Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Stanno giocando con il fuoco", di Claudio Sardo

Una buona notizia: Mario Draghi ha schierato la Bce in una difesa dell’Euro «senza riserve» e ha trascinato dalla sua, pur con qualche resistenza, il governo tedesco. Ovviamente l’azione di Draghi ha un limite nel mandato assegnatogli, e in questo drammatico contesto la sua scelta appare persino una carta estrema, l’ultima a disposizione: tuttavia è riuscita a raffreddare la tensione su Borse e spread e a dare all’Europa un po’ di tempo in più per prendere quelle decisioni politiche, che sole possono salvare la moneta unica e ciò che resta della pace sociale del continente. Ma gli ultimi giorni hanno portato anche una pessima notizia: il Pdl, dopo un lungo torpore, è rientrato in campo con l’obiettivo di sabotare la ricostruzione del sistema politico. Era uno degli impegni concordati della transizione post-berlusconiana: mentre Monti doveva fronteggiare da Palazzo Chigi l’emergenza economico-finanziaria e risalire la ripida china della credibilità persa all’estero, il Parlamento avrebbe dovuto ripristinare uno standard democratico europeo, attraverso il cambio della legge elettorale e alcune mirate riforme istituzionali. Il Pdl invece ha deciso …

"L'intervento di Draghi può salvare l'Europa", di Eugenio Scalfari

Domenica scorsa scandivamo le tappe e il calendario necessari per costruire quell’Europa di cui furono poste le premesse con i Trattati di Roma del 1957 e con la nascita della Comunità del carbone e dell’acciaio; poi con il libero mercato dei capitali e delle merci; infine col trattato di Maastricht dell’87 e col sistema monetario che sboccò nel ’98 nella moneta comune e nella Banca centrale europea. Un percorso molto lungo, più di mezzo secolo, del quale oggi si analizzano le carenze, gli errori, i passi del gambero che ne hanno accompagnato la nascita e la crescita. Molti indicano e denunciano che l’Europa è nata male, è un’entità sbilanciata da tutti i lati, zoppa, gobba, deforme, con istituzioni-fantasma scritte sulla carta ma prive di autorità sostanziale, detenuta dai governi nazionali e affidata ad una tecnostruttura priva di autorevolezza e di visione politica. L’Europa insomma consiste in un patto tra i governi che hanno mantenuto integra la propria sovranità, decidono all’unanimità o non decidono, conservano piena autonomia nella politica estera, nella difesa, nel fisco, nell’immigrazione, nell’educazione, …

"Il populismo double face", di Michele Prospero

L’ennesima sparata di Antonio Di Pietro, che colpisce alla cieca nell’intento di mettersi alla testa di un listone dei «non allineati», ha fatto già cilecca. Un alleato di peso reclutato per dare corpo ai suoi desideri espansionistici, Nichi Vendola, l’ha subito liquidato. Ha subito troncato con sprezzo il sogno di grandezza dell’improbabile «Tito molisano». L’ex Pm è ormai isolato e provoca tensioni persino tra le le sue sbigottite truppe. Può andare dove vuole con i suoi mezzi strategici un po’ ammaccati, tanto il destino del suo antipartito personale sembra ormai bello e segnato. Persino i grillini desiderano starne alla larga e fuggono infastiditi dal colonialismo dipietrista. Dopo il declino del Cavaliere, che scappa come può dalle Procure dopo averne combinate di tutti i colori, non ha più senso l’immagine sbiadita del magistrato ruspante che lo insegue e gli sbatte addosso il tintinnio delle manette. Appartengono alla stessa cronaca di un gioco a guardia e ladro, che ha sostituito per anni la politica e per fortuna ora non c’è più. Scaraventati via dalla storia, che con …

Errani, chiesto il processo: “Non mi dimetto”, di Luigi Spezia

La Procura sostiene di aver letto a fondo le carte e di aver trovato gli elementi sufficienti per mandarlo a processo. La difesa afferma il contrario e, anzi, non teme di dire che i pubblici ministeri «hanno commesso un grave errore». Sarà un battaglia durissima quella che andrà in scena il prossimo 7 novembre nell’ufficio del giudice Bruno Giangiacomo, dove si presenterà il governatore Vasco Errani. La Procura ne chiede il rinvio a giudizio con l’accusa di falso ideologico. Ma il presidente della Regione Emilia-Romagna non ha nessuna intenzione di arrendersi: «Vado avanti. Non parlatemi di dimissioni». La Procura chiede il processo anche per il fratello del presidente, Giovanni, al centro della parte principale della vicenda: un finanziamento pubblico alla sua coop Terremerse, che, secondo le indagini della Finanza, non aveva diritto di ottenere. La vicenda nasce nel 2006, quando Giovanni Errani, presidente della coop, dichiarò con una autocertificazione di aver finito il 31 maggio i lavori per costruire un’innovativa cantina vinicola a Imola. Un anno dopo ottenne un milione di euro (che ora, finita …

"Messaggio forte azione limitata" di Paolo Guerrieri

Sono bastate alcune nette e decise affermazioni del presidente Draghi a favore di un intervento della Bce a sostegno dell’euro per provocare una spettacolare conversione a U nei mercati europei, con le Borse in forte ripresa e un allentamento della tensione sui debiti sovrani. Lo spread dei nostri Btp è retrocesso fino a 473 punti base rispetto agli oltre 530 punti toccati ieri. Se le affermazioni di Draghi, fatte intervenendo alla Global Investment Conference di Londra, confermano, da un lato, la decisione della Bce di scendere apertamente in campo perché consapevole della fase drammatica in cui versa la crisi europea, rimane aperto, dall’altro, il quesito di come interpretare la portata e il possibile impatto di questi interventi. Al riguardo, le dichiarazioni più rilevanti sono state soprattutto due: la Bce è pronta a intervenire facendo tutto quello che è necessario per salvare la moneta unica, sempre nell’ambito del mandato affidatole come banca centrale, qualora l’euro rischiasse l’estinzione; la soluzione del problema degli spread se i premi richiesti dal mercato sui costi di finanziamento dei paesi dovessero …

"Sanità in rosso per otto Regioni Irpef più cara dal prossimo anno", di Roberto Petrini

Dopo il caso Sicilia, declassata ieri da Moody’s da Baa2 a Baa3, scoppia quello Campania e si aggrava la situazione finanziaria delle Regioni. La sola spesa per interessi, su mutui, prestiti e operazioni finanziare, ammonta per tutte le Regioni italiane a circa 2,1 miliardi all’anno: una somma sostenibile solo se i trasferimenti arrivano a destinazione e se, come è accaduto in Sicilia nei giorni scorsi, la Ragioneria generale dello Stato firma, all’ultimo momento, un «assegno » da 400 milioni. Una situazione assai critica che, in momenti di grave difficoltà per la finanza pubblica, apre la strada ad un ulteriore aumento delle tasse. Un emendamento del Pdl al decreto sulla spending review, in discussione al Senato, rende possibile un rincaro delle addizionali Irpef per le otto Regioni attualmente in deficit sanitario conclamato o sotto stretta sorveglianza. ANTICIPO DI UN ANNO In pratica si anticipa di un anno, al 2013 invece del 2014, la possibilità di raggiungere il tetto dell’aumento dell’addizionale all’1,1 per cento. Il tetto è attualmente fissato, dalla legge sul federalismo fiscale, all’0,5 per cento …

"Ma gli speculatori non si arrenderanno", di Massimo Riva

Siamo pronti a tutto per salvare l’euro”. È bastato che Mario Draghi pronunciasse con fermezza queste poche parole. E, come d’incanto, la situazione sui mercati finanziari si è rovesciata. Dopo i disastri di inizio settimana la Borsa di Milano ha chiuso in rialzo del 5,62 per cento, mentre il fatidico differenziale dei nostri Btp rispetto ai Bund tedeschi ha recuperato di colpo 50 punti dall’allarmante 525 di mercoledì al 473 di ieri. Del tutto analoga la svolta per gli indicatori dell’altro Paese sotto il mirino della speculazione, la Spagna: la Borsa di Madrid ha registrato un balzo del sei per cento, mentre i Bonos iberici in corsa verso l’otto per cento sono ritornati sotto quota sette. Poiché il mondo della finanza internazionale non è terra di miracoli, né improvvisi né duraturi, l’effetto spettacolare della sortita del presidente della Bce induce a due prime e sommarie considerazioni. L’una è che gli ultimi assalti sui mercati puntavano sì a saggiare la resistenza dei Paesi più esposti della zona euro ma anche e soprattutto a scommettere sull’incapacità politica …