno stolto può pensare di incidere su elementi strutturali che pesano da decenni senza provocare, almeno nel breve periodo, un rallentamento». La ricetta di Monti, detta senza giri di parole, prevede che per stare meglio dopo, bisogna stare peggio prima. Il prezzo del risanamento, purtroppo però, non è uguale per tutti. E a pagare, nel nostro Paese, sono soprattutto i giovani, le famiglie e i lavoratori a basso e medio reddito. Tanto che la forbice socio-economica dell’Italia, già particolarmente ampia rispetto ad altri Paesi europei, si è ulteriormente allargata, ed è cresciuta la fascia di povertà, mentre la ricchezza si è concentrata al vertice della piramide sociale. Per molti economisti la …