"L’Europa riparte da qui", di Raffaella Cascioli
Una vittoria di squadra per il futuro dell’Europa. Una vittoria in cui sarebbe sbagliato stilare una classifica, sebbene a imporsi siano stati due fuoriclasse italiani del calibro di Mario Monti e Mario Draghi. È principalmente a loro che si deve il primo, concreto e compatto, passo in avanti compiuto da tutti i partner europei verso una nuova idea di integrazione comunitaria che non dimentica la solidarietà, stimola la crescita e premia il rigore. Un risultato raggiunto dopo sette mesi e mezzo di duro lavoro, di mediazioni e di compromessi, di proposte concrete e di sangue freddo. Sempre con un passo nell’abisso. Ma, in fondo, questa è stata da sempre l’Europa. Un’Unione in grado di reagire, anche con fermezza, con uno scatto in avanti solo quando sotto i piedi si allarga il baratro. E, ogni volta, ci sono sempre stati gli italiani, decisivi con la loro capacità di mediare, di far vedere ai francesi il bicchiere mezzo pieno e ai tedeschi quello mezzo vuoto. A far intravedere a tutti gli altri che in fondo, anche con …
