Tutti gli articoli relativi a: politica italiana

"Un piano per la Giustizia senza bavagli", di Antonio Ingroia

Quale deve essere oggi la priorità delle priorità nell’agenda politica nazionale? Domanda diretta che impone risposta altrettanto secca. Una risposta, a prima vista, perfino facile. Tutti direbbero, senza esitazione, che la priorità è la crisi economica. Una crisi che impedisce la crescita del nostro Paese, che sta mettendo a rischio l’euro e la stessa idea di Europa, e che avvilisce la quotidianità degli italiani. Non è un caso che la politica abbia fatto un passo indietro per cederlo a un governo di tecnici, qualificatissimi proprio per fronteggiare l’emergenza e rilanciare l’economia nazionale. E la Giustizia? Dove collochiamo la Giustizia nella scala gerarchica delle priorità? L’impressione è che la comune opinione la faccia scivolare se non nel fondo, quanto meno a metà classifica. Un errore gravissimo che pagheremmo salato aggravando la stessa crisi economica. Mi spiego. L’Italia è stata più volte condannata dalla Corte europea dei Diritti umani per l’ingiustizia dei tempi della sua giustizia. Troppo lunga la durata del processo, sia penale che civile. E pensate che sia indifferente per gli operatori economici sapere di …

"L’alleanza e le pulsioni populiste", di Massimo Adinolfi

E’ stato detto che il populismo esprime, sia pure in modo distorto, un’esigenza di partecipazione che i meccanismi istituzionali della democrazia rappresentativa non riesce più a soddisfare. Può darsi sia così. Ma in tal caso credo sia giusto prendere un po’ di fiato e poi obiettare con il più classico degli: «embé?». Visto che per i populisti i ragionamenti sono sempre troppo intellettuali, immagino che la mia obiezione sarà apprezzata. Ma posso comunque provare ad articolarla meglio. E cioè: nelle pulsioni populiste che percorrono le società contemporanee (non solo l’Italia) ci sarà pure del buono, anche se si esprime in modi decisamente meno buoni. Resta vero tuttavia che regole e istituzioni del gioco democratico sono essenziali e dobbiamo averne cura. Perciò direi: grazie per la precisazione sociologicamente corretta, nessuno demonizzi nessuno, ma lasciateci ancora compiere lo sforzo di mettere la politica nelle forme richieste da una democrazia parlamentare, con il senso delle istituzioni e dello Stato che ciò richiede, con il profilo di una forza di governo consapevole di impegni e responsabilità nazionali e internazionali, …

"La sfida per chi vuole l’alternativa", di Claudio Sardo

L’Europa finalmente ha battuto un colpo. Il deficit politico accumulato dal vecchio Continente resta ancora tutto da ripianare, ma il risultato del summit di Bruxelles stavolta ha avuto un segno positivo, riconosciuto anche dai mercati. Pure l’Italia è tornata a giocare un ruolo importante dopo gli anni bui di Berlusconi. Per il premier Monti è stato un successo. Personale, e non solo. Alle spalle aveva un mandato ampio (rafforzato dalla convergenza di Pd e Udc su un documento parlamentare comune, a fronte dei distinguo del Pdl) e al fianco Monti ha avuto Hollande, il neopresidente socialista della Francia, l’uomo che ha cambiato gli equilibri dell’Unione. L’Europa è il nostro destino. È la crisi politica dell’Europa che sta mettendo a rischio un modello sociale. Solo una reazione comunitaria può portarci fuori dalla depressione economica e dal declino. Ma intanto il declino favorisce le chiusure nazionaliste, gli egoismi di classe, il diffondersi dei populismi (purtroppo non solo a destra). C’è poco tempo per reagire. Il recente Consiglio europeo ci ha dato un po’ di ossigeno: guai a …

"Il piano del governo meno Iva nel 2013 e Fondo salva-debito", di Massimo Giannini

Il patto di Bruxelles, sottoscritto tra i leader europei per salvare la moneta unica, consente all’Italia di staccare un doppio «dividendo». Il primo è positivo per i contribuenti: la manovra sull’Iva, già congelata per il prossimo ottobre, nel 2013 sarà meno pesante del previsto. Lo consentiranno i risparmi sulla spesa corrente garantiti dal decreto sulla spending review, che il governo renderà più incisivo per dare subito un segnale forte all’Europa. Il secondo è positivo per il bilancio dello Stato: la manovra di abbattimento del debito pubblico con la costituzione di uno o di più Fondi «salva-Italia», già anticipata dal premier a Berlino il 14 giugno, sarà accelerata. Lo consentiranno i risparmi sulla spesa per interessi garantiti dallo scudo salva-spread. NEL governo tutti i ministri hanno tirato un sospiro di sollievo, dopo l’esito dello «storico » vertice di giovedì e venerdì. L’intesa tra i capi di Stato e di governo andrà tradotta in fatti concreti, soprattutto dall’eurogruppo del 7 luglio. Ma la svolta c’è stata. Corrado Passera, ministro dello Sviluppo, non ha dubbi: «Il passo politico …

"Dieci imprenditori e il patto nella tenda", di Francesco Alberti

La normalità, per ora, è una luce molto fioca a Cavezzo, nel modenese, uno dei comuni più colpiti dal terremoto del 29 maggio. Ma la data della svolta c’è: giovedì 28 giugno, ore 15.30. Sotto un tendone bianco, con un caldo feroce, i principali imprenditori della zona si sono riuniti con un intento comune: ripartire. Al bar «Luna e Sole» del cinese Du Jinmin, il tifo è rigorosamente antisismico e ai gol di Balotelli si esulta sottovoce: «Sai mai che venga giù qualcos’altro…». La sera di Italia-Germania hanno messo la televisione sotto il portico («Metti che arrivi una scossa a tradimento…») con il risultato, affascinante e grottesco, di avere un occhio sui ragazzi di Prandelli e l’altro sulle macerie di quello che è stato un supermercato e su una piazza, piazza Martiri, che sembra il set di un film di guerra. «Tengono botta», qui a Cavezzo, nel senso tutto modenese di gente che non si rassegna e non si rassegnerà mai. Ma, accidenti, se sono messi male. Dei 7 mila e rotti abitanti, «più della …

"Bersani: basta polemiche, pensiamo al Paese", di Simone Collini

Bersani non si farà tirare dentro il dibattito che si è aperto attorno alle primarie. Né, dopo l’apertura di Casini a un patto per governare tra progressisti e moderati, vuole entrare nella polemica sulle alleanze. «In momenti così importanti ci sarebbe la necessità di stare un po’ più tranquilli», si è sfogato ieri con i suoi quando gli sono stati riferiti i contenuti della conferenza stampa di Vendola e Di Pietro. «Il punto vero è se siamo in grado di costruire un centrosinistra di governo che si allea con un centro moderato per ricostruire il Paese. Bisogna essere all’altezza del compito, e mostrarlo in modo chiaro». Quanto al lamentato veto su Di Pietro, Bersani nega che sia questa l’intenzione del Pd, però ha già avuto modo di far filtrare che non potranno essere siglati accordi né con chi attacca le istituzioni (e gli auguri dell’ex pm a Napolitano non cancellano le bordate dei giorni scorsi) né con chi polemizza con gli alleati per ottenere qualche consenso in più: «Serve una coalizione stabile, non la riedizione …

"La nuova stabilità del premier", di Stefano Folli

Da Bruxelles il presidente del Consiglio porta a casa la ricetta di una discreta stabilità politica. All’improvviso tutte le discussioni, peraltro fuorvianti e mediatiche, sulle elezioni anticipate in autunno vanno fuori corso come la vecchia moneta. Era abbastanza ovvio e il capo dello Stato aveva già chiarito il punto prima del vertice europeo. Ma tant’è: le nevrosi politiche si auto-alimentano finché un evento spezza il cortocircuito. Questa volta gli eventi sono due, legati insieme dal filo misterioso delle coincidenze. La vittoria della nazionale di calcio contro la Germania e subito dopo il successo personale di Monti nel definire l’intesa europea hanno creato quella speciale miscela che si realizza in certi frangenti storici e determina svolte significative. I fautori del rovesciamento del tavolo governativo e della corsa al voto si sono fatti silenziosi. Come dice Giuliano Cazzola, «nel Pdl alla fine hanno avuto ragione i pro-Monti». Quei pro-Monti, si potrebbe aggiungere, che per giorni avevano dovuto subìre la dura offensiva interna dei falchi anti-governo. Con Berlusconi ambiguo fra le due posizioni, finché all’ultimo, con quell’intuito realistico …