Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Per Francoforte è un passo avanti", di Andrea Bonanni

I mercati che hanno reagito così negativamente all’esito del Consiglio Bce sembrano non aver afferrato fino in fondo la portata della nuova mossa di Draghi. Il presidente della Banca centrale europea non ha fatto nessun passo indietro. Semmai ne ha fatti due avanti mettendo con le spalle al muro non solo i tedeschi, ma anche gli italiani e gli spagnoli ai quali chiede un impegno, formale e sostanziale, che li vincoli alla disciplina di bilancio oltre il prevedibile orizzonte politico. Una mossa che ha nel mirino soprattutto l’Italia e le incertezze sul dopo-Monti. Vediamo in dettaglio il senso delle decisioni prese ieri a Francoforte. Rispetto al discorso di Londra, tanto apprezzato dai mercati, in cui annunciava l’irreversibilità dell’euro e la determinazione a fare «tutto il necessario » per salvaguardare la moneta unica, Draghi ha ottenuto il consenso unanime (non scontato) del board e del Consiglio dei governatori. Rispetto alla prospettiva di un intervento della Banca centrale sul mercato dei titoli per limitare lo spread, il presidente ha incassato una larghissima maggioranza: hanno votato a favore …

"La sinistra e i moderati", di Michele Prospero

Le prossime elezioni richiedono alle forze politiche una attitudine alla invenzione strategica. Non basta allestire, con la necessaria duttilità tattica, la coalizione vincente. Dopo la rovinosa caduta del berlusconismo, in gioco sono anche questioni di più lunga durata. Oltre alle alleanze dettate dal calcolo e dalle opportunità, occorre anche una proposta dal respiro strategico, la sola che possa chiudere un ciclo storico fallimentare e aprire i cantieri per un’altra fase della Repubblica. L’alleanza della sinistra con forze moderate può assumere i caratteri di una soluzione strategica alla crisi italiana. Essa però va declinata non già come una semplice formula di governo dettata dai testardi numeri, ma come una via maestra per guidare la transizione nel solco di un nuovo patriottismo costituzionale. Il nucleo forte del realismo politico risiede proprio in questo assillo per abbozzare una risposta della politica al disfacimento dei rapporti di potere. Le transizioni politiche, cioè le fasi dense di incognite che seguono una caduta di regime, vanno anzitutto governate. Se si lascia scorrere un processo storico di destrutturazione degli antichi equilibri di …

"Ci vuole coraggio, l’inerzia non basta", di Claudio Sardo

Buone notizie da Bersani e Vendola. c’è una sinistra disposta ad assumersi responsabilità di governo, a mettersi in discussione, ad affrontare la crisi sociale più drammatica del dopoguerra, a parlare di uguaglianza e democrazia laddove prevalgono ancora le vecchie e fallimentari ricette economiche, a combattere il populismo e la demagogia che purtroppo annidano anche dalle nostre parti. Siamo in un passaggio storico. Dal quale dipenderà il futuro dei nostri figli e la stessa democrazia europea. Usciremo dalla crisi cambiati. Ma i progressisti non possono limitarsi ad esprimere un disagio impotente. Nel cambiamento devono giocarsi le loro carte. Devono garantire la tenuta del Paese, e dunque gli impegni internazionali dell’Italia, condizione per giocare la partita in Europa. Ma devono anche trasformare in azione di governo il loro pensiero critico e la loro speranza di giustizia sociale. Abbiamo un vantaggio: senza maggiore uguaglianza, senza maggiore mobilità sociale, senza maggiore innovazione resteremo schiacciati dalla competizione globale. Le destre hanno fallito. I nazionalismi sono figli della paura e negano il futuro. Solo una svolta a sinistra dell’Europa può consentirci …

Bersani-Vendola intesa sul progetto. Sfida alle primarie", di Simone Collini

L’intesa tra Pd e Sel è stata raggiunta, ed è il primo passo del nuovo centrosinistra, quello che si presenterà alle prossime elezioni politiche senza l’Idv, e che dovrebbe siglare un «patto di legislatura» con l’Udc. Pier Luigi Bersani e Nichi Vendola ieri si sono visti, alla sede del Pd, ed è bastato un colloquio di poco più di un’ora per sancire l’alleanza e per concordare sul fatto che le primarie per scegliere il candidato premier dovranno servire a cementare questa operazione, a riorganizzare il fronte progressista, ad approfondire un confronto sui contenuti e a definire la piattaforma programmatica da presentare agli elettori. La sfida ai gazebo si farà all’inizio di dicembre e Vendola parteciperà. Al momento i candidati in campo sono quindi due, il leader Pd e quello di Sel, che diventeranno tre oggi: con una conferenza stampa a Montecitorio, annuncerà che sarà della partita anche Bruno Tabacci. Ancora niente di ufficiale, invece, da parte di Matteo Renzi. ALTERNATIVA ALLE DESTRE È stato un incontro molto buono, molto utile – dice Bersani al termine …

"Sicilia, via al gioco degli specchi. E il peggio deve ancora venire", di Marcello Sorgi

Anche se si ostina a ripeterlo con chiunque glielo chieda, sembra davvero difficile che il governatore dimissionario della Sicilia Raffaele Lombardo si ritiri a fare il Cincinnato. Lo farà, inevitabilmente, se le accuse sui suoi rapporti con la mafia dovessero essere confermate nel processo che lo attende di qui all’autunno. Ma nel caso, non impossibile, di un proscioglimento, sarà di nuovo in campo. Le elezioni regionali anticipate ad ottobre rafforzano il ruolo, che la Sicilia ha avuto altre volte nella politica italiana, di laboratorio anticipatore, nel bene e nel male, di quel che sta per accadere a livello nazionale. Sono lontani i tempi in cui si sperimentavano a Palermo il primo centrosinistra o i governi di unità nazionale Dc-Pci. Più di recente, e assai più mediocremente, l’Assemblea Siciliana s’è trasformata in un’enorme provetta di ogni tipo di trasformismo e di frammentazione, con ben cinque maggioranze diverse che si sono trovate a sostenere Lombardo nelle sue giravolte, e un’infinità di scissioni e micro-fratture dei partiti, refrattari ormai a qualsiasi indicazione stabilita a livello nazionale. Al punto …

"Una svolta riformista", di Miguel Gotor

L’incontro tra Pier Luigi Bersani e Nichi Vendola ha avuto un esito positivo perché è riuscito a definire le condizioni di base intorno alle quali nascerà il nuovo centrosinistra italiano. La riunione è avvenuta all’indomani della presentazione da parte di Bersani della Carta di intenti del patto dei democratici e dei progressisti con cui il leader del Pd ha proposto ad altre forze politiche, associazioni e movimenti civili una tavola dei principi e delle regole necessarie per candidare il centrosinistra in modo credibile e rinnovato alla guida del Paese. Dall’incontro sono scaturite due novità importanti che segnano una decisa accelerazione del dibattito politico nel campo progressista. La prima è che Vendola non ha posto veti al disegno strategico di Bersani di lavorare a un patto di legislatura con forze liberali, moderate e di centro. Alla base di quest’idea è il convincimento che l’Italia non si governa con una logica frontista che vede opporre seccamente la destra alla sinistra, ma necessita di un impegno ulteriore teso a favorire l’amalgama tra diversi. Se guardiamo al passato della …

Terremoto, Senato approva decreto "Misure urgenti per le terre colpite"

Il provvedimento passa con 247 sì, 11 no e 4 astenuti. La Lega non partecipa al voto in aula: “Il governo doveva fare di più”. L’Idv vota no: “Decreto lacunoso approvato con urgenza per evitare lo scollamento della maggioranza”. L’aula di Palazzo Madama ha approvato il decreto che prevede misure urgenti in favore delle popolazioni colpite dai terremoti del 20 e 29 maggio 2012 nelle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo. Il testo, sul quale il governo ha posto la fiducia, è stato approvato con 247 sì, 11 no e 4 astenuti ed è stato convertito in legge. La Lega non ha partecipato al voto: “Abbiamo deciso di non partecipare al voto di fiducia che al Senato coincide anche con quello sul provvedimento, per non votare contro il decreto sul terremoto”, ha spiegato Federico Bricolo, capogruppo della Lega Nord, “anche se nei confronti delle popolazioni colpite il governo avrebbe dovuto fare molto di più a cominciare dal sostegno alle imprese”. Il gruppo dell’Italia dei Valori, invece, si è espresso con un …