Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Una verità in ritardo", di Miguel Gotor

La tragica notte della Diaz è di quelle che segnano la memoria di una generazione. La vita di chi c’era ma anche di quanti, davanti alla tv o al pc, assistettero impotenti a quella brutale violenza di Stato e alla manipolazione propagandistica dei giorni successivi da parte dell’allora premier Berlusconi e del ministro Scajola. Iragazzi e le ragazze vittime di quella feroce prepotenza hanno finalmente trovato giustizia: soltanto undici anni dopo, però, ora che sono diventati uomini e donne e le ferite di quella notte si sono rimarginate, ma non le cicatrici che bruciano ancora. Di recente un film di Daniele Vicari, fedelmente tratto dagli atti processuali, ha riportato alla memoria la macelleria di quei giorni, le ore sudamericane che toccarono in sorte alla Genova civile e antifascista del luglio 2001, ma tra il pubblico ha prevalso un sentimento di estraniamento: è possibile che tutto questo è stato? E se è vero che è andata così, io dove ero e cosa facevo quando ciò avveniva? Dei fatti della scuola Diaz, come di quelli della caserma …

"Divisi sul premio e sui collegi: in salita la legge elettorale", di Simone Collini

Tre settimane per trovare un’intesa sulla legge elettorale, era stata la sfida lanciata da Alfano. Bersani l’ha raccolta. E però ora che le tre settimane sono abbondantemente passate, non è stato siglato alcun accordo per superare il “Porcellum”. Anzi, ultimamente le distanze tra Pdl e Pd sono aumentate, ed è già alle spalle l’ipotesi di una legge che assegni il 50% di seggi in collegi uninominali a un turno e l’altro 50% col proporzionale in circoscrizioni medio-piccole e lo sbarramento al 5%. È soprattutto su due punti che si è bloccata la trattativa: quale meccanismo introdurre per permettere agli elettori di scegliere i loro rappresentanti in Parlamento e come garantire la governabilità. Insomma, i due punti cardine. E a poco è servito che sia cambiata la compagine degli sherpa che stanno portando avanti il confronto. Gli ultimi colloqui tra Maurizio Migliavacca (Pd), Denis Verdini (Pdl) e Ferdinando Adornato (l’Udc) non sono bastati a trovare la quadra. PREFERENZE CONTRO COLLEGI A rendere impossibile l’accordo, spiegano nel Pd, sono le divisioni e le ambiguità che dominano nel …

"È ora di superare le due sinistre", di Mario Tronti

E’ vero questa volta quello che dicono un po’ tutti, il recente vertice di Bruxelles marca indubbiamente un passaggio di fase. Se ne sono sottolineati fin qui gli effetti macroeconomici, sia a livello nazionale, sia a quello sovranazionale. L’attenzione andrebbe portata sugli effetti di quadro politico, interno. La situazione in certo modo si stabilizza. Si squadernano, davanti a noi, questi dieci mesi, di qui alle elezioni politiche. La proposta per un’alternativa a sinistra da offrire al Paese, ha questo tempo per organizzarsi. Pensare strategicamente e operare nella congiuntura misurano qui le loro necessarie compatibilità. Più d’uno i livelli: distinti, ma intrecciati. L’attività parlamentare vive l’urgente bisogno di recuperare una sorta di legittimità perduta: credibilità, fiducia, efficacia, decisione. La parte a sinistra dell’emiciclo ha il compito certo di contribuire responsabilmente all’uscita dalla fase acuta della crisi economico-finanziaria, ma ha un compito supplementare: contenere, quanto più possibile, i danni, i disagi, a volte le ferite, che le misure da prendere infliggono al suo popolo. Qui, il dialogo quotidiano con il fondo del Paese reale e forme periodiche …

Napolitano: “Ecco perché l’Italia deve farcela in Europa si aprono nuove strade si vada verso l’Unione politica”, di Eugenio Scalfari

Con il Presidente abbiamo concordato di scambiarci idee e opinioni su quanto sta accadendo in Italia e in Europa ed io metterò in carta i suoi pensieri e le sue valutazioni, ma non sarà un compito facile con i tempi che corrono e la crisi che continua ad infierire ormai da quattro anni. L’auto è arrivata al Castello. Girando a destra si va verso il mare, a sinistra una breve salita conduce alla residenza. Ci sono stato molte volte con Sandro Pertini, con Cossiga, con Ciampi ed anche con Napolitano due o tre anni fa. Ora siamo arrivati. Napolitano mi viene incontro e mi conduce in una piccola stanza. In un tavolo c’è la televisione, accanto alla finestra che guarda sul prato un tavolinetto con due sedie. Chiedo il permesso di togliermi la giacca, lui m’aiuta a sfilarmela; indossa una maglietta azzurra, io resto in maniche di camicia. Ci sediamo e la nostra conversazione comincia. Non posso tuttavia esimermi dal chiedergli le sue reazioni ad una vera e propria campagna che è stata lanciata contro …

"Bersani: il mio governo farà cose nuove e diverse", di Simone Collini

«Il governo prossimo sarà in continuità con il meglio del governo Monti, ma dovrà anche fare delle cose nuove, avendo una maggioranza solida politicamente». Pier Luigi Bersani sorride di fronte alla «capacità di metterci in dibattiti metafisici eccezionali». Tipo quello sulla auspicabile (vedi Enrico Letta) o impensabile (vedi Stefano Fassina) continuità tra questo esecutivo e un eventuale governo Bersani. Il leader del Pd però, rispondendo a un gruppo di blogger che lo intervista on-line a Web Talk (trasmesso su Youdem), approfitta della domanda per lanciare un paio di messaggi: alcuni rassicuranti, all’indirizzo di un elettorato che alle volte fatica ad orientarsi nella selva di dichiarazioni su come dovrà essere il post-Monti, altri utili a mo’ di sollecito per un governo che deve tener conto delle posizioni delle parti sociali, e altri ancora ad uso e consumo di chi sostiene che con la sinistra al governo non si potranno approvare le riforme utili al Paese. «Il prossimo sarà un governo in continuità con il meglio del governo Monti,ma dovrà fare anche cose nuove e diverse, avendo …

"Il dubbio del Pd: è una manovra bis?", di Andrea Tognotti

«Massima disponibilità» ma Bersani è fermo: la spesa sociale non si tocca. Incontri, al momento, non sono stati fissati: Pier Luigi Bersani non sa ancora se e quando vedrà il presidente del consiglio per discutere insieme a lui di spending review. Le cose di cui parlare ci sarebbero, perché il paletto fissato dal segretario dem (d’accordo sulla lotta agli sprechi, ma niente tagli alla spesa sociale) confligge oggettivamente con quello che si sa dell’impostazione del governo, ovvero i tagli alla spesa sanitaria e lo sfoltimento dei dipendenti pubblicità temi la cui portata sociale è evidente, tanto che un sindacato tradizionalmente radicato nel pubblico impiego come la Cisl ha già dato l’altolà al governo.Negli ambienti del segretario si parla di «massima disponibilità» di Bersani a discutere della razionalizzazione della spesa pubblica (ad esempio dando un giudizio positivo sull’obbligo di passare per la Consip per gli acquisti), ma il paletto sulla spesa sociale viene piantato con una certa fermezza. L’occasione per stabilire i limiti della disponibilità dei democrats a sostenere l’esecutivo anche su questa nuova operazione (Monti …

"Il tradimento del federalismo", di Michele Prospero

Questa spending review somiglia sempre di più a una ennesima manovra economica correttiva. Il nome solo di manovra ci viene risparmiato, forse per incutere meno spavento dinanzi allo spettro di ennesimi sacrifici improduttivi richiesti da sua maestà il rigore. La sostanza purtroppo non cambia. Ed è la prosecuzione di tagli (lineari?) che paiono destinati a incidere sulla qualità dei servizi e quindi sulla vita delle persone. Le forbici sono ancora una volta lo strumento principale brandito dal governo per affrontare il riordino dei conti pubblici rimasti fuori controllo. Dopo vent’anni di retorica federalista, che innalzava il mito della periferia come l’antidoto più efficace agli sprechi annidati nella grande macchina statale centralista, si scopre che proprio la devoluzione di poteri ai territori rigonfiava la spesa spingendola al di là di ogni possibile contenimento. Allo Stato nazionale che con politiche pubbliche dà forma inclusiva al territorio, l’asse del nord ha opposto l’immagine del territorio che de-forma lo Stato e sconquassa la cittadinanza. Il risultato perverso non si è fatto attendere: meno diritti, con più spese e più …