Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"L’Italia rischia il protettorato Ue", di Andrea Bonanni

«Abbiamo salvato il principio che non ci saranno interventi di sostegno senza condizionalità ». Angela Merkel ha così giustificato davanti al Bundestag le concessioni fatte alle richieste di maggiore solidarietà venute da Italia e Spagna sia nell’aiuto alle banche sia nella creazione di un meccanismo anti-spread. In modo un po’ ellittico, la Cancelliera ha toccato la sostanza del problema. Il problema complica non poco la discussione sulle misure da mettere in atto per far fronte alla crisi dei debiti sovrani. Il fatto è che il dibattito si sta svolgendo su due piani paralleli: uno esplicito, che riguarda i passi da compiere per calmare i mercati e garantire la solvibilità dei debiti pubblici accumulati dai governi; l’altro implicito, che riguarda la credibilità dei Paesi nei loro impegni a rispettare la tabella di marcia di risanamento che si sono imposti. E su questo secondo piano, il grande punto di domanda che in questo momento preoccupa le cancellerie europee, e in particolar modo quella tedesca è, ancora una volta, l’Italia. Intendiamoci, nessuno, e tanto meno la Cancelliera, mette …

Una domanda di sinistra", di Alfredo Reichlin

Sui risultati del vertice di Bruxelles è stato detto tutto. Le misure prese sono importanti ma non vanno sopravvalutate. Eppure è forte la sensazione che siamo arrivati a un punto di svolta. Emerge una consapevolezza nuova che l`insieme della costruzione europea è in gioco e che bisogna affrontare la sfida che sta dietro l`inaudita potenza delle forze che manovrano i cosiddetti mercati finanziari. Non c`è nessun complotto di un “grande vecchio”. Ed è vero che la speculazione c`è sempre stata. Ma non si era mai visto che un fondo di investimento americano potesse mettere in gioco risorse paragonabili al Pil di una media potenza come l`Italia. Si ammetterà che questo apre una qualche riflessione non solo sull`economia ma sulla politica e direi anche sulla storia delle nazioni. Ecco perché la zona euro non regge se l`Europa non si dà un nuovo potere politico unitario. Qui sta il merito di Monti. Ha puntato i piedi sul fatto che non siamo di fronte a normali fenomeni speculativi per controllare i quali basta mettere in ordine la finanza …

"Se la crisi cancella una generazione", di Mario Calabresi

Non solo siamo «un Paese vecchio, con idee vecchie», come ha detto Cesare Prandelli ieri mattina, ma siamo anche tanto affezionati al mondo che abbiamo dietro alle spalle da spendere la maggior parte del nostro tempo nel rimpianto invece che nella voglia di futuro e di cambiamento. Viviamo di nostalgia del passato, un passato spesso idealizzato e totalmente riscritto nella nostra memoria, mentre avremmo bisogno di un’operazione radicale che torni a inserire nelle nostre teste il sentimento opposto: la nostalgia del futuro, la fame di futuro. Viviamo in un mondo profondamente cambiato, ne conosciamo alla perfezione i limiti e stiamo provando sulla nostra pelle disagi e fatiche nuove, ma ormai ci concentriamo solo su queste rifiutandoci di vedere gli altri aspetti di quella rivoluzione globale che ci ha investiti. Perché esistono anche aspetti positivi, anche se dirlo appare ormai provocatorio, che vanno dal fatto che viviamo in un mondo con meno povertà (oltre un miliardo di persone sono uscite dalla fame negli ultimi trent’anni, un progresso che non ha precedenti nella storia), in cui si …

"I partiti davanti alla scure del premier", di Mariantonietta Colimberti

Bersani: «Cercare soluzioni senza toccare la risposta sociale». Sarà anche vero che, come dice D’Alema, sulla spending review non sarà facile «raggiungere i record che raggiungemmo noi», eppure tra i partiti della “strana” maggioranza la preoccupazione c’è. Perché tutti pensano alle elezioni, sia pure nel 2013; perché il successo di Mario Monti in Europa ha reso più difficile “trattare” i contenuti dei tagli che il governo si appresta a varare; perché, infine, è altamente probabile che le misure vengano imposte per decreto. Uno scenario, questo, di fronte al quale sia il Pdl sia il Pd stanno cercando di prepararsi allestendo, se non delle contromisure, almeno delle indicazioni di direzione di marcia, magari non per l’oggi, ma per il prossimo domani. Sembra non avere questo assillo l’Udc, che del sostegno granitico a Monti ha fatto la sua ragion d’essere fin dallo scorso novembre. Nell’ex Terzo polo c’è poi chi, come Mario Baldassarri, esponente del Fli e presidente della commissione finanze del senato, lancia un warning preventivo su un singolo aspetto contenuto nelle indiscrezioni di questi giorni: …

"Se l’emergenza non finisce mai", di Barbara Spinelli

Non credo che il Presidente della Repubblica abbia da temere le critiche che da qualche settimana gli vengono rivolte sui rapporti intercorsi con Nicola Mancino prima che questi venisse indagato per falsa testimonianza nelle indagini su Stato e mafia. Non credo nemmeno che le critiche possano affliggere Monti, perché il presidente del Consiglio ha una sua forza autonoma, che nasce da delicati equilibri interni garantiti dal Quirinale. Ma anche, e in misura crescente, da equilibri europei e internazionali. Lo stesso si dica per il capo dello Stato: l’autorità che ha acquisito chiudendo gli anni berlusconiani non si cancella, e l’improprio favore che dal Quirinale è venuto a Mancino non l’indebolisce oltremisura. Viene in mente la prefazione di Roberto Scarpinato alla raccolta di scritti di Falcone e Borsellino: tutto quello che sentiamo ufficialmente dire su mafia e politica sono eventi che vanno in scena(Le ultime parole di Falcone e Borsellino, Chiarelettere 2012). Ma esistono eventi non detti, banditi (il «gioco grande» del potere cui alludeva Falcone), che restano fuori scena. E il chiarimento sembra non venire …

"Il paese delle donne che fanno paura alle cosche", di Giulia Veltri

La lotta alla criminalità organizzata in Calabria cammina sempre più spesso sulle gambe delle donne. Amministratrici in prima linea, le prime a pagare sulla propria pelle la violenza e le prove di forza messe in atto da mani criminali. E’ accaduto, ad esempio, a Clelia Raspa, una signora che nella vita fa il medico all’Asp di Locri ed è anche capogruppo di maggioranza al Comune di Monasterace, piccolo paesino sulla statale ionica in provincia di Reggio Calabria. Schierata, Clelia Raspa, a fianco di un’altra amministratrice donna, il sindaco Maria Carmela Lanzetta, che si era dimessa a marzo, proprio a seguito di una serie di intimidazioni, per poi decidere di rimanere in carica. All’alba di sabato, la parte posteriore dell’Alfa Romeo Mito del capogruppo non c’era più, risucchiata dalle fiamme appiccate da qualcuno che è arrivato a pochi metri dall’abitazione della donna, ha appiccato il fuoco e se ne è andato indisturbato. E così torna la paura nel paese in cui si sono precipitati qualche mese fa, subito dopo le dimissioni del sindaco Lanzetta, il ministro …

"Il vertice di Bruxelles porta consensi a Monti. Ora si attende meno rigore e più welfare" di Carlo Buttaroni

Questa volta la buona notizia che arriva dai mercati è che la politica può vincere la crisi. È solo l’inizio, un piccolo passo, ma i segnali sono evidenti. L’intesa del Consiglio europeo sul fondo per calmierare lo spread, infatti, ha avuto immediate ripercussioni positive: è sceso il differenziale tra i titoli italiani e quelli tedeschi e i mercati hanno ripreso fiducia, facendo registrare risultati positivi in quasi tutte le borse del mondo. Il risultato del vertice rende politicamente più forte Barack Obama il quale, dopo aver incassato la sentenza della Corte suprema che rende esecutiva la riforma del sistema sanitario varato nel 2010, segna un altro punto a suo favore in vista delle prossime elezioni presidenziali. L’accordo raggiunto dai leader del vecchio continente, infatti, dà ragione alle pressioni del Presidente Usa rendendo, nelle previsioni, più forte e veloce la ripresa americana. Anche in questo caso, i segnali non si sono fatti attendere, visto che il tasso di cambio euro-dollaro è subito cresciuto di 2 punti base. Ma a Bruxelles succede di più: la politica sembra …