Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Un’altra politica è possibile", di Massimo D'Antoni

Esiste oggi, in Italia, lo spazio per un’autonoma proposta di politica economica per la coalizione di centrosinistra? Oppure, nella situazione data, il compito prioritario di tale coalizione è quello di recuperare la fiducia internazionale, attuando una ricetta predefinita? In questa domanda può riassumersi il nucleo del dibattito in corso, e la risposta che diamo è rilevante anche per la tanto discussa questione della continuità del prossimo con l’attuale governo. La domanda non è affatto retorica. Non sarebbe del resto la prima volta che il ruolo di una forza progressista viene identificato nella sua maggiore capacità di garantire il consenso del proprio elettorato di riferimento attorno a riforme impopolari, o magari nella sua capacità di ridurre il danno, senza tuttavia mettere in discussione la direzione di marcia. Intendiamoci: qui non si vuole né sottovalutare il tema dell’affidabilità del Paese rispetto agli investitori, né eludere gli impegni derivanti dalla nostra partecipazione all’Unione e all’eurozona. Si tratta semmai di decidere quale sia lo spazio di manovra, se cioè la necessità di «fare i compiti a casa» debba prevalere …

"La democrazia al bivio", di Nadia Urbinati

La democrazia rappresentativa è in crisi. Lo si legge con frequenza quotidiana. A questa, che sembra ormai una verità assodata, manca un codicillo di non poca importanza: non è in crisi dovunque. Né la sua riuscita è percepita come problematica ovunque. La democrazia rappresentativa è in crisi in Italia più che in Germania o in Finlandia o in Francia. Contestualizzare è necessario. Anche per comprendere bene la portata della partita che si sta giocando, non soltanto fra poteri eletti e non eletti all’interno dei confini nazionali, ma soprattutto fra gli stessi Paesi europei, tra quelli nei quali la democrazia è un fatto acquisito e quelli nei quali pare lo sia meno. Abbiamo appreso anche di recente che da Oltralpe si guarda con preoccupazione all’eventualità – che è un atto dovuto, costituzionale – che in Italia ci siano nuove elezioni e che Monti possa non essere più primo ministro. Leggiamo il testo preoccupato riportato qualche giorno fa su questo giornale in un articolo di Alberto D’Argenio: «Sul medio periodo il pericolo maggiore per l’Italia è che …

"Il lavoro tradito", di Luciano Gallino

La chiusura ventilata della Carbosulcis avrà forse delle ragioni economiche, ma per diversi aspetti ha un forte contenuto politico, e un non meno rilevante potenziale di innovazione del modello industriale. Se le ragioni economiche finissero per prevalere sulle altre, come rischiano di prevalere, sempre in Sardegna, nei casi dell’Alcoa, dell’Euroallumina, della Portovesme, le relazioni industriali in Italia farebbero un altro passo all’indietro, e le spinte a innovare qui e ora un modello industriale superato subirebbero un lungo rinvio. Il contenuto politico deriva dal fatto che si tratta di minatori. La memoria non può non andare al durissimo attacco che venne sferrato dal governo Thatcher nel 1984-85 contro il sindacato nazionale dei minatori, il più forte del Paese. Ben più che ridurre i costi dell’industria mineraria o avviarla a qualche tipo di conversione, esso aveva lo scopo manifesto di spezzare le reni all’intero movimento sindacale. L’operazione ebbe successo. I sindacati britannici non si sono mai più ripresi da quella sconfitta. Inflitta loro dal governo a carissimo prezzo per l’intero Paese. Tra perdite di produzione, riduzione degli …

"Le Province «passano» ai sindaci", di Antonello Cherchi

Il conto alla rovescia per il riordino delle Province è cominciato. Già entro la prossima settimana, secondo lo stringente cronoprogramma fissato dal decreto legge sulla spending review (il Dl 95, convertito a inizio agosto dalla legge 135), dovrebbe essere sistemato il primo mattone di questa nuova costruzione istituzionale, che sarà pronta – come è stato ricordato anche dal consiglio dei ministri di venerdì – entro fine anno e promette di essere assai più leggera ed economica dell’attuale sistema. Entro il 5 settembre dovrebbe, infatti, vedere la luce il decreto del Governo che individua le funzioni di competenza statale che ora sono svolte dalle Province e che, nel futuro assetto, saranno trasferite ai Comuni. Il cantiere ferve, però, anche a livello locale, dove le amministrazioni destinate a scomparire si ingegnano per trovare la quadra della nuova geografia, con accorpamenti di territori che consentano di rientrare nei parametri indicati dal Governo: almeno 350mila abitanti e 2.500 chilometri quadrati di superficie. Per ora si tratta solo di ipotesi, più o meno realizzabili. Non sarà comunque facile, come spiega …

"L'identikit degli evasori d'Italia", di Marco Mobili

Non li chiameremo furbi così come ha chiesto il premier Mario Monti. Ma adottano sicuramente comportamenti “multiformi” e forse anche per questo difficili da far emergere. Sono gli evasori d’Italia su cui il Governo ha messo all’opera una task force composta, tra l’altro, da rappresentanti del ministero dell’Economia, agenzie fiscali e Guardia di Finanza. Il gruppo di lavoro ha realizzato una mappa (una «tassonomia» come la definisce il documento) delle possibili forme di evasione ed elusione che sarà il punto di partenza delle strategie dei prossimi mesi. Il catalogo comprende 19 tipologie: a ciascuna è stato assegnato un grado di complessità. Il livello più basso è rappresentato dagli evasori totali, vale a dire i contribuenti che non dichiarano e non versano nulla. Un grado più basso, però, non vuol dire affatto un’evasione meno pericolosa o più facile da estirpare. Lo dimostra anche la nuova frontiera dei giochi (scommesse in nero, apparecchi non in regola, siti Internet non autorizzati), in cui le tecniche per non pagare le imposte si intrecciano pericolosamente con altri fenomeni criminali come …

"La Costituente nel 2014", di Pier Luigi Bersani

È giunto il momento di chiederci se è la stessa idea dell’Europa unita ad essere poggiata su fragili fondamenta o se sono stati gli architetti che nei decenni si sono succeduti alla guida dei lavori di edificazione a non averla saputa realizzare compiutamente. Le forze politiche europee che hanno espresso alternativamente le classi dirigenti negli organismi comunitari portano una grande responsabilità rispetto alla crisi di legittimazione che il progetto d’integrazione soffre in questi anni. Le principali famiglie politiche, pur avendo infatti contribuito al disegno comune investendo di responsabilità europea personalità di grande carisma e capacità di visione, non hanno poi saputo, e in alcuni casi voluto, mantenere vivo e alimentare negli anni il legame tra i cittadini e l’idea di Europa. L’idea vera e originaria. Un’idea che è per noi fondata innanzitutto sui valori di pace, democrazia, giustizia e solidarietà. Un’idea che ispira un progetto mirato a fare della nostra regione l’area con il più alto tasso di svilup- po e conoscenza dell’intero pianeta. Un’idea nata dalle ceneri dei nazionalismi fascisti e nazisti, e la …

"Atti sediziosi", di Massimo Giannini

Il conflitto istituzionale che sta dilaniando la Bce non ha precedenti. Non era forse mai capitato che il rappresentante di una singola banca centrale sparasse contro il “quartier generale”. L’accusa che il rappresentante della Bundesbank Jens Weidmann rivolge al presidente dell’Eurotower Draghi ricorda quella che Guido Carli usò ironicamente contro se stesso negli anni ’70, chiedendosi se la Banca d’Italia dovesse cedere alle pressioni della politica, e creare base monetaria per sostenere la finanza pubblica: «atti sediziosi ». La Bundesbank è un’istituzione prestigiosa. Nella tormentata storia della democrazia tedesca ha sempre svolto un ruolo fondamentale, per la rigorosa custodia dell’ortodossia monetaria: la banca centrale ha solo un obiettivo, il controllo dei prezzi e della base monetaria. Ogni altro compito spetta ai governi. La Bundesbank è anche un’istituzione preziosa: nella tormentata storia della costruzione europea ha sempre svolto una funzione cruciale, a difesa dell’autonomia della politica monetaria dalla politica politicante. Spesso la sua acribia ha rasentato la miopia. È accaduto negli Anni Novanta, quando la «Buba» era diventata la bestia nera del Club Med che arrancava …